"Quando la provocazione diventa becero qualunquismo" – Comunicato Unadis del 15 maggio 2020

Durante la trasmissione “Dimartedì” dello scorso 12 maggio molti di noi sono rimasti sconcertati nel sentire un economista come Edward Luttwak che, trattando dell’attenzione posta dalle istituzioni del nostro Paese allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ha ritenuto, in maniera totalmente avulsa rispetto al contesto, di poter affermare: “che il fatto economico in Italia oggi è che quelli del ministero delle Finanze non lavorano né in ufficio e né a casa perché si guardano film sulla Vergine e così via, ma.. e quindi non fanno assegni”.

Il messaggio “dell’illustre” economista appare espressione di un’assoluta mancanza di conoscenza delle più elementari basi del funzionamento del MEF e mira, nel solco di un diffuso e miope qualunquismo, a identificare nei dipendenti pubblici i responsabili delle inefficienze, vere o presunte, del nostro Paese.

In sostanza, fra un bofonchiamento e un’affermazione delirante, il supposto stallo negli interventi economici attualmente necessari per l’economia nazionale dipenderebbe, secondo Luttwak, dalla nostra refrattarietà di dirigenti pubblici – del MEF, in particolare – all’impegno lavorativo sostituito, durante o meno lo smart working, da una sfrenata passione cinefila.

Cosa ancor più grave, poi, è stata la sostanziale indifferenza del conduttore della trasmissione, Floris, il quale, senza chiedere ragione delle offese espresse nei confronti di un’intera categoria di lavoratori, ha ritenuto di chiosare prendendo: “come sempre il buono della provocazione”.

Al di là del fatto che le provocazioni dovrebbero stimolare un dibattito costruttivo nella correttezza e nel rispetto di tutti, è veramente povero un giornalismo che ricorre al solito “crucifigge” del pubblico impiego, invece di ricercare seriamente le cause che affliggono la nostra burocrazia.

Questa Organizzazione Sindacale, quindi, nel reputare assolutamente inaccettabile e fuorviante che in una rete nazionale si consenta uno spettacolo così indecoroso in danno di chi quotidianamente, fra molte difficoltà e responsabilità enormi, garantisce il funzionamento di un’amministrazione cardine per la nostra nazione, ricorda che il Ministro Gualtieri, proprio recentemente, consapevole degli sforzi di ognuno di noi, ha ritenuto giusto indirizzarci un atto di ringraziamento per: “l’impegno senza tregua degli ultimi mesi”, poiché ha: “imparato a conoscere una macchina poderosa e strategica che, anche da casa, pur con tutte le difficoltà oggettive legate all’emergenza, ha messo a disposizione del Paese le proprie competenze e professionalità.”.

Proprio in costanza di questo riconoscimento, è necessario che queste parole siano rese note anche al di fuori della nostra organizzazione, poiché la difesa della dignità di un intero corpus di dipendenti è la difesa dell’onorabilità del MEF.

Dal nostro canto, continueremo a ricordare, in ogni ambito, che solo l’apprezzamento delle professionalità che si pongono al servizio della collettività consentirà l’auspicato balzo in avanti della nostra economia e che molto dipenderà da quanto si terrà in considerazione il patrimonio di esperienza di una dirigenza che, nonostante il sempre maggiore carico d’impegni, si fa trovare sempre disponibile ad affrontare nuove sfide.

 

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