Incontro con il
Ministro del Lavoro e della
Previdenza Sociale e con il
Ministro della Solidarietà Sociale
Firenze, 7 giugno 2006
Lo scorso 31 maggio l’On. Cesare Damiano, Ministro del lavoro e della previdenza sociale, e l’On. Paolo Ferrero, Ministro della solidarietà sociale, hanno tenuto un primo incontro conoscitivo con i rappresentanti sindacali del Personale, dirigenti e qualifiche funzionali. Erano presenti i livelli nazionali di quasi tutte le OO.SS.; per la CIDA-UNADIS è intervenuto il Segretario Generale Massimo Fasoli, unitamente a chi vi scrive.
Non è stato un atto puramente formale, come ha evidenziato preliminarmente il Ministro Damiano e come hanno dimostrato i lavori, che si sono svolti sul piano della concretezza. Il Ministro ha tratteggiato le linee che intende seguire in materia di lavoro per l’attuazione del programma del Governo, un programma che prevede interventi di riordino dei conti pubblici e di equità sociale. L’intento dichiarato è quello di sostenere l’occupazione a tempo indeterminato con lo strumento del credito d’imposta e con l’innalzamento dei contributi previdenziali per i co.co.pro., di rivedere lo “scalone” pensionistico dell’anno 2008, le pensioni integrative e quelle minime; il tutto in consonanza con la regia del Consiglio dei Ministri e con il coordinamento del Presidente del Consiglio. Dopo questa premessa, ha precisato che il nuovo riordino dei Ministeri, definito con il recente D.L. 181, non era materia di riflessione del nostro incontro ed ha proposto di focalizzare l’attenzione sul così detto “spacchettamento” del soppresso Ministero del lavoro e delle politiche sociali; in proposito, ha manifestato l’intenzione di improntare la riorganizzazione ad efficienza e razionalità, procedendo ai trasferimenti delle risorse umane previa discussione con le OO:SS: del Personale.
Pure il Ministro Ferrero ha affermato l’intenzione di attuare il nuovo assetto con il metodo del dialogo e, possibilmente, della condivisione con i rappresentanti sindacali; un metodo che sarà utilizzato anche in materia di gestione dei flussi migratori, relativamente ai riflessi che l’attribuzione della competenza al suo Ministero determinerà sul Personale e sull’organizzazione.
E’ stato riconosciuto come il D.L. 181/2006 reca qualche approssimazione, che sarà presto superata dal Governo con la migliore definizione delle competenze relative al Ministero della solidarietà sociale; si prevede che le norme di emendamento saranno emanate entro una settimana. Ritengo che questo significhi anche una correlata maggiore focalizzazione della competenza del Ministero del lavoro in materia di previdenza e assistenza obbligatoria.
Siamo stati informati che, sempre entro una settimana, i due Ministri completeranno l’individuazione delle figure apicali di diretta collaborazione, con particolare riferimento ai due Capi Gabinetto.
A mio modo di vedere, il momento che sopra ogni altro ha caratterizzato l’incontro, è stato quando entrambi i Ministri hanno manifestato la chiara volontà d’incardinare con questa prima riunione un percorso d’incontri periodici con le OO.SS. del Personale, al fine di ascoltare suggerimenti e realizzare collaborazioni. Sono affermazioni che abbiamo raccolto con tanta soddisfazione e viva speranza, in quanto esprimono la determinazione al continuo dialogo per la costruzione di un’organizzazione razionale con la valorizzazione delle Risorse Umane interne. Una prima conferma del metodo è venuta dalla dichiarata intenzione di agevolare l’assegnazione del Personale ai due Ministeri, secondo una griglia in grado di valorizzare la volontarietà compatibilmente con le prioritarie esigenze di servizio.
Sotto l’aspetto logistico, ci è stato comunicato che il Ministero della solidarietà sociale s’insedierà a via Fornovo, mentre via Veneto sarà la sede del Ministero del lavoro e della previdenza sociale.
Per la CIDA-UNADIS il Segretario Generale Massimo Fasoli ha correlato l’iniziativa agli analoghi eventi già programmati da vari altri Ministri e li ha interpretati come segni caratterizzanti di una nuova e organica linea del Governo indirizzata verso relazioni sindacali ottimali; si è dichiarato certo che quest’apprezzabile politica del Personale produrrà i migliori frutti e che – secondo le aspettative generalizzate – saranno evitate immotivate lungaggini negoziali, come quelle che siamo stati costretti a subire per i rinnovi contrattuali.
Dal mio punto di vista, i discorsi conclusivi dei due Ministri sono l’espressione di una insolita attenzione e sensibilità, accompagnate da una condivisibile visione realistica. In quelle parole, tra l’altro, vari sono stati gli accenni alle problematicità su cui ho offerto testimonianza e che, naturalmente, devono essere risolte con la primaria visione di una sempre più elevata qualità dei servizi ai Cittadini. Certo, l’obiettivo di sdoppiare l’originario Ministero senza aggravio di costi appare arduo, quasi impossibile, anche perché la novità impatta su una realtà già difficile non solo per i tagli disposti dalla legge finanziaria 2006; mi riferisco alle preesistenti problematicità di una riforma dei servizi ispettivi voluta a costo zero e sulla quale si sono poi abbattuti anche i tagli che hanno interessato la generalità delle pubbliche amministrazioni. Ho fatto presente, da una parte, quanto sia necessario e sempre più impellente chiarire se ed in quale misura le strutture territoriali del Ministero Lavoro sono chiamate alla gestione dei flussi migratori, in una situazione già non semplice per la presenza dello Sportello Unico a responsabilità variabile e sovrapposta, retaggio della superata visione di un Ufficio Territoriale di Governo, quale forte coordinamento di tutte le amministrazioni statali; si trascinano così, per forza d’inerzia, talune criticità determinate dalla convinzione non condivisa di una subordinazione funzionale del Dirigente del S.U.I. al Prefetto. Per non parlare, poi, di un sistema basato sulla convenzione con Poste Italiane, che dai segni premonitori sembra sia in affanno.
Dall’altra parte, ho posto in evidenza quanto i Dirigenti sentono il bisogno di conoscere le nuove prospettive che il cambiamento vuole sotto l’aspetto del servizio per la tutela del lavoro, della salute e sicurezza, della lotta al sommerso ed alle irregolarità. A nome vostro, ho affermato l’esigenza di procedere in tempi ristretti e con visione organica alla completa organizzazione delle strutture sia al centro sia sul territorio, evitando soluzioni parziali, “zoppe”. Una riorganizzazione che tenga conto di tutte le Risorse umane in servizio, quale patrimonio insostituibile, valorizzandone le professionalità (spesso mortificate a vantaggio di supposte professionalità esterne), che recuperi la motivazione, attualmente in preoccupante calo per promesse o impegni da tempo in attesa di essere soddisfatti; il riferimento non è solo ai processi di qualificazione o riqualificazione arenati, ma ancora di più alla scarsa attenzione per lo sviluppo delle carriere, compresa quella dei nostri Quadri eccellenti.
Come dimenticare, poi, la conflittualità diffusa anche sul territorio, la cui ragione più evidente, ma non la sola, è l’insoddisfazione degli ispettori per essere stati colpiti dalla soppressione dell’indennità di missione a differenza delle altre forze di polizia, anzi depennati per due volte dall’elenco senza l’esplicitazione delle ragioni. Una insoddisfazione manifestata con l’indisponibilità all’uso del mezzo proprio per l’attività di servizio, in quanto è divenuto in ogni caso oneroso e non è più sorretto dalle necessarie convenienze.
Per quanto riguarda le risorse finanziarie, ho ripetuto quello che continuiamo a dirci dall’inizio dell’anno, vale a dire, che sono ridotte sotto la misura necessaria per assicurare i livelli minimi dei servizi (perfino quelle per le spese postali, per le telefoniche, per la manutenzione ordinaria dei beni strumentali). Anzi – ho precisato – risorse finanziarie mal ridotte, facendo esplicito riferimento a come le procedure di spesa, rese intenzionalmente complesse, rallentino gli interventi fino alla disfunzione; a certe allocazioni di risorse di cui non si colgono le ragioni. In proposito ho accennato, a modo di esempio, al caso di cui vi ho già parlato in altra occasione, vale a dire al finanziamento delle Commissioni insediate presso le CCIAA – le così dette Commissioni Meldolesi – che dovrebbero studiare il fenomeno del sommerso e per il cui funzionamento è stata destinata una somma superiore del 50% rispetto a quella assegnata all D.G. per l’attività ispettiva; una Direzione Generale che – è bene dirlo – dovrebbe essere il motore trainante e che, invece, è ridotta al lumicino.
Non poteva certo mancare un riferimento alla situazione delle risorse strumentali e, in particolare, a quelle informatiche; ho sottolineato come con l’hardwre vicino al collasso definitivo e senza un software applicativo gestionale di sostegno dell’attività ispettiva (che attendiamo da circa due anni) abbiamo smesso di piangere anche davanti alla carenza dei materiali di consumo ed alla impossibilità di eseguire riparazioni o manutenzioni ordinarie.
Infine, dopo avere evidenziato che i Dirigenti continuano a lavorare con sempre maggiore impegno e professionalità, ho indirizzato ai due Ministri il nostro più franco augurio di buon lavoro.
In chiusura di questa lettera, una notizia in breve sullo stato dell’arte in materia di retribuzione di posizione: i lavori della commissione paritetica si possono sostanzialmente considerare conclusi e giorno 8 giugno inizieremo la negoziazione, che ci auguriamo sia breve.
Pasquale Michienzi