Comunicato stampa

“DAVVERO GUADAGNIAMO TROPPO?”

Assemblea Unadis – Unione nazionale dirigenti dello Stato -  del 29 gennaio 2018

Hotel Nazionale, piazza Montecitorio, 131, Roma – ore 15.30

 

Roma, 26 gennaio 2018 –  Mentre il ministro Marianna Madia rilascia interviste sui giornali in cui rivendica il rinnovo del contratto dei funzionari dei Ministeri, l’Unadis, l’Unione nazionale dirigenti dello Stato lamenta il fatto che il contratto dei dirigenti pubblici (Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzie, EPNE, organi a rilevanza costituzionale) è fermo da quasi dieci anni e l’atto di indirizzo che sarebbe dovuto arrivare da Funzione pubblica non si intravede. “Forse per i politici è impopolare occuparsi in campagna elettorale dei suoi dipendenti, perché noi – spiega Barbara Casagrande, segretario generale dell’Unadis – portiamo avanti la macchina pubblica, supportiamo quotidianamente il lavoro dei politici ma piuttosto che essere valorizzati veniamo etichettati come fannulloni dall’opinione pubblica e da una classe politica che non punta al merito e alle competenze, bensì alla pancia della gente con slogan e promesse di rinnovamento che poi rimangono solo sulla carta”.

Il sindacato dei dirigenti, che siede ai tavoli di contrattazione e firma due contratti collettivi (quello dei dirigenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quello dei dirigenti delle Funzioni Centrali) pretende che a questo punto la politica si faccia carico della sua classe dirigente, dimostrando di saper ascoltare il sindacato e fare scelte che si basano su meritocrazia, trasparenza e legalità.

“Siamo manager pubblici con grandi responsabilità di gestione e poche risorse: vogliamo superare- afferma Casagrande – le gravi condizioni in cui operiamo, come dirigenti pubblici, chiamati a gestire risorse della collettività. Siamo lavoratori dipendenti statali – di qualifica dirigenziale – e vogliamo offrire servizi ai cittadini, senza doverci districare in un coacervo di norme di primo e secondo grado, approvate dal Parlamento, privi di risorse adeguate, continuamente pressati da una politica che manca nel suo ruolo principe di fornire indirizzi e si inserisce nell’amministrazione. Chiediamo un percorso di carriera meritocratico, trasparenza nel conferimento degli incarichi dirigenziali, retribuzioni connesse al raggiungimento degli obiettivi, misurazione e valutazione della performance, formazione, welfare aziendale. Inoltre, una semplificazione normativa e l’affermazione del nostro ruolo, nel senso della valorizzazione delle eccellenze interne alla PA, piuttosto che gli esterni. Partiamo dalle persone, dai lavoratori: ascoltate il Sindacato dei dirigenti pubblici e si supereranno le contraddizioni e le difficoltà fino ad oggi incontrate nel progetto di riforma della dirigenza pubblica e della pubblica amministrazione”.

Durante l’assemblea pubblica il sindacato dei dirigenti presenterà la propria piattaforma contrattuale, ovvero cosa dovrebbe esserci scritto nel nuovo contratto della dirigenza, non solo per quanto riguarda le risorse economiche (certamente scarse) bensì per quanto riguarda il trattamento giuridico dei dirigenti. “Vogliamo garantire servizi efficienti e ristabilire la fiducia con i cittadini. Siamo stanchi di essere il capro espiatorio di una politica incapace di gestire i suoi dipendenti e di garantirgli percorsi di carriera meritocratici”.

All’incontro, dal titolo provocatorio “Davvero guadagniamo troppo?” sono stati invitati tutti gli esponenti dei partiti politici e le coalizioni che si presenteranno alle prossime elezioni; i rappresentati delle Associazioni dei dirigenti e dei sindacati autonomi dei “burocrati” dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Modera Rossella Diaco, conduttrice RAI.

Appuntamento alle 15.30, all’Hotel Nazionale, piazza Montecitorio, 131, Roma.

Ufficio stampa Unadis – Angela Corica