L’incontro di ieri 15 luglio all’Aran sull’ipotesi di accordo poco di nuovo ha portato al confronto per il rinnovo contrattuale normativo 2006/2009 e biennale economico 2006/2007.

Le precedenti proposte prevedevano gli aumenti retributivi (del 4,58%) solo sul tabellare e, in misura quasi equivalente, su quella di risultato; quella avanzata ieri, fermo restando il tabellare che è unico per tutta la dirigenza pubblica, ritocca al ribasso la quota di risultato e, corrispondentemente, ritocca in leggero rialzo la retribuzione di posizione di parte fissa. Non è più previsto il contingentamento di tutto il personale dirigente in livelli retributivi di risultato, ma solo una fascia, diciamo così, di eccellenza.  

Rimane sostanzialmente invariato l’impianto del “disciplinare” che contiene delle vere e proprie norme in bianco e, in taluni casi, sanzioni (conservative e non) più gravi che per il personale del comparto.

Il conferimento degli incarichi rimarrebbe  nella competenza della sola informazione preventiva, anche per quanto attiene alle procedure.

Si fa un gran chiacchierare della mobilità quale strumento di arricchimento professionale dei dirigenti e delle Amministrazioni.

La vigente norma contrattuale la rende impossibile e la proposta di Ccnl sorvola sull’esigenza di una nuova formulazione (del tutto non onerosa) che la renda praticabile.

Sulla dirigenza sanitaria dell’ex Ministero della Salute: nessuna norma attuativa e, rispetto all’Area, un “maggior” incremento salariale di 4,50 euro.

La seduta aveva lo scopo  di verificare se vi fosse la possibilità di imboccare la via della rapida chiusura prima delle ferie estive.

La condizione non è stata raggiunta.

La settimana ventura il prossimo incontro, decisivo, in un modo o nell’altro: o si chiude o si rinvia a settembre.

Non sono in grado di azzardare previsioni.

Assicuro che il nostro sforzo sarà in direzione del traguardo di un buon Ccnl e non di qualunque Ccnl ad ogni  costo.  

  

Massimo Fasoli

Segretario Generale della Cida-Unadis