Onorevole dottor Antonio Di Pietro
Ministro delle Infrastrutture

Alla Corte dei Conti presso il Ministero delle Infrastrutture

Aspro confronto ieri sera al Ministero delle Infrastrutture.

Signor Ministro, ieri sera Lei ha incontrato le organizzazioni Sindacali rappresentative del personale dirigente e non dirigente del Ministero. Erano presenti alcuni Provveditori e Direttori Generali appositamente convocati, dobbiamo ritenere.

Piatto forte dell’incontro è stata la inusuale procedura paraconcorsuale per la selezione di soggetti idonei a ricoprire una nuova figura dirigenziale: quella dei Provveditori Aggiunti prevista solamente dal DPR di organizzazione che entrerà in vigore il 24 gennaio. La nostra posizione era ed è nota: non vi è alcuna ragione di inventare percorsi speciali ed abbreviati con i quali contrattualizzare solo alcuni (dieci) dirigenti di seconda fascia, mentre tutti altri (più di 100 colleghi) continuerebbero a operare senza incarico formalmente conferito e senza contratto, sebbene alcuni mesi orsono Parte Pubblica e Sindacati dei dirigenti abbiano sottoscritto un accordo di concertazione sui criteri generali per il conferimento di incarichi dirigenziali. L’accordo non è stato ancora da Lei recepito in DM.
Con lettera dell’11 gennaio pubblicata sul Sito del Ministero – e questa è una novità positiva che denota buona fede, ma la buona fede non può far premio su tutto – Lei ha informato le organizzazioni sindacali ed il personale di avere “ritirato dalla registrazione il provvedimento istitutivo di tale figura dirigenziale a seguito delle corrette osservazioni delle organizzazioni sindacali e dell’organo di controllo”. Tuttavia ha lasciato operare la Commissione esaminatrice, la quale ha concluso i propri lavori con la formulazione di una vera e propria graduatoria di merito (anch’essa pubblicata sul Sito del Ministero) circa la idoneità dei concorrenti (55 dirigenti) a svolgere la funzione di Provveditore Aggiunto, una funzione, cioè, i cui compiti sono tutti ancora da definire nel DM di attuazione del citato DPR.
Precisiamo che sono ignoti i criteri di selezione; si dice che siano quelli previsti dal Ccnl per il conferimento degli incarichi dirigenziali: se così è, non si spiega come molti (ex) Vice Provveditori che per anni hanno svolto tali funzioni, non siano riusciti ad entrare tra i primi dieci posti.
Perla finale: le quote rosa. Nella citata lettera Lei afferma: “allo scopo di valorizzare le professionalità dirigenziali femminili e nel rispetto della direttiva della Presidenza del Consiglio ……omissis…intenderei affidare il 30% delle funzioni ai dirigenti donne, scelti, sulla base della comprovata qualificazione e idoneità professionale….omissis…….”. Cosa c’entrino le pari opportunità in un ambito meritocratico non è dato sapere. Lei sa che le vere azioni di promozione delle pari opportunità si attuano prima e non dopo e, certamente, non in sede meritocratica qual è la sua graduatoria.
Ribadiamo oggi ciò che abbiamo sostenuto ieri: il procedimento complessivo non sta in piedi, va ritirato anche dal Sito.

Va, invece, avviata e portata rapidamente a termine la contrattualizzazione di tutti i dirigenti di 2^ fascia del Ministero contemporaneamente mediante anche la pesatura di tutti gli uffici dirigenziali.

Aspro confronto abbiamo scritto: in realtà, esso c’è stato solamente tra noi Cida-Unadis e Lei signor Ministro. Tutte le altre delegazioni sindacali, nelle quali ha prevalso la componente delle qualifiche funzionali (risultando, di converso, assolutamente annientata la componente dirigenziale) Le hanno espresso pieno sostegno: ciò forse, perchè il loro tasso di rappresentatività dirigenziale è scarso e, in qualche caso, del tutto nullo o nell’ordine di decimali di punto sopra lo zero. Tenga conto signor Ministro che è errata la sensazione della solitudine o isolamento di Cida-Unadis che Lei potrebbe avere tratto ieri sera dall’andamento del confronto: Cida-Unadis, in realtà, non solo supera abbondantemente il 50% della rappresentatività dei dirigenti del Ministero, ma è stata anche subissata di proteste dei dirigenti sulla questione.
Commentiamo che è operazione estremamente facile fornire appoggio ad iniziative delle cui conseguenze non si risponderà mai davanti a nessuno.
Poco prudente per un Ministro della Repubblica è accoglierlo e farne punto di forza per una operazione poco chiara nei presupposti, errata nella procedura e disastrosa negli effetti.

Massimo Fasoli