Come sindacato dei dirigenti pubblici, su cui grava la gestione degli uffici e di gran parte del personale della Pubblica Amministrazione, ci sentiamo in dovere di dare una mano al Paese, suggerendo delle misure chiare, a tutela di tutti i lavoratori.
Nel Dpcm dell’11 marzo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per quanto riguarda l’impegno di lavoro ha parlato chiaro: “Smart Working in deroga, obbligatorio, ad eccezione delle attività indifferibili in presenza”. Le attività indifferibili, come di consueto, sono rimesse al datore di lavoro di ciascuna amministrazione, per assicurare le attività da rendere in presenza, in casi di assoluta necessità.
Noi dirigenti dello Stato  riteniamo che il ” lavoro agile emergenziale” sia la strada privilegiata in questo momento di grande emergenza per il Paese.
La PA non chiude e lavorare da casa non vuol dire chiudere.
Pertanto, ci impegniamo a limitare al massimo le presenze in ufficio a quante meno persone possibile, in tutte le forme che sono consentite:
-ferie arretrate,
– Smart Working
Resta inteso che dovrà essere garantito  un presidio minimo di una persona per ogni struttura per le  attività “indifferibili in presenza”.

In questo momento dobbiamo essere tutti guidati dal senso di responsabilità e scegliere la formula #iorestoacasa . Anche noi dirigenti, in mancanza di indicazioni specifiche, con adeguate turnazioni tra di noi. Sviluppiamo il senso della collaborazione e della rete.