(di Marianna Berti) (ANSA) – ROMA, 09 AGO – Un “riassetto” della macchina pubblica ispirato alla “concretezza”, nato dalla constatazione che ci sono realtà molto eterogenee e dall’esigenze di dare un sostegno tangibile, attraverso diverse misure, a quelle più in affanno. E’ questo il progetto a cui sta lavorando la ministra Giulia Bongiorno. Il pacchetto dovrebbe essere pronto dopo l’estate. In ballo ci sono tante questioni, dalla riforma della dirigenza alla semplificazione burocratica. Insomma anche il governo giallo-verde è intenzionato a mettere mano alla P.A. L’operazione, come si può immaginare, è complessa. Forse anche per questo il piano ‘Concretezza’ viaggerà non nella cornice del decreto ma in quella più morbida del disegno di legge. Giusto l’altro giorno il premier Giuseppe Conte aveva spiegato come la manovra sarà accompagnata da “riforme strutturali”, inclusa la “semplificazione normativa e burocratica” per liberare un Paese “imbrigliato dai vincoli, lacci e lacciuoli”. Per ora di ufficiale c’è solo il titolo del piano Bongiorno ma i capisaldi dell’azione del ministero sono noti: estendere le buone pratiche con un approccio che combina rigore e premi. Gli argomenti sul piatto poi non mancano. Bongiorno ha sempre detto che per dare una scossa al sistema bisogna partire dalla dirigenza. Il nemico dichiarato è la pagella unica o pre-compilata: voto, e quindi anche premio, massimo per tutti. E lo stesso vale per le posizioni inamovibili. La ministra vuole così aprire al giudizio di commissioni “neutre” e dei cittadini.

I sindacati dei dirigenti mettono però già le mani avanti: secondo l’Unadis “deve essere il superiore diretto a valutare, perché ha il polso del lavoro. Solo una parte della valutazione può essere esterna”. Indicare delle scadenze sarebbe ora azzardato e la riforma potrebbe anche conoscere più fasi. Quanto al capitolo semplificazioni, ci sarebbero già diversi tavoli attivi, l’obiettivo è rendere più veloce e certa l’azione amministrativa. Per andare a segno non è esclusa una revisione dei ‘contenitori’ normativi (tra dpr, dpcm e decreti ministeriali). Ma i cambiamenti potrebbero riguardare anche la ‘governance’ e lo sfoltimento degli organismi considerati ‘inutili’ o ‘doppioni’. Senza dimenticare il lato tecnologico, un fronte che va dallo sviluppo delle piattaforme digitali ai controlli biometrici in funzione anti-furbetti. L’hi-tech ha tuttavia sempre un costo.