Sorprendente incontro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Segretario generale dottor Masi.

 

Questa mattina, 6 agosto 2008, alle 9.00 il dottor Masi ha incontrato le organizzazioni sindacali dei dirigenti della PCM per discutere, come precisato nella convocazione, di conferimento degli incarichi dirigenziali. Ricorderete che l’accordo di concertazione, frutto di mesi e mesi di trattative,  sui criteri generali e sulle procedure di conferimento, avvicendamento e revoca degli incarichi – di 1^ e di 2^ fascia – fu recepito nella Direttiva del Presidente del Consiglio del 23 gennaio 2008, a sua volta registrata dall’UCB il 4 febbraio e dalla Corte dei Conti il 25 dello stesso mese.

Non abbiamo mai avuto e non abbiamo la pretesa di ritenere che la nostra partecipazione non secondaria a qualsivoglia trattativa renda un accordo migliore né, tanto meno,  il migliore possibile.

Perciò è stata grande la sorpresa quando il Segretario generale, per spiegare le ragioni delle modifiche che intendeva apportare al testo, si è espresso con durezza fuori luogo e fuori misura. Sostanzialmente le ragioni erano tre:

- la direttiva è illegale in quanto illegale è la procedura paraconcorsuale ivi prevista;

- la procedura, scritta per  altro in un italiano non a lui gradito, aveva creato più problemi di quanti non  intendesse risolvere e, soprattutto, non precisava a chi fosse in capo la responsabilità del conferimento;

- l’interpello per posti di funzione dirigenziale di livello generale non poteva essere  esteso a dirigenti di 2^ fascia.

Riassuntivamente, il Segretario generale ha espresso la personale convinzione che si tratti di una procedura finta.

Coerentemente, senza tuttavia presentare una proposta scritta sia pure in bozza, ha comunicato che intendeva rivedere la direttiva nel senso di escludere dalla procedura i posti di 1^ fascia, i posti di funzione di staff, i posti di funzione di missione, i posti di 2^ fascia in regime di rotazione degli incarichi.

La richiesta di un testo su cui ragionare è stata lasciata cadere nel nulla in quanto la materia è contrattualmente assoggettata alla mera informazione preventiva, con ciò trascurando del tutto che, in un passato assai recente era  stata regolata mediante accordo di concertazione.

In quanto alla illegalità della procedura e, quindi, della direttiva, abbiamo fatto rilevare al Segretario generale che se è pur vero che nessuna norma legale o contrattuale prevede esplicitamente che per il conferimento l’Amministrazione debba adottare una procedura paraconcorsuale è anche vero che il senso generale delle norme è che la procedura debba garantire la scelta del miglior candidato possibile, a partire dalla pubblicazione di tutti i posti e dalla possibilità aperta a caiscun dirigente di proporsi per il conferimento.

Data l’insistenza del Segretario generale nel sostenere, in corso di replica ad ogni intervento dei rappresentanti dei dirigenti, che la direttiva  vigente, da un lato, sia troppo di dettaglio e, dall’altro, non attribuisca in modo chiaro chi abbia la responsabilità di conferire l’incarico, gli abbiamo chiesto come interpretasse il punto 2 dell’articolo 2 e la lettera f) dell’articolo 5:

-        Il primo stabilisce quanto segue: “La procedura è curata dal Dipartimento per le risorse umane e i servizi informatici, che assicura adeguato supporto alle scelte del Segretario generale e dei Ministri e Sottosegretari di Stato garantendo, in particolare, l’uniformità e la coerenza nell’applicazione della presente direttiva, nonché la tempestiva e completa disponibilità di ogni informazione concernente le professionalità disponibili e rispondenti ai posti da coprire”.

-        Il secondo stabilisce quanto segue: “………; la predetta struttura formula quindi, all’organo competente al conferimento dell’incarico, una proposta motivata che tenga conto dei criteri indicati all’articolo 2 e della priorità da assicurare, a parità di professionalità, al dirigente privo di incarico.

Abbiamo avuto la netta impressione che la domanda abbia creato un certo imbarazzo.

Non è dato sapere se il Segretario generale incontrerà nuovamente le organizzazioni sindacali dei dirigenti e con quale tipo di proposta conclusiva.

La sensazione è che l’Amministrazione si stia confrontando con una procedura che le crea troppi vincoli e che di tali vincoli intenda liberarsi al più presto.

Vi terremo aggiornati.

 Massimo Fasoli

 

Segretario Generale della Cida-Unadis