Incontri sindacali
Il 5 luglio, il Dipartimento della
Funzione Pubblica ha incontrato le confederazioni rappresentative al
fine di conoscerne l’opinione sull’emanando regolamento da adottare ai sensi
dell’articolo 16, comma 2, della legge
Si tratta della disciplina della
mobilità del personale “a
seguito della comunicazione di collocamento in disponibilità e previa verifica
dei presupposti”
.
Fin dall’inizio dell’incontro è parso
evidente che le altre organizzazioni sindacali ritenessero che la fattispecie
della mobilità per esubero e del collocamento in disponibilità non riguardasse i
dirigenti ovvero che, pur riguardandoli, non fosse il
caso nemmeno di spendere qualche parola.
Siamo perciò intervenuti per portare
all’attenzione della parte pubblica sul fatto che, oltre ogni ragionevole
dubbio, proprio i dirigenti costituiscono la categoria più esposta al fenomeno a
causa dei sempre più frequenti provvedimenti legislativi di
organizzazione degli apparati pubblici e della robusta presenza nei
ministeri di soggetti reclutati ai sensi dei commi 5 bis e 6 del decreto
legislativo 165. Abbiamo sottolineato l’assenza
preoccupante nelle dichiarazioni di intenti dei ministri – in modo particolare
del ministro della Funzione Pubblica – di qualsiasi stimolo alle Amministrazioni
per l’applicazione delle norme contrattuali che hanno il preciso scopo di prevenire le
dichiarazioni di esubero. Sul regolamento non abbiamo mosso particolari
osservazioni se non quella che si tratta, a nostro giudizio, di uno strumento di
piccola manutenzione, inadatto cioè ad affrontare e
risolvere fenomeni di più ampia mobilità che potrebbero essere dietro l’angolo
e, soprattutto, non chiarisce quale criterio le Amministrazioni debbano seguire
per la riduzione delle dotazioni organiche e la soppressione di posti di
funzione dirigenziale.
Alle ore
La
circostanza che alle
Ho preliminarmente comunicato che è
quasi definito uno schema di piattaforma per il contratto integrativo il cui
scopo sta:
-
nel conseguire sui tavoli delle varie
Amministrazioni contratti il più possibili omogenei ed
evitare,
-
nell’evitare defatiganti trattative su
singole materie e nel momento autonomamente scelti da ciascuna
Amministrazione.
Tuttavia, tenuto conto dell’urgenza
essendo già trascorso il primo semestre dell’anno in corso, ho chiesto
all’Amministrazione di esplicitare la quantità di risorse che intende utilizzare
per la formazione dei dirigenti in rapporto a quella per il restante
personale. Ho rammentato che i dirigenti e i sindacati che li
rappresentano hanno dimostrato sensibilità ed attenzione alle esigenze
finanziarie sottese ai processi di riqualificazione delle q.f. al punto tale che
hanno accettato il totale dirottamento delle risorse
alla formazione del personale non dirigente fin dal
2001.
Il piano formativo proposto si
articola su 3 aree.
-
Analisi costi-benefici: una
edizione della durata di 3
giorni per i 109 dirigenti delle
strutture territoriali, a Roma;
-
Relazioni sindacali e contrattazione collettiva
(decentrata locale con particolare riferimento all’organizzazione) : una edizione della durata di due giorni per
i 109 dirigenti delle strutture
territoriali, a Roma;
-
La riforma dei Servizi Ispettivi delineata dal d.lgs. 124/2003:
due edizioni della durata ciascuna di due giorni per i 109 dirigenti delle
strutture territoriali e i 109 funzionari responsabili dell’area vigilanza, a
Roma.
Ho rilevato nel piano l’assenza
di interventi formativi per i dirigenti delle strutture
centrali ed il rischio che interventi formativi di così ridotta durata si
riducano ad una mera esposizione di norme, di principi e di regole generali
senza alcun taglio pratico di effettivo ausilio.
Per esempio, ho aggiunto, le
organizzazioni sindacali del personale non dirigente spesso lamentano la,
diciamo così, “inadeguatezza dei
dirigenti periferici a gestire corrette relazioni sindacali”, sicché
un corso di soli 2 giorni sulla materia - magari tenuto
con modalità cattedratiche - paradossalmente li renderebbe, poi, ancora più
vulnerabili e assoggettabili a critiche preconcette. Quindi, sarebbe opportuno e utile che l’Amministrazione
dedicasse particolare attenzione e cura alle metodologie didattiche attive (ad
esempio, la costruzione di un caso).
Circa il corso sulla riforma dei
servizi ispettivi mi è sembrato di poter rilevare:
-
l’assenza di alcuni importanti
istituti normativi, quale quello, ad esempio, della certificazione dei rapporti
di lavoro;
-
l’eccessivo numero di partecipanti che
rischia di spingere il corso in un ambito di povera divulgazione.
Per le ragioni che ho indicato in
esordio non sono nelle condizioni di rendervi conto
dell’esito dell’incontro.
Alle
-
sull’effetto del
decreto ministeriale di ripesatura delle posizioni dirigenziali,
-
sul
risultato 2004.
Come è noto il D.M. di ripesatura (che
prende le mosse da un accordo di concertazione sui criteri generali) ha destato
forte malumore tra i dirigenti dell’ex MIUR a causa
- del ridotto numero di posizioni
periferiche nel primo livello retributivo
- dell’unica posizione ispettiva nel
primo livello retributivo
dell’eccessivo numero di posizioni
ispettive nel terzo livello retributivo.
Premesso che le organizzazioni
sindacali non hanno alcuna responsabilità sul D.M., ho
ricordato che abbiamo, sì, firmato l’accordo di concertazione, ma, a suo tempo,
abbiamo manifestato perplessità sulla distribuzione delle posizioni nei livelli,
perplessità che non si è tradotta in vero e proprio dissenso per il solo fatto
che ciascun dirigente dalla ripesatura traeva apprezzabile guadagno. Tuttavia la
quantità e l’intensità delle protesta mi spingeva a
ritenere che l’Amministrazione avesse erroneamente applica e combinato i
criteri. Alla prevedibile risposta dell’Amministrazione che tutta la procedura
era legittima e ineccepibile dal momento che era
passata senza rilievo all’UCB, ho osservato che essa equivaleva alla
impostazione di stampo militare secondo cui, una volta che siano state osservate
tutte le procedure, perdono del tutto rilevanza i cosiddetti “danni collaterali”
e all’innegabile guadagno generalizzato potevo facilmente opporre l’altrettanto
innegabile e diffuso minor guadagno. Così come è
possibile distinguere e graduare con accettabile accuratezza le posizioni di
direzione, altrettanto sarebbe stato possibile per la funzione ispettiva, magari
utilizzando quali-quantitativamente il bacino di utenza o il fenomeno
dell’abbandono scolastico o, ancora, la competenza territoriale. Essa, invece, è
stata corposamente collocata nel terzo livello
retributivo.
A mia richiesta, l’Amministrazione
si è esplicitamente rifiutata di rivedere l’impianto del D.M. rinviando la
materia all’esito dell’eventuale contenzioso individuale o di
gruppo.
Il risultato 2004 sarà pagato nella
misura dell’anno precedente.
Per il 2005 si presenta una straordinaria ed irripetibile abbondanza di risorse disponibili, per la cui utilizzazione ci sarà un altro incontro il 12 luglio.
Segretario
Generale della Cida-Unadis
via Nazionale,
75
00184
ROMA
tf.
fax