CARTOLARIZZAZIONE: ACCORDO DEL 1° OTTOBRE AL MEF.

In un acceso clima di ostilità verso i dirigenti di 2^ fascia innescato dai sindacati delle qualifiche funzionali Cgil, Cisl, Uil e Unsa, il 1° ottobre si è svolta la trattativa per l’attribuzione del compenso incentivante la produttività del personale dirigente e non dirigente del M.E.F. per l’anno 2007 concernente le risorse derivanti dalle maggiori entrate e minori spese a carico del bilancio statale come previsto dal comma 165 dell’articolo 3 della legge 350/2003.

In difesa dei dirigenti Cida-Unadis ha potuto contare solo sull’appoggio della Dirstat e dell’Anaao-Intesa.

La delegazione di parte pubblica ha presentato una proposta di testo di cui riassumiamo sinteticamente gli elementi essenziali.

Personale delle qualifiche funzionali:

a) - il 50% delle risorse disponibili, sulla scorta della presenza secondo i criteri previsti dalla legge 133; il testo finale individua la presenza secondo i criteri e le tipologie previste dal Contratto Integrativo di Amministrazione;

b) - il restante 50% delle somme, sulla base della valutazione dei risultati degli Uffici di appartenenza secondo separate tabelle per l’ex Tesoro Bilancio e per il Dipartimento delle Finanze; il testo finale non reca modifiche;

c) - la possibilità per il dirigente di 2^ fascia di segnalare, sentito il dirigente generale della struttura di riferimento, al massimo il 10% dei dipendenti …..che si siano particolarmente distinti nello svolgimento delle mansioni a loro affidate. A tali dipendenti verrà corrisposta una maggiorazione del 20%. Questa è stata la parte più contrastata dalle oo.ss. delle qualifiche funzionali che, a chiacchiere, condividevano l’obiettivo meritocratico, ma, in realtà vi si sono ostinatamente opposte in quanto ravvisavano nello strumento una sorta di odiato fondino e nella formula una eccessiva discrezionalità al dirigente; quindi, sulla scena della trattativa si sono avvicendate, dapprima la soppressione dell’intero punto c), poi l’inversione delle percentuali. Il testo finale riserva il 10% del 50% delle risorse dell’a-linea b) alla erogazione del dirigente secondo modalità e criteri coerenti con Ccnl di comparto da definire entro 60 giorni in accordo integrativo nazionale; soppresso il “sentito il dirigente generale della struttura di riferimento”;

d) - nessuna erogazione al personale licenziato o condannato per delitti dolosi o al quale nel 2007 sia stata irrogata una sanzione disciplinare superiore alla censura. Il testo finale prevede la riduzione del 30% del compenso al personale cui sia stata irrogata la sanzione della multa.

La proposta per il personale dirigente ricalcava quella degli anni precedenti.

Dirigenti di 2^ fascia:

a) - il 50% delle risorse disponibili destinate è ripartito tra i titolari di incarichi di funzione in proporzione al periodo di effettivo svolgimento;

b) - il restante 50% delle somme verrà corrisposto in relazione alla valutazione conseguita secondo separate tabelle collegate ai sistemi di valutazione, rispettivamente, del Mef e del Dipartimento delle Finanze;

c) - nessuna erogazione ai licenziati ed ai condannati per delitti dolosi ovvero per danno erariale; decurtazione del 30% del compenso a coloro che abbiano cagionato oneri a seguito della condanna definitiva dell’Amministrazione in procedimenti ex art. 28 della legge 300/70;

Dirigenti di 1^ fascia:

a) - ripartizione proporzionale al periodo di effettivo svolgimento delle funzioni, tenuto conto dei risultati conseguiti (quota 120 per gli incaricati di direzione di struttura e per coloro i quali, senza incarichi di direzione, svolgono direttamente o con delega le attività di cui al comma 165; quota 100 per gli altri);

b) - la quota destinata ai Capi Dipartimento non può superare quella massima attribuita ai dirigenti generali non apicali;

c) - la erogazione del compenso sarà in proporzione al grado di raggiungimento degli obiettivi secondo le modalità previste per i dirigenti di 2^ fascia.

I compensi saranno corrisposti anche al personale dirigente e non dirigente trasferito alla PCM e allo Sviluppo Economico nel 2007 e per il periodo in servizio presso il Mef dello stesso anno.

Dopo un giorno di riflessione, il 3 ottobre ho firmato l’accordo, perché vi sono 2 punti interessanti: la riduzione del compenso (30% ) al personale delle qualifiche per effetto della sanzione disciplinare della multa; la possibilità per il dirigente di erogare un riconoscimento economico al personale secondo modalità e criteri coerenti con il Ccnl di comparto (da definire entro 60 giorni dal 1° ottobre).

L’intera trattativa è stata condizionata dal DM 10 settembre 2008 con il quale il Ministro di Economia e Finanze, come altri Ministri per il proprio Dicastero, ha ridotto il volume delle risorse speciali destinata alla incentivazione della produttività e ha rimodulato anche la ripartizione tra dirigenti e non dirigenti, abbassando la quota dei primi dal 13 all’11%. E’ difficile ritenere che il decreto non sia da collegarsi ad un riservato incontro che il 4 agosto il Sottosegretario Giorgetti ha avuto con i responsabili di Ministero di Cgil Cisl Uil e Unsa-Confsal, cioè di organizzazioni rappresentative anche nell’Area 1^. Il Segretario generale di Unsa-Confsal (il sindacato dirigenziale più forte del Mef) era l’unico a riunire in sé la qualifica di dirigente (direttore generale del MEF-RGS in pensione) e la responsabilità sindacale di rappresentare gli interessi delle 2 componenti di personale. Le componenti dirigenziali delle altre 3 organizzazioni erano assenti. Quindi delle 2 l’una: o hanno concertato con il Sottosegretario la decurtazione del compenso ai dirigenti o non ne sono stati messi al corrente. L’ultima ipotesi ci pare davvero fantasiosa dal momento che una volta che il decreto e la decurtazione della percentuale ai dirigenti sono divenuti pubblici dalle 4 organizzazioni predette non è giunto il benché minimo segnale di sorpresa.

Il fatto è che i responsabili di Cgil Cisl e Uil delle qualifiche funzionali appaiono personalmente portatori di un così forte livore antidirigenziale – forse perché non sono riusciti ad accedere alla dirigenza – che neppure in trattativa riescono a dissimulare. Ciascuno si esprime contro i dirigenti, con sfumature diverse secondo il carattere, la professionalità, la cultura e la sensibilità personali.

Ci ha sorpreso l’allineamento di Unsa-Confsal che, con toni apparentemente felpati, attaccava i dirigente per un paio di questioni territoriali che gli stavano particolarmente a cuore.

Noi non crediamo che la dirigenza sia tutta composta di eccellenti dirigenti. Crediamo che la qualità media dei dirigenti sia molto buona, con punte di eccellenza e che qualcuno possa non essere del tutto all’altezza del compito.

Ma, almeno, i risultati che ottengono, le qualità che posseggono e le capacità che manifestano sono apprezzati da sistemi di valutazione. I sindacalisti delle qualifiche funzionali, invece, credono esattamente il contrario e cioè che la qualità media dei dirigenti sia molto bassa, che rari siano i casi di buona qualità e che i sistemi di valutazione siano taroccati (così è stato detto in trattativa).

Traspare evidente che il loro personale giudizio negativo su qualche dirigente, magari anche fondato e giustificabile, è da loro esteso per comodità di ragionamento all’intera dirigenza. Sicché i dirigenti finiscono con l’essere, secondo loro, sostanzialmente e intrinsecamente paternalisti, legulei, poco preparati e quant’altro di grigio e mediocre si possa immaginare.

Mentre, naturalmente, gli altri dipendenti sono di ottima qualità.

Tutti abbiamo provato sulla nostra pelle, fin dalla primissima attività scolare, che in una classe piccola quanto si vuole non esistono bambini bravi nella stessa misura. E ciò è altrettanto vero per gli adulti, per i dirigenti, per i non dirigenti, per i sindacalisti.

Ma il dirigente, secondo loro, non può valutare con una qualche discrezionalità il dipendente neppure per una parte risibile di salario accessorio come quella sulla quale ci si è accordati il 1° ottobre al Mef: circa 200 euro medi lordi all’…..ANNO: no, occorrono criteri e regole che impediscano ogni arbitrio. E’ ovvio infatti che in mano a tal fatta di dirigenti la discrezionalità non può che diventare arbitrio, nonostante l’obbligo di motivazione nel provvedimento.

Poche regole sono complesse e articolate quanto quelle che disciplinano le relazioni sindacali, cosicché non è poi tanto difficile che il dirigente periferico inciampi in un errore procedurale che consenta al responsabile territoriale anche di una sola delle sigle rappresentative del personale delle qualifiche funzionali di proporre davanti al giudice del lavoro ricorso per comportamento antisindacale contro l’Amministrazione, cioè contro il dirigente errante, ex articolo 28 delle legge 300/70. Il minacciato rischio di essere trascinato in giudizio dal sindacato pesa di per sé sul dirigente.

Fosse anche di mera scuola, la clausola di decurtazione del compenso prevista dall’accordo pesa sulla serenità del dirigente. L’insistenza dei sindacati delle qualifiche funzionali del Mef (quale più, quale meno) al mantenimento della clausola nell’accordo, cela, neppure tanto, il segreto intento: quello di partecipare alla conduzione degli Uffici senza averne la benché minima responsabilità.

Ci sarebbe piaciuto che l’Amministrazione avesse proposto il principio di reciprocità.

Meditino con attenzione i dirigenti sui sindacati cui conferiscono il potere di rappresentanza; infatti, è possibile per un sindacato rappresentare efficacemente ed equamente gli interessi del lavoratore dipendente e del datore di lavoro?

Massimo Fasoli

Segretario Generale della Cida-Unadis

via Nazionale, 75

00184 ROMA

tf. 06 47822360

fax 06 4881073

unadis@fastwebnet.it

www.unadis.it