comunicato stampa

 

12 dicembre 2019 Nelle pieghe della Legge di Bilancio, di cui la Commissione del Senato ha discusso nelle ultime ore, è stato proposto un emendamento voluto dal sottosegretario al Ministero dell’Economia, Laura Castelli, e che ha preoccupato molto i dirigenti pubblici, rappresentati da Unadis, l’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato.

Il Parlamento, infatti, probabilmente con un emendamento governativo, vorrebbe aumentare il numero dei commi 6, cioè del personale della pubblica amministrazione non selezionato per concorso pubblico, bensì chiamato direttamente dalla politica. La Castelli ha proposto un testo che prevedeva un aumento degli esterni dall’8 per cento al 10 per cento. Ma non è passato, anche grazie alle sollecitazioni arrivate dall’Unadis. Il problema però non è affatto risolto perché da ciò che il sindacato è riuscito ad apprendere nell’emendamento riformulato verrà previsto un aumento del 12 per cento di esterni anziché 8 per cento, solo al Mef.

“Si tratta di far accedere nella Pa esterni selezionati senza concorso pubblico – precisa il segretario generale dell’Unadis, Barbara Casagrande – e a tempo determinato, si promuove in base all’elemento fiduciario e non in base al merito. Non si discute dei singoli colleghi cosiddetti commi 6, si discute del principio. Sia che il provvedimento riguardi tutti i ministeri sia che riguardi solo il Mef il principio non cambia. La dirigenza pubblica merita rispetto. I cittadini meritano una dirigenza dello Stato selezionata con imparzialità. Perché introdurre un numero così elevato di esterni?”.

Unadis ritiene che la selezione della classe dirigente pubblica sia lo strumento utile a contrastare anche le infiltrazioni mafiose nella Pubblica amministrazione. “E’ solo ristabilendo il merito che i servizi che rendiamo ai cittadini possono migliorare” spiega Casagrande. “Nel contempo abbiamo bisogno di lavorare con autonomia, in un legame di collaborazione con la politica, ma nel reciproco rispetto dei ruoli”.

Unadis chiede a gran voce che qualsiasi emendamento che aumenta la possibilità di scegliere senza concorso dipendenti e dirigenti pubblici venga ritirato. “Se aumentano gli esterni – chiede Casagrande – diminuisce il numero dei posti messi a bando? Si vuole limitare il numero delle assunzioni per concorso?”

Funzione Pubblica sa quello che sta accadendo?