“VENTI ANNI DALLA PRIVATIZZAZIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO: LA DIRIGENZA DELLO STATO TRA RIFORMA, CONTRORIFORMA E PROSPETTIVE FUTURE”

Negli ultimi due decenni profonde riforme, varate da governi di indirizzo politico diverso, hanno ridisegnato l’intero sistema amministrativo italiano con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi da rendere ai cittadini. In questo contesto, rilievo peculiare ha avuto la privatizzazione della dirigenza pubblica, introdotta con decreto legislativo 29 del 1993. Le tante, successive, “correzioni” normative, hanno determinato sensibili modifiche nella direzione e gestione delle pubbliche amministrazioni, con risultati non del tutto coerenti con gli obiettivi di miglioramento e, soprattutto, con la dichiarata volontà di dare reale autonomia ai dirigenti pubblici,responsabilizzandoli realmente sul terreno dei risultati. Il convegno propone un articolato confronto – con la partecipazione di studiosi e di protagonisti delle decisioni pubbliche in materia – per valutare quali siano gli scenari che possano permettere alla dirigenza pubblica di contribuire al meglio alla competitività del Paese.
“Vediamo bene che in questo momento storico la politica fatica a dare un governo all’Italia – afferma il segretario generale di Unadis, Barbara Casagrande – e, per questo, ci si ri-affida ai tecnici (o saggi). L’alta burocrazia coglie, così, l’occasione del ventennale della cd “Riforma Cassese” per fare il punto sulla Pubblica amministrazione. Venti anni di dirigenza che lavora per obiettivi, responsabile della gestione ed indipendente, nel disegno riformatore, dalla politica”.
Tuttavia in questi 20 anni, secondo Casagrande, abbiamo avuto, in concreto: blocco di carriere e retribuzioni, spoil system e una PA sempre più povera. “Povera di risorse umane, innanzitutto, perché il blocco del turn over non ha inserito i giovani. E povera di reale autonomia dato che non è stato disegnato un percorso di carriera meritocratico”.
Nonostante ciò, l’Italia è il settimo Paese industriale, e la nostra PA è la “più snella d’Europa”.

LA RIFORMA DEL 29/93 e 80/98 E’ ANCORA UN IDEALE, MA LE “CONTRORIFORME” DEL 2000 e 2009 E LA PREVARICAZIONE DELLA LEGGE SUL CONTRATTO NE HANNO SCARDINATO I PRINCIPI, SU CUI TANTO AVEVAMO INVESTITO.

Come progredire? Come offrire migliori servizi ai cittadini? Come realmente valorizzare il ruolo di guida, l’impegno e il merito alla dirigenza pubblica?

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