La pubblicazione di due recenti comunicati UNADIS in tema di incarichi dirigenziali e mobilità hanno suscitato talune perplessità tra gli iscritti, per cui si rende necessaria la seguente precisazione.

Trattasi dei comunicati sulle recenti sentenze, una della CORTE dei CONTI e del TAR Lazio avverso alcuni avvisi pubblici della Regione Lazio: alcuni si lamentano che non abbiamo “gioito” con toni trionfalistici della stigmatizzazione dei comportamenti della Regione Lazio che ha fatto ricorso a dirigenti appartenenti a ruoli di altre amministrazioni.

 

Ribadiamo che UNADIS è da sempre favorevole al merito e alla mobilità: il merito può essere posseduto anche da dirigenti di un ruolo diverso – e certo è posseduto da dirigenti dei ruoli dei dirigenti dello Stato – e la mobilità è il cardine per un interscambio di esperienze.

NO A INCARICHI DIRIGENZIALI AD ESTERNI AI RUOLI DELLE AMMINISTRAZIONI, se non nei limiti percentuali vigenti, e solo ove manchino all’interno le professionalitá.

Corte dei conti e Tar  - con recenti decisioni da noi pubblicate anche sul sito – hanno ricordato l’ovvio: il rispetto della legalità.

La legge, per una PA al servizio della Nazione, prevede che i dirigenti siano scelti con procedure serie e selettive e che si ricorra all’esterno solo in 2 casi:

- nell’ambito di certe percentuali

- se all’interno è mancante una certa professionalità

Se si violano questi principi, gli organi di controllo intervengono, giustamente.

 

NO A INCARICHI DIRIGENZIALI AD AMICI DEGLI AMICI, AFFIDATI A SODALI DELLA POLITICA PRIVI DI CONFERMA ELETTORALE, senza previa verifica dell’assenza di professionalità all’interno dei ruoli.

Ma noi di Unadis (che siamo pronti a contrastare nelle sedi opportune atti illegittimi) non ci mettiamo a festeggiare solo perché le magistrature (contabili o amministrativa) non registrano atti o annullano procedure, per 3 motivi:

1)   Perché noi tuteliamo tutti i dirigenti, ossia anche quei colleghi che dall’annullamento di un atto amministrativo ricevono un danno del proprio trattamento giuridico e economico per incolpevole e legittimo affidamento;

2)   Perché sono provvedimenti adottati da colleghi dirigenti in buona fede, e non è educato deridere chi sbaglia (semmai avesse sbagliato);

3)  Perché ogni contenzioso rallenta l’efficienza dei servizi che si rendono ai cittadini.

 

Per  noi dirigenti di UNADIS i veri punti sono:

1) perchè non si riesce ad avere incarichi dirigenziali attribuiti sul merito e una reale mobilità, nella PA?

2) Quale sistema di valutazione e quale percorso di aggiornamento professionale costante si sta immaginando per rendere effettiva una rotazione e l’interscambio dei dirigenti manager pubblici?

 

Noi vogliamo la riforma e il ruolo unico, perchè abbiamo posizioni da anni bloccate nelle Amministrazioni.

 

Ruolo unico, Incarichi affidati sul merito, Valutazione seria e aggiornamento continuo consentiranno mobilità, ricambio e anche licenziamento di chi demerita.

Ma, soprattutto, consentiranno di rendere efficienti servizi ai cittadini.

 

Per questo, nei Comunicati dei giorni scorsi, abbiamo ricordato l’esigenza di tenere conto del necessario rispetto dei diritti soggettivi e dei contratti individuali di lavoro sottoscritti dai dirigenti, nell’ottemperare le decisioni dei giudici.

Per questo, abbiamo dichiarato pubblicamente di apprezzare  - nelle finalità – la disciplina in corso di emanazione sul ruolo unico, che favorisce lo scambio di professionalità, arricchisce le amministrazioni e – nei limiti percentuali previsti – non danneggia chi è nei ruoli ma consente un proficuo interscambio di competenze.

Certamente,  vigileremo perché la Legge di Riforma rechi principi e criteri realmente meritocratici e che questi siano declinati con chiarezza, anche nel rispetto dei diritti di tutti i lavoratori che svolgono funzioni pubbliche, al servizio della Nazione.

 Il Segretario Generale