Si riporta di seguito la nota Unadis ripresa dalle Agenzie di ieri, 18 ottobre 2021:

Lo Smart working emergenziale ci ha fatto sperimentare una nuova modalità di lavoro e di organizzazione dei nostri uffici. La Pa è riuscita ad andare avanti grazie al lavoro di tutti, anche da remoto. Però adesso serve riorganizzare il lavoro, in un giusto equilibrio fra lavoro a distanza e in presenza. La nuova modalità di lavoro è la presenza. Il 15% in ogni ufficio potrà essere in SW. Stiamo lavorando a precisare le attività smartabili e a fare accordi individuali, che potrebbero portare a stare almeno 3 giorni in presenza e solo 2 da remoto (o anche 4 in presenza e 1 da remoto) nella percentuale indicata. Dopo i sindacati con Funzione pubblica e Aran dovranno scrivere ancora nuove regole per lo svolgimento del lavoro pubblico, da remoto e in presenza, puntando principalmente sugli obiettivi, e non solo per i dirigenti ma anche per tutti i nostri collaboratori. Servono uffici e personale motivato, che si lavori in presenza o meno vanno individuati obiettivi seri e misurabili. L’esperienza dello Smart working non va dispersa però. Vanno individuate le attività smartabili. Vanno organizzati meglio i turni. L’esperienza del privato ci suggerisce che chi lavora con una maggiore motivazione e in un ambiente di lavoro stimolante produce di più. Quindi e’ giusto conciliare i tempi vita – lavoro, per motivare ancora di più il personale e produrre risultati. Sulla questione green pass ci siamo espressi sin da subito: siamo favorevoli all’obbligatorietà, per il rispetto di tutti. In questi giorni numerosi sono i controlli (anche a campione all’interno degli uffici, oltre che ai tornelli) del green pass. noi siamo favorevoli al vaccino perché garantisce sicurezza nei luoghi di lavoro. Smart working e green pass non dovrebbero essere argomenti da affrontare insieme ma in questo momento crediamo sia giusto negare lo Smart working a chi non ha il green pass, perché i lavoratori sono tutti uguali e le regole devono valere per tutti. Non è accettabili che ci siano dei “furbi” che, senza vaccino, usufruiscono di un istituto – quello del lavoro agile – che certo non nasce per garantire chi non vuole vaccinarsi. Serve senso civico e di appartenenza alle istituzioni.

https://www.google.it/amp/s/www.adnkronos.com/obbligo-vaccino-casagrande-unadis-siamo-a-favore-bene-green-pass_6XyYzYI4C8QpKzrY0okm20/amp.html

https://www.google.it/amp/s/www.adnkronos.com/pa-casagrande-unadis-giusto-negare-smart-working-a-statali-senza-green-pass_3XefV87RwvdnloqykKnziA/amp.html