Eccesso di "attenzioni ispettive" sui dirigenti dell'Agenzia delle Territorio

 

Roma 28 aprile 2006

 

                                                                                  Al Dott. Mario Picardi

Direttore dell’Agenzia del Territorio

L.go Leopardi, 5

ROMA 

Egregio Direttore,

mi giungono da Dirigenti dell’ Agenzia numerose segnalazioni di pressanti e ripetute verifiche a cui il Servizio Ispettivo sottopone gli Uffici dagli stessi diretti. Di recente, peraltro, alcuni Dirigenti hanno anche richiesto l’assistenza legale alla Società di Assicurazione - con la quale Cida-Unadis ha stipulato apposita polizza assicurativa per gli  iscritti - per la difesa dei propri interessi nell’ambito di procedimenti di responsabilità che sono stati aperti nei loro confronti, sempre a seguito di verifiche ispettive.

E’ indubbio che la articolata problematica coinvolge, da un lato, aspetti molto complessi e delicati di funzionamento delle strutture, che sono e restano di piena ed autonoma competenza dell’ Agenzia e, dall’altro, dirette responsabilità dei Dirigenti coinvolti che potranno (anche con l’appoggio di Cida-Unadis) far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune.

Quello che si desidero svolgerere in questa sede sono una riflessione ed alcune considerazioni che discendono dagli avvenimenti di cui sono venuto a conoscenza.

L’organizzazione dell’Agenzia (vedi DD.OO. n. 4 e n. 6 del 2001) prevede un Servizio Ispettivo - articolato su 5 Aree Ispettive (di cui 1 di staff e le altre 4 con diversa competenza territoriale) e 43 Ispettori (posizioni Dirigenziali) - al quale sono attribuite le funzioni contenute nel relativo allegato. Con successiva Procedura Operativa, la n. 22 del 28/01/2002, è stata introdotta la nuova metodologia ispettiva di “Internal Auditing”, sono state definite le tipologie delle verifiche (sette)  e fissate le relative modalità operative. Tra queste rileva, al paragrafo 3, l’indicazione che tutte le sette tipologie di verifiche possono essere affidate agli Ispettori Dirigenti e solo alcune di esse al personale di supporto. Con ulteriore P.O., la n. 104 del 28 febbraio 2006, a modifica della precedente, viene disposto che “Tutte le verifiche ispettive di cui al punto 2, posono essere affidate, oltre che ai dirigenti, anche a funzionari della terza Area, con o senza la collaborazione del personale di supporto.

Non è il caso, in questa sede,  ricordare l’importanza e la delicatezza delle funzioni del Servizio Ispettivo e le inevitabili ricadute sull’Agenzia degli accertamenti eseguiti; ne derivano, quale necessario presupposto, grande oculatezza nell’attribuzione degli incarichi e massimo rispetto e trasparenza degli adempimenti. Inoltre, una così elevata dotazione organica del S.I., che potrebbe apparire adeguata solo in situazioni di emergenza o di accentuata criticità, ingenera  nei Dirigenti responsabili delle strutture sottoposte a verifica l’impressione di essere continuamente ed eccessivamente soggetti a controllo; di fatto ciò mina (per timore di incorrere in possibile errore) la loro autonomia funzionale e demanda alle verifiche (che avvengono in rapida successione e, a volte, anche per periodi lunghi) la risoluzione di criticità o l’adozione di necessarie iniziative.

Attualmente, la dotazione di Dirigenti del Servizio Ispettivo è di 50 Dirigenti su circa 360 posizioni Dirigenziali coperte (anche con incarichi provvisori) e 410 di organico: essa appare certamente non marginale, se non addirittura surdimensionata se paragonata con le altre Agenzie e altre strutture e comporta, necessariamente, lo svolgimento di una eccezionale attività ispettiva, la quale impatta sui singoi Uffici in modo straordinario, pressante e pressochè continuativo.

Ma non basta ancora.

La P.O. del 2006 è addirittura sgradevole e sorprendente, dal momento che  estende ai funzionari della terza Area la possibilità di effettuare tutte le verifiche di competenza del Servizio Ispettivo e, implicitamente, sottintende la  carenza di risorse per l’espletamento di tali attività, carenza che appare inesistente e insostenibile. Di tale P.O.  Le chiedo la revoca urgente.

Conosco la Sua attenzione a tutti gli aspetti del funzionamento delle macrostrutture - non solo organizzativi e procedurali - sicché sono indotto a ritenere che un’organico così eccezionalmente ampio non possa che dipendere da  concrete e ponderate ragioni e riflessioni (ragioni e riflessioni che vorremmo conoscere), visto che numerose posizioni dirigenziali nelle strutture periferiche (anche di particolare rilevanza) sono vacanti o coperte ad interim e con notevoli difficoltà nel coprirle.

Quello però che desidero soprattutto rappresentarLe -  e a mio avviso sarebbe molto grave se quanto segnalato corrispondesse al vero - è che, in sostanza, l’Agenzia adotterebbe, nei confronti dei dirigenti di uffici sottoposti a ispezione, provvedimenti sulla base di semplici riscontri effettuati in sede di verifica, senza il minimo coinvolgimento delle strutture Centrali - uniche competenti in materia - e, addirittura, senza neppure aver accertato  il presupposto che il “danno” contestato si sia verificato per una condotta illecita del Dirigente e come tale possa ritenersi perseguibile.

Qualora ciò rispondesse al vero ci si troverebbe di fronte ad una situazione che, come responsabile sindacale dei dirigenti, non potrei accettare e che, anzi, sarei costretto a contrastare in tutte le sedi opportune.

In attesa di un Suo riscontro Le porgo distinti saluti.

                                                                                 Massimo Fasoli

 


Richiesta di incontro al Direttore dell’Agenzia del Territorio

Roma 19 maggio 2006




Al dottor Mario Picardi
Direttore dell’Agenzia del Territorio
L.go Leopardi, 5
Roma
Fax 06 4873701




Egregio Direttore,

ho apprezzato la sollecita e cortese Sua del 10 maggio, con la quale mi ha fornito alcuni dati quantitativi non coincidenti con quelli in mio possesso. Essi, tuttavia, non mi paiono sufficienti a diradare le preoccupazioni dei dirigenti dell’Agenzia che ho sottoposto alla Sua attenzione nella precedente mia del 28 aprile, dal momento che, ad esempio, non vi è risposta alla questione relativa alla P.O. del 2006 per la parte relativa al conferimento di funzioni di carattere dirigenziale a impiegati della terza area.

Certo della cura che Lei pone nella gestione di fatti e fenomeni che possono ingenerare malessere, colgo la Sua opportuna disponibilità all’approfondimento delle tematiche che ho sollevato per chiederLe di incontrarLa al più presto. Ovviamente, non ho nulla da obiettare ove Lei ritenga di estendere il confronto alle altre organizzazioni sindacali rappresentative della dirigenza.

In attesa di conoscere la data, Le porgo distinti saluti.


Massimo Fasoli