Infrastrutture
e Trasporti. Risorse aggiuntive, pesatura degli uffici dirigenziali, valore
economico di fascia.
Il !3 luglio si è conclusa positivamente una lunga e faticosa (18 mesi!)
trattativa tra l’Amministrazione e tutti i sindacati rappresentativi del
personale dirigente e non dirigente del Ministero sulla ripartizione delle
risorse provenienti dalle economie di gestione (finanziaria 449/97) e da altre
disposizioni di legge (targhe e cantieristica navale). Alcune premesse vanno
fatte per inquadrare correttamente il problema. La finanziaria 449/97
prescriveva - e tuttora prescrive, dal momento che la
norma non è stata abrogata - l’obbligo, a partire dal 1998, per ciascuna
amministrazione di ridurre le spese di gestione di almeno il 2%: la metà a
risparmio di bilancio, l’altra metà a favore del personale non dirigente
(produttività) e dirigente (retribuzione di risultato). La ripartizione non
sarebbe potuta avvenire se non a seguito di accordo tra
sindacati (TUTTI) e Amministrazione. Invece, per ragioni che non comprendiamo e
che non ci sono mai state spiegate, l’1% delle economie
è sempre e solo confluito nel F.U.A, con evidente danno per i dirigenti. Più di
diciotto mesi orsono, in qualità di Segretario generale
della Cida-Unadis ho sollevato il problema, dal momento che tale risorsa non
appariva nel prospetto ricognitivo delle voci che concorrevano alla composizione
del Fondo 2004 per la retribuzione di posizione e di risultato dei
dirigenti.
In una prima lunga fase,
l’Amministrazione negò che vi fossero state economie di gestione come
tassativamente previsto, invece, dalla norma. Successivamente ammise che vi erano state ed, infine, che
erano sempre illegittimamente affluite solo al F.U.A., in base ad “accordi di
ripartizione” con i Sindacati. Scava, scava si è scoperto che i sindacati
coinvolti erano stati solo quelli rappresentativi del
personale non dirigente; per meglio dire, dei sindacati a rappresentatività
generale avevano partecipato all’ ’’accordo di ripartizione” (ripartizione, si
fa per dire!) esclusivamente le componenti rappresentative del personale non
dirigente. Ciò significa, a titolo di esempio, che
all’accordo NON avevano partecipato la Cisl dirigenti, la Uil dirigenti, la
Dirstat dirigenti, la Confsal-Unsa dirigenti, in quanto tagliate fuori dalle
rispettive componenti non dirigenziali, numericamente molto più forti. Il
problema pare non porsi negli stessi termini per la
Cgil la cui delegazione trattante è unitaria. Al “furto” mediante “accordo”
hanno naturalmente partecipato, consapevoli e consenzienti, anche altri
sindacati e l’Amministrazione oggettivamente connivente: ma tanto, che importa,
si è trattato di levare soldi ai dirigenti che, notoriamente, guadagnano troppo
e immeritatamente! Messi alle strette, Sindacati (componenti non dirigenziali) e Amministrazione hanno dovuto
ammettere che, insomma, alla
ripartizione avevano diritto, accidenti, anche i dirigenti. Le componenti dirigenziali della Cisl e della Uil, si sono
apertamente schierate con la Cida-Unadis. Ora è necessario mettervi al corrente che, per quanto riguarda le sole
economie di gestione, nella stragrande maggioranza delle Amministrazioni gli
“accordi” (questi sì di ripartizione) sono, del 15% ai dirigenti e dell’85% al
restante personale., con punte del 25% e 75% alla Giustizia, del 30% e 70% alla
Presidenza. Inferiori sono le percentuali in relazione ad altre risorse
aggiuntive. Portata la proposta minima (!5% e 85%) sul tavolo delle
Infrastrutture, apriti cielo: mentre l’Amministrazione ha
cercato una posizione di equidistanza, gli “scippatori”, dapprima hanno provato
a sostenere che l’accordo potesse formalmente prevedere e rinnovare l’esclusione
dei dirigenti; successivamente, a seguito di una laboriosa operazione di alta
matematica (una proporzione!) hanno avuto la spudoratezza, non disgiunta da
ferma testardaggine, di proporre che ai dirigenti andasse il 3,5% delle risorse
2004, giacché essi, i dirigenti, costituiscono il 3,5% del personale delle
Infrastrutture nel suo complesso. Agli scippatori non è saltato in mente,
neppure per un solo istante, che altro parametro da prendere in considerazione
potesse essere, come è, il confronto tra le masse
salariali: l’esito del confronto sarebbe stato inevitabilmente di gran lunga
superiore al 3,5% ipotizzato. Ora, per comodità di
ragionamento, prendiamo per accettabile il 3,5%: ebbene, gli scippatori (e
l’Amministrazione), sono moralmente debitori verso i dirigenti del 3,5% per SEI
anni: 1998-1999-2000-2001-2002-2003. Oltre
tutto, spiace sentire argomenti (speciosi e inconsistenti) e tono
(dileggio e disprezzo) con il quale i valentissimi rappresentanti sindacali del
personale non dirigente (pur sempre confederali, badate bene!) si esprimono nei
confronti dei dirigenti. Tant’è: hanno perso la partita e non potevano non
perderla. Per farla breve, nell’incontro del 13 luglio l’Amministrazione ha
proposto, per il 2004 e il 2005, il 7,5% su TUTTE le risorse
aggiuntive. Alcuni scippatori hanno mantenuto ferma la pretesa del 3,5%; altri , bontà loro, hanno proposto il 5%, con grande
rammarico; altri ancora, vista la mala parata, hanno gorgogliato un 6,25%. Al
termine di un estenuante tira e molla, ci si è accordati su di un
ragionevole 7% su TUTTE le risorse aggiuntive, valido, a nostra precisa
richiesta, dal 2004 fino a tutto il 2006. Così, almeno per un anno gli
“scippatori” ci lasceranno tranquilli non avendo di che
scippare.
Colleghi dirigenti del Ministero
delle Infrastrutture e Trasporti, quando smetterete di aggirarvi nella periferia
sindacale, timorosi e dubbiosi e vi deciderete ad aprire gli occhi ed entrare
nel nostro sindacato (Cida-Unadis), che ha il pregio, tra gli altri,anche quello di NON DOVER MEDIARE POSIZIONI CON “ALTRE”
COMPONENTI INTERNE?
Più complessa e spinosa è la
situazione relativamente alla pesatura degli uffici
dirigenziali ed alla rideterminazione dei valori delle fasce di
posizione.
Il compito di valutare la
metodologia della pesatura e la conseguente assegnazione degli
uffici alle fasce è lasciato, ovviamente, alla competenza dei
rappresentanti della Cida-Unadis di Ministero. Ad essi
(
Sul valore economico delle fasce di
posizione, l’Amministrazione ha proposto una soluzione che è ragionevole e
accettabile solo per un
breve periodo di 3 o 4
anni.
A parte qualche imprecisione nei
dati forniti, la situazione può essere così sintetizzata:
a) - in corso d’anno, i dirigenti in
servizio sono diminuiti di numero (da 252) a 246 unità distribuite sulle 2 fasce
A e B (la fascia C è sostanzialmente
vuota);
b) - le somme non spese andranno
a risultato 2005 e torneranno a posizione
2006;
c) - su di essi (in gergo, sulle teste) sono state per intero “spalmate”
le risorse del fondo per posizione e risultato utili per 301 posti di
funzione;
d) - a seguito del riordino e della
nuova pesatura, è previsto il raddoppio del numero delle posizioni in fascia A
(100);
e) - ad ognuna delle 301 posizioni
(ed alle fasce) è stato attribuito un valore, anche a quelle in fascia
C;
f) - fino a quando la dotazione organica
dirigenziale di fatto non avrà superato le 252 unità,
nessun dirigente vedrà intaccato il proprio maturato
economico;
g) - non appena fosse superata quota 252 (vuoi per concorso, vuoi per assunzione ad altro
titolo) il maturato subirebbe necessariamente una
contrazione;
h) - poiché il fondo, a suo tempo,
fu valutato e costituito per retribuire 301 posizioni e risultato, non sarà
possibile ottenere integrazioni da Economia e
Finanze;
i) - il valore delle posizioni (e delle
fasce) verrebbe rideterminato applicando la regola dell’art.13 del CCNL
(equivalenza, con riduzione del 10%);
l) - il valore di posizione sarebbe così
rideterminato (leggi: ridotto) pur avendo dirottato quasi per intero il
risultato sulla posizione
;
m) - la consistenza effettiva della
retribuzione di risultato, residuale ed esigibile, ammonterebbe a circa 250 euro
pro-capite.
n) - di mano in mano che la dotazione organica di fatto si avvicinerà a quota 301 sarà più
basso il parziale recupero salariale derivante dall’operazione in
b);
o) - raggiunta quota 301 non ci
sarebbe alcun recupero;
p) - per ogni unità oltre 301,
previo provvedimento di variazione della dotazione organica di diritto, il Ministero dovrebbe chiedere l’integrazione al
M.E.F.
E’ evidente che una proposta di
questo tipo, che, in prospettiva, si sostanzia nella “reformatio in peius”, non
può essere accettata dal sindacato, ma solo eventualmente subita, poiché la
materia è assoggettata alla mera concertazione. Ed è questa la ragione per la
quale in sede di rinnovo del CCNL chiediamo che il
valore delle fasce sia oggetto di contrattazione decentrata di Amministrazione e
l’abbandono del concetto dell’equivalenza. Ove l’Amministrazione insista e non
appena si realizzerà il danno è prevedibile una crescente ondata di ricorsi in
cui essa non potrebbe che risultare perdente
Stiamo mettendo a
punto una controproposta della quale metteremo a parte voi e le altre
organizzazioni sindacali.
A proposito: che ne dicono gli
“scippatori” di cui sopra? Nulla, tanto riguarda i dirigenti. Anzi, saranno pure
contenti!
Massimo
Fasoli
Segretario
Generale della CIDA-Unadis
via Nazionale,
75
00184
ROMA
tf.