Concluso con un nulla di fatto anche l’incontro del 9 agosto tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali in merito alla contrattazione integrativa relativa alla retribuzione di risultato alla dirigenza 2017.

E’ già grave il ritardo accumulato dal Ministero della Salute sulla contrattazione relativa agli emolumenti da corrispondere ai dirigenti ivi operanti.

Unadis, come nelle precedenti riunioni, ha ribadito di chiudere subito l’accordo, tenuto conto anche che la maggior parte delle sigle sindacali erano disposte a sottoscriverlo già a luglio.

Unadis ha ricordato che nelle altre Amministrazioni si stanno firmando le ipotesi di accordo relative all’anno 2018.

Unadis ha chiesto, come già proposto nel 2015, di regolamentare gli incarichi aggiuntivi e definirne i relativi criteri per un’equa maggiorazione di risultato.

Nel corso della riunione Unadis ha mostrato la dichiarazione congiunta, che prevedeva quanto richiesto da Unadis già nel 2015, ma ad oggi nulla è stato fatto. A buona memoria alleghiamo la suddetta dichiarazione congiunta firmata da Unadis, dall’Amministrazione e da tutte le organizzazioni sindacali, nessuna esclusa!

Unadis ha rimarcato la prioritaria necessità della definizione dei criteri per l’assegnazione degli incarichi aggiuntivi, affermando che solo dopo ci si siede al tavolo per le opportune valutazioni e l’eventuale condivisione/sottoscrizione.

Nella precedente riunione la maggior parte del tavolo aveva chiesto l’abolizione di due articoli, al contrario dopo tre giorni ci siamo trovati una bozza ulteriore con un terzo articolo!

La retribuzione di risultato è un emolumento fondamentale per i dirigenti collegato alla valutazione e ai risultati ottenuti, non è più accettabile rinviare la sottoscrizione.

Siamo testimoni della totale indifferenza alle richieste presentate da UNADIS e dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali – tanto da ritrovare nell’accordo proposto, non solo inalterati gli articoli contestati, ma l’“aggiunta” di un nuovo articolo al fine di riconoscere un’ulteriore indennità.

Quest’ultimo articolo riguarda un servizio di pubblica utilità, il “1500”, che Unadis difende da anni e a riguardo ha scritto ed evidenziato più volte la sua importanza strategica per il Ministero e per questo Unadis auspica che tale servizio venga strutturato presso un ufficio dirigenziale con personale dedicato e retribuzioni certe e congrue alla tipologia di incarico.

E’ nostra ferma convinzione che il lavoro effettuato dai dirigenti debba essere remunerato correttamente, sempre secondo gli strumenti previsti dalla legge e dai Contratti.

Tale situazione si verifica ormai da troppi anni e da troppi anni chiediamo regole per la tutela della figura dirigenziale.

Dalla lettura delle premesse dell’accordo (seconda versione) si evince anche un interesse del vertice politico sugli incarichi aggiuntivi…

Unadis ha ritenuto quindi non sottoscrivibile l’accordo così come è stato proposto, non considerando corretto riconoscere le varie indennità aggiuntive solo ad alcuni.

Gli accordi sono contratti tra le parti e non possono essere prese decisioni unilaterali a danno di tutti.

L’Amministrazione ha convocato un incontro per il prossimo 12 settembre e, accogliendo la proposta avanzata dalla maggior parte delle organizzazioni sindacali (UNADIS, CGIL, CISL e UIL), proporrà in tale sede un contratto integrativo concernente la definizione degli incarichi aggiuntivi gravanti sulle risorse del fondo, nonché, la contestuale ipotesi di accordo sulla retribuzione di risultato della dirigenza per l’anno 2017.

 Infine l’Amministrazione ci ha comunicato che sono stati firmati i decreti previsti dall’art. 17 della Legge 3/2018.

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