Incontri sindacali

Il 5 luglio, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha incontrato le confederazioni rappresentative al fine di conoscerne l’opinione sull’emanando regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 16, comma 2, della legge 28/11/2005, numero 246, per disciplinare le modalità attuative degli articoli 34 e 34 bis del decreto legislativo 165/2001.

Si tratta della disciplina della mobilità del personale “a seguito della comunicazione di collocamento in disponibilità e previa verifica dei presupposti .

 Fin dall’inizio dell’incontro è parso evidente che le altre organizzazioni sindacali ritenessero che la fattispecie della mobilità per esubero e del collocamento in disponibilità non riguardasse i dirigenti ovvero che, pur riguardandoli, non fosse il caso nemmeno di spendere qualche parola.

Siamo perciò intervenuti per portare all’attenzione della parte pubblica sul fatto che, oltre ogni ragionevole dubbio, proprio i dirigenti costituiscono la categoria più esposta al fenomeno a causa dei sempre più frequenti provvedimenti legislativi di organizzazione degli apparati pubblici e della robusta presenza nei ministeri di soggetti reclutati ai sensi dei commi 5 bis e 6 del decreto legislativo 165. Abbiamo sottolineato l’assenza preoccupante nelle dichiarazioni di intenti dei ministri – in modo particolare del ministro della Funzione Pubblica – di qualsiasi stimolo alle Amministrazioni per l’applicazione delle norme contrattuali che hanno il preciso scopo di prevenire le dichiarazioni di esubero. Sul regolamento non abbiamo mosso particolari osservazioni se non quella che si tratta, a nostro giudizio, di uno strumento di piccola manutenzione, inadatto cioè ad affrontare e risolvere fenomeni di più ampia mobilità che potrebbero essere dietro l’angolo e, soprattutto, non chiarisce quale criterio le Amministrazioni debbano seguire per la riduzione delle dotazioni organiche e la soppressione di posti di funzione dirigenziale.    

 

 

Alle ore 9.45 di ieri 6 luglio, al rinato Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale si è tenuto un incontro di contrattazione a tavolo unificati (sindacati dei dirigenti e delle qualifiche funzionali) sulla individuazione delle risorse da utilizzare per la formazione del personale e sui piani di formazione 2006.

La circostanza che alle 10.30 dello stesso giorno avessi un altro incontro al Ministero dell’Istruzione sulla ripesatura delle posizioni dirigenziali mi ha costretto ad intervenire per primo dopo una brevissima introduzione del Presidente della delegazione di parte pubblica.     

 

Ho preliminarmente comunicato che è quasi definito uno schema di piattaforma per il contratto integrativo il cui scopo sta:

-          nel conseguire sui tavoli delle varie Amministrazioni contratti il più possibili omogenei ed evitare,

-          nell’evitare defatiganti trattative su singole materie e nel momento autonomamente scelti da ciascuna Amministrazione.

Tuttavia, tenuto conto dell’urgenza essendo già trascorso il primo semestre dell’anno in corso, ho chiesto all’Amministrazione di esplicitare la quantità di risorse che intende utilizzare per la formazione dei dirigenti in rapporto a quella per il restante personale. Ho rammentato che i dirigenti e i sindacati che li rappresentano hanno dimostrato sensibilità ed attenzione alle esigenze finanziarie sottese ai processi di riqualificazione delle q.f. al punto tale che hanno accettato il totale dirottamento delle risorse alla formazione del personale non dirigente fin dal 2001.

Il piano formativo proposto si articola su 3 aree.

-          Analisi costi-benefici: una edizione  della durata di 3 giorni per  i 109 dirigenti delle strutture territoriali, a Roma;

-          Relazioni sindacali e contrattazione collettiva (decentrata locale con particolare riferimento all’organizzazione) : una edizione della durata di due giorni per i 109 dirigenti delle strutture territoriali, a Roma;

      -     La riforma dei Servizi Ispettivi delineata dal d.lgs. 124/2003: due edizioni della durata ciascuna di due giorni per i 109 dirigenti delle strutture territoriali e i 109 funzionari responsabili dell’area vigilanza, a Roma.

Ho rilevato nel piano l’assenza di interventi formativi per i dirigenti delle strutture centrali ed il rischio che interventi formativi di così ridotta durata si riducano ad una mera esposizione di norme, di principi e di regole generali senza alcun taglio pratico di effettivo ausilio.

Per esempio, ho aggiunto, le organizzazioni sindacali del personale non dirigente spesso lamentano la, diciamo così, “inadeguatezza dei dirigenti periferici a gestire corrette relazioni sindacali”, sicché un corso di soli 2 giorni sulla materia - magari tenuto con modalità cattedratiche - paradossalmente li renderebbe, poi, ancora più vulnerabili e assoggettabili a critiche preconcette. Quindi, sarebbe opportuno e utile che l’Amministrazione dedicasse particolare attenzione e cura alle metodologie didattiche attive (ad esempio, la costruzione di un caso).        

Circa il corso sulla riforma dei servizi ispettivi mi è sembrato di poter rilevare:

-          l’assenza di alcuni importanti istituti normativi, quale quello, ad esempio, della certificazione dei rapporti di lavoro;

-          l’eccessivo numero di partecipanti che rischia di spingere il corso in un ambito di povera divulgazione.

Per le ragioni che ho indicato in esordio non sono nelle condizioni di rendervi conto dell’esito dell’incontro.

 

Alle 10.30 di ieri 6 luglio al Ministero dell’Istruzione c’è stato un incontro

     -     sull’effetto del decreto ministeriale di ripesatura delle posizioni dirigenziali,

     -     sul risultato 2004.

 

Come è noto il D.M. di ripesatura (che prende le mosse da un accordo di concertazione sui criteri generali) ha destato forte malumore tra i dirigenti dell’ex MIUR a causa  

- del ridotto numero di posizioni periferiche nel primo livello retributivo

- dell’unica posizione ispettiva nel primo livello retributivo

dell’eccessivo numero di posizioni ispettive nel terzo livello retributivo.

Premesso che le organizzazioni sindacali non hanno alcuna responsabilità sul D.M., ho ricordato che abbiamo, sì, firmato l’accordo di concertazione, ma, a suo tempo, abbiamo manifestato perplessità sulla distribuzione delle posizioni nei livelli, perplessità che non si è tradotta in vero e proprio dissenso per il solo fatto che ciascun dirigente dalla ripesatura traeva apprezzabile guadagno. Tuttavia la quantità e l’intensità delle protesta mi spingeva a ritenere che l’Amministrazione avesse erroneamente applica e combinato i criteri. Alla prevedibile risposta dell’Amministrazione che tutta la procedura era legittima e ineccepibile dal momento che era passata senza rilievo all’UCB, ho osservato che essa equivaleva alla impostazione di stampo militare secondo cui, una volta che siano state osservate tutte le procedure, perdono del tutto rilevanza i cosiddetti “danni collaterali” e all’innegabile guadagno generalizzato potevo facilmente opporre l’altrettanto innegabile e diffuso minor guadagno. Così come è possibile distinguere e graduare con accettabile accuratezza le posizioni di direzione, altrettanto sarebbe stato possibile per la funzione ispettiva, magari utilizzando quali-quantitativamente il bacino di utenza o il fenomeno dell’abbandono scolastico o, ancora, la competenza territoriale. Essa, invece, è stata corposamente collocata nel terzo livello retributivo.

A mia richiesta, l’Amministrazione si è esplicitamente rifiutata di rivedere l’impianto del D.M. rinviando la materia all’esito dell’eventuale contenzioso individuale o di gruppo.

Il risultato 2004 sarà pagato nella misura dell’anno precedente.

Per il 2005 si presenta una straordinaria ed irripetibile abbondanza di risorse disponibili, per la cui utilizzazione ci sarà un altro incontro il 12 luglio.

 

Massimo Fasoli

Segretario Generale della Cida-Unadis

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