L’emergenza Coronavirus sta contribuendo a rendere possibile un passaggio epocale nella Pubblica Amministrazione. Finalmente verranno attuate le disposizioni per cui il tempo di lavoro va vissuto in una ottica non solo formalistica, bensì con riguardo ai servizi resi ai cittadini e del risultato. I dirigenti pubblici sono chiamati da anni a gestire una trasformazione dell’organizzazione del lavoro: in questa situazione, hanno dovuto “accelerare” alcune procedure e continuano a lavorare per garantire che tutta la Pa funzioni. La macchina dello Stato, pur attuando forme di lavoro agile o smart working, sta continuando a garantire servizi pubblici, quali sanità, istruzione, protezione civile, sicurezza, infrastrutture, trasporti, interventi per la sicurezza sul lavoro. “L’emergenza Codiv-19 – spiega il segretario generale dell’Unadis, Barbara Casagrande – ci conferma che non si può fare a meno del pubblico, che siamo tutti – dirigenti, direttori, funzionari – indispensabili perché il Paese non si fermi. Stiamo sperimentando un nuovo modello di amministrazione, con personale fuori dall’ufficio, con dirigenti pronti ad attuare lo smart working ordinario, con responsabilità che quotidianamente continuiamo a prenderci anche in queste giornate complicate, con una grandissima e preoccupante emergenza in corso, noi ci siamo. Vorremmo che questa occasione ci avvicinasse ancora di più ai cittadini. Le etichette che ingiustamente ci sono state attribuite in questi anni non sono state costruttive. Noi stiamo dimostrando che senza il nostro qualificato contributo non sarebbe stato possibile gestire il lavoro pubblico in questa fase emergenziale”.

Per il sindacato dei dirigenti pubblici finita l’emergenza non si potrà più tornare indietro. Da questa crisi è emerso quali sono le figure che servono alla pubblica amministrazione, quali sono le competenze su cui puntare per rilanciare la Pa, ovvero esperti che sappiano attuare l’innovazione digitale, leader che organizzano il lavoro pubblico in presenza o da remoto, garantendo comunque servizi e risultati, staff preparati negli uffici dei ministri, direttori pronti a prendere decisioni importanti e assumersi responsabilità, funzionari che sappiano portare a termine il lavoro anche a distanza. “Usciremo diversi da questa storia – prosegue Casagrande – perché avremo una maggiore consapevolezza del nostro lavoro e quella fiducia, anche da parte della politica, che fino ad ora è mancata. Non è importante dove si lavora ma perché, per quali risultati, come si lavora. Voglio dire grazie a tutti i colleghi che sono in prima linea – conclude il segretario generale: siamo sodali con tutti i medici e  tutto il personale che lavora per il sistema sanitario nazionale, con chi opera nella Protezione Civile, a partire dal capo, Angelo Borrelli, e, in generale,  con tutti i colleghi che non possono fermarsi, lavorando per il Paese”.

Siamo fieri che anche il presidente del Consiglio, prof. Giuseppe Conte, sta dimostrando con i fatti apprezzamento per il lavoro pubblico, intensificando proprio in queste ore le assunzioni e investendo in questo settore che dovrà, per Unadis, ripartire con una marcia in più finita l’emergenza. Una Pa efficace serve e servirà anche alle imprese che devono uscire dalla crisi che per loro è anche economica.
Il sindacato dei dirigenti pubblici auspica che la politica scommetta in modo serio sullo smart working anche oltre l’emergenza e, intanto, continuerà a tutelare i lavoratori di qualifica dirigenziale e a sostenerli quando ce ne sarà bisogno, cercando sempre di unire, perché si lavora insieme, coesi, per la medesima comunità di scopo che è la Pubblica Amministrazione.

 

Ufficio stampa Unadis

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