Di seguito riportiamo la relazione del 2016 sul Costo del Lavoro Pubblico prodotta dalla Corte dei Conti.

Nella sintesi della corposa relazione, fra le altre cose,  si evince la necessità di riaprire i tavoli di contrattazione nel pubblico impiego.
Infatti, si auspica la chiusura di una fase di severe misure di contenimento della spesa per redditi da lavoro, e sollecita la ripresa di ordinarie politiche di personale.
Per la Corte ‘si è prodotta una riduzione della spesa per redditi con un riposizionamento della stessa ai livelli del 2006, con il risultato di aver annullato gli incrementi dovuti alle due tornate contrattuali 2006-2007 e 2008-2009′.
Dal 2010 al 2015 sul lavoro pubblico c’è stato un risparmio di spesa di 36,8 miliardi di euro; negli stessi anni sul lavoro pubblico c’è stata una riduzione strutturale della spesa di 10,8 miliardi di euro; una perdita di valore monetario delle retribuzioni pari all’8,8%; a cui si aggiunge una riduzione delle retribuzioni di fatto di circa 500 euro nelle amministrazioni centrali e di circa 1.200 euro nelle amministrazioni locali. Numeri e considerazioni che dovrebbero spingere a chiudere la fase del blocco e riaprire la stagione dei rinnovi contrattuali sulla base del principio sancito nella sentenza della Corte costituzionale e ricordato nella relazione della Corte dei conti, ovvero: ‘La contrattazione collettiva ha non solo il compito di garantire l’adeguatezza delle retribuzioni al costo della vita, ma anche quello di delineare lo scenario per un utilizzo della leva salariale finalizzato a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa’. Unadis è pronta ad affrontare questa sfida in modo serio e responsabile.
Ora più che mai insisteremo affinchè riparta la Contrattazione. Lo avevamo già detto: nessuna riforma è possibile se prima non vengono rinnovati i contratti.

 

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