Protezione Civile (PCM) – Saluto del nuovo Capo Dipartimento

Il 30 aprile 2015 il nuovo Capo Dipartimento – dott. Fabrizio Curcio – saluta le OO.SS. e rappresenta che la scelta di un interno – quale lui è – ha molti elementi positivi.

Provenendo dalla struttura, è in grado al meglio di vederne le problematiche, anche se da un settore particolare.

Vede una criticità nella mancanza del Direttore delle Emergenze (ruolo che svolgeva prima).

Vede problemi organizzativi nelle 3 sedi in cui la Protezione Civile è dislocata su Roma, e ricorda l’obiettivo di unificarle.

Assicura trasparenza, correttezza, valorizzazione degli interni in senso di crescita della struttura.

Ricorda che negli ultimi 3 anni hanno cambiato la mission del Dipartimento 5 volte: da emergenze 180+180 a 60, oppure le infrastrutture fuori dalle emergenze (salvo quando poi cade un viadotto in Sicilia). Serve chiarezza anche sul ” luogo istituzionale” in cui allocare il Dipartimento: Presidenza o Ministero dell’Interno (come propone il commissario alla spending rewiew, Cottarelli)? Il Capo Dipartimento ritiene che la PCM sia la allocazione corretta, viste le funzioni alte di coordinamento, raccordo e di dichiarazione dello Stato emergenziale (che compete al Presidente del Consiglio dei Ministri).

A mission cristallizzata promette che ragioneremo su organizzazione, organigramma, tutela (funzioni, incarichi, etc)

UNADIS – nella persona dell’ing. Carlo Ricciardi, componente del Direttivo Unadis e Revisore dei Conti, dirigente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – saluta e augura buon lavoro.

Ricorda di essere il sindacato di soli dirigenti rappresentativo nelle Aree I , VI,  VIII di contrattazione.

Ricorda di essere a favore del merito, della mobilità, della valutazione.

Ricorda di avere una trasversalità di rappresentanza che ci consente di fare sindacato con un occhio sulle funzioni ” limitrofe” tra Ministeri e PCM, con attenzione per i problemi comuni.

Unadis ricorda che viviamo in tutta la PA un momento di fatica e di demagogia contro ciò che É pubblico. E che insieme dobbiamo impegnarci per ricordare l’importanza – a tutti i cittadini – di ciò che facciamo, al servizio della Nazione.

Ricorda i costi, anche in termini di tempo, delle riorganizzazioni, che – con attenzione solo ai tagli retributivi e i blocchi della contrattazione – non è scontato che abbiano aumentato l’efficienza e il risultato della azione della PA.

Auspica che il confronto con il Sindacato dei dirigenti possa essere occasione di valorizzazione della funzione dirigenziale nella PA a salvaguardia e garanzia del pubblico interesse. In tale contesto, la tutela di una effettiva valutazione della competenza e del merito, ė condizione essenziale – se non pregiudiziale – per soluzioni organizzative che prevedano tra i possibili strumenti la mobilità. Questa non deve essere intesa come misura riduttiva delle professionalità dei dirigenti, quanto opportunità di arricchimento professionale del dirigente e occasione di aggiornamento della organizzazione della PA per la valorizzazione del suo ruolo.

In particolare, per questo Dipartimento, stretti paiono i rapporti col MIT, per cui ci rendiamo disponibili a sinergie e collaborazioni.

 

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