Incontro al Ministero della Giustizia
Si è svolto il 13 novembre 2006 presso la sala Parlamentino del Ministero della Giustizia il primo incontro delle rappresentanze sindacali della Dirigenza con il Sottosegretario con delega al personale Li Gotti e il Capo Dipartimento O.G. Castelli. Per Cida-Unadis erano presenti il Segretario Generale, Massimo Fasoli e il Responsabile Giustizia, Dario Quintavalle.
Presentato dal Capo della Segreteria dellOn. Li Gotti, il Capo Dipartimento, dott. Castelli ha preso la parola per un primo giro dorizzonte relativo ai problemi applicativi del Decreto 240, relazionando sul protocollo dintesa stipulato la scorsa settimana con le organizzazioni sindacali del personale sulla riqualificazione, alla quale si è ritenuto dover legare listituzione dellUfficio del Processo.
LUfficio per il Processo è stato definito dal Capo Dipartimento la stessa cancelleria organizzata con modalità diverse, un idea che va attualizzata e costruita, da cominciare a sperimentare con flessibilità. Egli ritiene che dovrebbe essere una sfida tra le più stimolanti per i dirigenti, che sono chiamati alla sinergia e collaborazione.
Ha anche giustificato il passo della circolare – secondo cui, laddove manchi un dirigente, le relative funzioni non possano essere esercitate da lavoratori delle qualifiche funzionali – come una scelta volta a evitare assurde conseguenze, dicendosi peraltro aperto a valutare altre ipotesi.
Per le Organizzazione Sindacali, ha preso per primo la parola Massimo Fasoli, segretario generale della CIDA-Unadis, che si è incaricato di un breve excursus delle problematiche sul tappeto e in particolare dei motivi di sofferenza della dirigenza in quei ministeri in cui essa si confronta con altri corpi professionali togati o in uniforme, auspicando un assetto definitivo e soddisfacente non per questa o quella categoria ma avendo a mente il servizio da rendere alla collettività.
Ha riconosciuto al nuovo governo il merito del ritorno al metodo della concertazione con i sindacati, rammaricandosi peraltro che il Ministero della Giustizia sia stato uno degli ultimi a convocare i rappresentanti sindacali dei Dirigenti.
Ha poi presentato la piattaforma contrattuale elaborata unitariamente da CIDA insieme a CGIL CISL UIL, chiedendo contestualmente linizio della trattativa sul Contratto Collettivo Integrativo di Amministrazione, ritenendo che sia quella la sede dove vanno definiti, organicamente, tutti i problemi pendenti.
Ha ricordato che il Fondo per la Retribuzione di Posizione e di Risultato del Ministero della Giustizia è uno dei meno ricchi dellarea I (dirigenza Ministeri) e ne ha domandato un sostanzioso irrobustimento.
Sul tema del decentramento, ha auspicato una maggiore attenzione dellamministrazione nei confronti dei suoi dirigenti, e che tutte le future posizioni di direttore generale vengano assegnate a dirigenti amministrativi, scelti sulla base della competenza e del merito.
Per la sostituzione del dirigente quando la posizione non sia ricoperta, ha suggerito di ricorrere allistituto della reggenza.
Peraltro, su tale questione si è poi registrata una significativa diversità di vedute tra Cida Unadis (sindacato di soli dirigenti) e le altre sigle sindacali (rappresentative tanto dei dirigenti quanto dei lavoratori delle q.f.) che sono sembrate più propense a risolvere il problema delegando le funzioni dirigenziali, in assenza di un titolare, ai cancellieri, conformemente alla loro qualifica contrattuale, ovvero ad attuare listituto della vicedirigenza.
Dopo gli interventi delle altre sigle sindacali presenti (CGIL, CISL, UIL, Dirstat) – tutti piuttosto univoci nella valutazione negativa della Circolare Castelli e, con qualche eccezione, anche dellistituendo Ufficio per il Processo ha nuovamente preso la parola il Capo Dipartimento secondo il quale la legge sul decentramento è fatta male e dovrà essere rivista con un DDL attualmente in gestazione che, tra l’altro, definisca meglio i compiti del Capo dell’Ufficio.
Esprimendo fortissime perplessità sull’opportunità di decentrare materie quali linformatica, la statistica e lapprovvigionamento di beni e servizi, ha auspicato un attuazione graduale della normativa.
Riguardo alla catena di comando dellufficio, ha risposto ai sindacati che la vicedirigenza non esiste e che linterim non risolve il problema.
Si propone in tempi non lunghi di avviare sul tema del decentramento audizioni di soggetti rappresentativi.
A questo punto ha preso la parola Dario Quintavalle per Cida Unadis Dirigenti Giustizia.
Ha ritenuto in primo luogo di rappresentare un diffuso sentimento di delusione per quello che appare un passo indietro rispetto allo spirito del decreto 240, la cui ratio appare essere non tanto quella di delimitare i poteri del Dirigente e del Magistrato caso per caso ed ufficio per ufficio, quanto di porre fine alla confusione tra funzioni giurisdizionali ed amministrative (queste ultime di pari dignità, non subalterne ed ancillari) e consentire che ognuno faccia, al meglio, il mestiere per cui si è preparato.
Ha chiesto pertanto maggior coraggio nellinnovazione, lunico modo per coinvolgere i dirigenti in questo difficile momento, ed ha chiesto al sottosegretario Li Gotti, tempi certi sul decentramento.
Ha altresì espresso una valutazione negativa della circolare, specie nella parte in cui assolutizza la funzione giurisdizionale, assurta ad unico servizio atteso dal cliente-cittadino, evidenziando che la realtà degli uffici giudiziari è assai più ricca e non si esaurisce tutta nel servizio alla giurisdizione.
Ha definito lUfficio per il Processo un modello organizzativo calato dallalto, che, in aperta contraddizione con la logica del decentramento rischia di sottrarre risorse ai Dirigenti e negarne le prerogative di organizzazione. “Delle due l’una: o le risorse ci sono, e allora devono essere i Dirigenti a gestirle; o non ci sono, e allora l’Ufficio per il processo è inutile e dannoso“.
Ha ribadito, riguardo al proposito espresso dal Capo Dipartimento di avviare audizioni, la centralità del tavolo sindacale, unico luogo legittimato non solo allincontro e alla comunicazione, ma altresì alla concertazione e alla decisione, su una base di pari dignità delle parti.
Il sottosegretario Li Gotti ha concluso lincontro, manifestando la volontà della parte politica di discutere e raccogliere idee.
Occorre evitare, ha detto, che il dirigente non abbia un campo definito di responsabilità. Definendo la giurisdizione il prodotto principale degli uffici giudiziari, e gli altri prodotti secondari, ha auspicato tempi rapidi sul decentramento, senza peraltro assumere precisi impegni sul punto.
Infine, ha accolto la richiesta sindacale di iniziare le trattative per il contratto integrativo ed ha invitato le parti a integrare la piattaforma generale con altre proposte per poi concordare a breve un calendario di incontri per l’organica trattazione per materie.
(A cura del Coordinamento Nazionale Dirigenti Giustizia e del Servizio Centrale Stampa e Documentazione Cida – Unadis).
inserito il: 13 novembre, 2006 sotto Giustizia, Relazioni sindacali, Stato giuridico.
