Giustizia Minorile: Accordo 8 luglio 2005 su ripartizione risorse "sequenza contrattuale" 18 novembre 2004

 

 

 

 

Al Capo Dipartimento della Giustizia Minorile, Presidente dottor Rosario PRIORE  

Al Direttore Generale del personale del Dipartimento della Giustizia Minorile

Al Direttore dell’Ufficio relazioni sindacali del Dipartimento della Giustizia Minorile

 

Al dottor Eugenio Minici fpsCisl-dirigenti

Al dottor Mauro Nesta Coordinatore generale dirigenti Uil-p.a.

 

Lo scorso 8 luglio è stato siglato un accordo concernente, tra l’altro, quanto indicato in oggetto. La relativa clausola è  erronea in quanto derivante da altrettanto erronea interpretazione sulle modalità di calcolo dell’importo che la “sequenza contrattuale” ha destinato al riequilibrio del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti del Dipartimento e, cioè, al riequilibrio delle retribuzioni stesse. Durante il confronto dell’8 luglio è stato sostenuto che l’importo di 24.011,48  euro fosse disponibile per 24 dirigenti in servizio nell’anno 2004. Ciò è probabilmente imputabile al reciproco richiamo per somiglianza e semplificazione tra le due cifre (24.000 e 24). In realtà, rivedendo i documenti che l’A.RA.N. ha elaborato e prodotto, all’epoca, sulla scorta dei dati desunti dal CONTO ANNUALE dell’anno 2002, si rileva che le risorse assegnate al fondo per i dirigenti del Dipartimento si compone di 17 quote - pari al numero dei dirigenti in servizio al 31.12.2002 - di 1.412,44 euro ciascuna, pari, appunto a 24.011,48 euro.

Fermo restando che gli effetti della “sequenza contrattuale” decorrono dall’1.1.2001, significato e conseguenze sono evidenti:

-          la retribuzione di posizione di ciascun dirigente in servizio nell’anno 2001 (9?) va incrementata di 1.412,44 euro;

-          le somme residue vanno a retribuzione di risultato del medesimo anno agli stessi dirigenti;

-          la retribuzione di posizione di ciascun dirigente assunto in servizio nell’anno 2002 (8?) va incrementata di 1.412,44;

-          le somme residue vanno a retribuzione di risultato ai 17 (9+8) dirigenti in servizio nel medesimo anno;

-          per gli anni successivi (2003 e 2004) il Dipartimento deve chiedere al Ministero dell’Economia e Finanze quote aggiornate di retribuzione di posizione per

ogni unità dirigenziale in più rispetto a quelle (17) in servizio al 31.12.2002.

La clausola contrattuale, così come formulata, sottoscritta l’8 luglio, determinerebbe, per tutti i dirigenti del Dipartimento indistintamente, una retribuzione di posizione inferiore di circa 400 euro alla misura di riequilibrio che la “sequenza contrattuale” ha individuato, con maggior danno, evidentemente, per quelli in servizio fin dal 2001.

 

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“Tutto ciò premesso, anche a nome del collega Nesta, Coordinatore generale Uil P.A. Dirigenti dell’Area 1^, richiedo la giusta interpretazione della “sequenza contrattuale” e la fissazione urgente di un incontro per la ridefinizione della corretta clausola.

 

  

Massimo Fasoli

Segretario Generale della CIDA-Unadis

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