Cari colleghi delle Agenzie Fiscali,

in questo periodo abbiamo raccolto numerose adesioni e attestati di stima da parte di molti di voi e v i ringrazio per la fiducia. La nostra unione dirigenti da tempo sta svolgendo, quasi in solitudine, una vera e propria battaglia sugli incaricati perchè:

- la stragrande maggioranza di voi sta continuando, con condivisibile disagio ma con immutato impegno, a svolgere il proprio ruolo con spirito di servizio;

-  siete gli artefici della lotta all’evasione fiscale in questo Paese;

-  avete dimostrato la vostra professionalità;

-  vi siete battuti per la legalità, per il rispetto delle regole e avete dimostrato sul campo di essere dei buoni dirigenti in grado di guidare la macchina amministrativa, nell’interesse del Paese prima di qualsiasi altra cosa. 

Per vincere la battaglia che da tempo Unadis ha intrapreso ci serve anche il vostro sostegno: siamo uniti e coesi e così dobbiamo anche apparire davanti agli occhi dell’opinione pubblica che riceve continui messaggi negativi da parte di chi non ha a cuore nè il merito, nè l’imparzialità, nè il buon andamento della macchina amministrativa.

 E’ doveroso ed utile fornire ulteriori chiarimenti in merito ad alcune perplessità che molti di voi hanno manifestato circa la diffida che gli ex incaricati hanno già trasmesso all’Agenzia (parliamo di circa 300 colleghi).

Vi ricordo che la nota del Direttore dell’Agenzia non rappresenta, così come è stata formulata, una vera e propria lettera di revoca: pertanto, avverso la stessa, in un Paese normale non dovrebbe essere neppure necessario diffidare. Tuttavia, siccome continua a mancare la chiarezza e la verità in questa vicenda, il nostro legale e numerosi altri avvocati contattati autonomamente da molti di voi, hanno ravvisato l’opportunità di trasmettere, da parte di ogni singolo interessato, una nota di diffida (in sostanza, una impugnazione stragiudiziale) per evitare che, in futuro e qualora vi fosse la necessità di presentarsi davanti a un giudice, questi possa considerare inammissibile un eventuale ricorso, per mancanza di un previo e tempestivo atto di contestazione.

La diffida, quindi, è un atto cautelativo, che si è proposto a tutela di tutti gli ex incaricati, a prescindere dal fatto che siano iscritti o meno a questa Organizzazione sindacale.

Per tutti questi motivi torno a sollecitarvi sulla necessità e sull’urgenza di inoltrare la diffida entro il prossimo 24 maggio. 

Ovvero entro 60 giorni dalla data della cosiddetta revoca dell’incarico da parte dell’Agenzia. Eventuali suggerimenti volti a non inoltrare la diffida appaiono piuttosto irresponsabili.

Altri di voi hanno ritenuto di modificare la lettera di diffida. L’Unione dirigenti ha deciso di spiegare all’Amministrazione tutti i profili che devono essere adeguatamente valutati. Tutto ciò, in sostanza, è stato dettato dall’esigenza, manifestata da molti di voi, di mantenere con l’Agenzia un rapporto franco, improntato alla collaborazione e allo spirito di rispetto delle regole, sentimenti che hanno sempre caratterizzato il lavoro che avete svolto fino a poco tempo fa. Unadis ha scelto di giocare a carte scoperte, non mancando di proporre una più corretta interpretazione della recente sentenza della Corte Costituzionale e del complessivo quadro normativo e giurisprudenziale che regolamenta la materia. E, inoltre, ha voluto rappresentare i percorsi, anche giudiziari, che si è determinati ad intraprendere ove non fossero riconosciute le legittime aspettative di chi ha contribuito per anni ad un epocale cambiamento della macchina fiscale ed al suo indiscutibile progresso verso livelli di eccellenza. La scelta tra i due modelli di diffida compete a ciascuno di voi, con la libertà di adottare anche modelli intermedi o diversi; l’importante è che, nel rispetto della funzione cautelativa sopra evidenziata, una qualsiasi forma di adeguata contestazione venga tempestivamente inviata.

Inutile dire – ma voglio precisarlo – che tale lettera non è una dimostrazione di mancanza di rispetto verso l’Amministrazione di appartenenza. Con la nota del 25 marzo u.s. l’Amministrazione ha rappresentato che il vostro incarico era “venuto meno”: avrebbe potuto (rectius dovuto) aspettare la pronuncia del Consiglio di Stato prevista per inizio luglio, comunque rispettando il termine naturale di scadenza dei rapporti contrattuali definiti con ciascuno di voi. Invece ha ritenuto, (forse per evitare profili di danno erariale, (ma non rendendosi conto che proprio in tal modo potrebbe incorrervi) di intervenire immediatamente: è stato un atto di cautela da parte dell’Agenzia. Parimenti, in senso opposto, va intesa la lettera di diffida.

Vi invito a continuare a resistere e lottare per il vostro trattamento giuridico ed economico. 


Non posso, infine, non evidenziare come dalla conoscenza delle vostre situazioni, dagli incontri avuti con molti di voi, la scrivente abbia tratto conferma sulla bontà della proposta Unadis di accesso alla dirigenza, più volte espressa da questa Organizzazione sindacale, che prevedeva la regolarizzazione degli incaricati delle Agenzie, secondo una logica peraltro recepita in alcune proposte di legge rimaste inascoltate (cfr. a titolo esemplificativo Atto n. 2473 Camera dei Deputati – XVII legisl.).

Questa Organizzazione sindacale farà quanto possibile per difendere i vostri diritti. Ora come sempre.