UNADIS: “LA PA COME LEVA DI SVILUPPO DEL PAESE IN UN MOMENTO DI GRANDE EMERGENZA 

Unadis ha finalmente finalmente firmato il contratto della Dirigenza delle Funzioni Centrali, in rappresentanza dei dirigenti dei Ministeri, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Agenzie, degli Enti pubblici non economici, relativo agli anni 2016-2018. Si tratta di un traguardo importante, dopo quasi dieci anni di blocco della contrattazione pubblica e che, in questo momento di grande preoccupazione per il Paese, a causa della massiccia diffusione del Coronavirus, è un segnale di rilancio di tutto il settore pubblico, alle prese con l’emergenza.

L’ITALIA NON SI FERMA, LA PA NON CHIUDE PER I DIRIGENTI PUBBLICI

Aldilà dell’incremento economico questo Contratto, grazie soprattutto al lavoro di Unadis, risponde in buona parte alle richieste che il sindacato dei dirigenti pubblici aveva avanzato, con un po’ di lungimiranza: poiché la stabilità delle Amministrazioni Pubbliche significa stabilità del Paese, soprattutto quando il Paese è chiamato a fare i conti con le emergenze e il settore pubblico è l’unico a poter rispondere in maniera adeguata.

“Abbiamo voluto che fosse chiaro il concetto di diritto all’incarico. Nell’articolo 43 del nuovo Ccnl viene riaffermato tale principio che per Unadis è stato pregiudiziale al proseguo delle trattative”, spiega Barbara Casagrande, segretario generale del sindacato dei dirigenti pubblici. Fra le cose ottenute da Unadis: “La reintroduzione di una clausola di salvaguardia (art. 52) che garantisca al dirigente lo stesso stipendio fino alla scadenza del contratto di incarico vigente, anche in caso di riorganizzazione dell’amministrazione e la programmazione degli interpelli.

Unadis ha chiesto e ottenuto anche un nuovo sistema di relazioni sindacali, con l’introduzione dello strumento del confronto, e non solo della mera informativa. Ha ribadito il ruolo della formazione, quale fattore decisivo di successo e leva di cambiamento, l’importanza della mobilità territoriale, una maggiore chiarezza sul patrocinio legale e la copertura assicurativa, nonché avviato il percorso per la piena equiparazione alla dirigenza, per i dirigenti sanitari del Ministero della Salute.

“C’è tanto altro da fare e il prossimo contratto dovrà guardare sicuramente anche ad altre esigenze che non abbiamo approfondito in questo contratto” dice ancora Casagrande.

I dirigenti pubblici sono in queste ore impegnati e gestire le richieste di smart working che arrivano dai collaboratori. Un tema, quello del lavoro agile e dello smart working, che come sollecitato da Unadis andava affrontato per tempo e non solo in piena emergenza. Così come hanno sollecitato modalità di smart working straordinario per i dirigenti che lavorano nella zona rossa.

 

 

Ufficio stampa Unadis