Stallo nelle trattative per il rinnovo del CCNL 2002/2005
Nell’ultimo incontro del 21
luglio, l’A.RA.N. ha consegnato alle organizzazioni
sindacali un testo normativo che, rispetto ai precedenti, conteneva qualche
progresso su materie di non particolare rilievo, ma non conteneva nessuna
ipotesi di risposta-proposta, neppure dialettica, sui nodi principali che, nelle
precedenti sedute, avevamo ripetutamente esposto e sottolineato, in sintonia
pressoché univoca, con tutti gli altri sindacati. Unico punto di dissenso nel
tavolo sindacale è la disciplina degli incarichi aggiuntivi che taluni
vorrebbero perfettamente coerente con l’atto di
indirizzo.
I nodi o punti sensibili, in difesa
dell’autonomia e della responsabilità e per l’affrancamento del dirigente dalla
precarietà, assumono particolare importanza
giacché siamo in presenza di un budget contrattuale assai contenuto.
Riepilogo i nodi principali sulla
cui soluzione ho verificato la convergenza delle altre
organizzazioni sindacali.
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a) Il valore economico delle fasce di retribuzione di
posizione deve essere oggetto di contrattazione decentrata (oggi, solo concertazione);
il presupposto è che le risorse finanziarie sono dei
dirigenti.
-
b) I criteri generali per il conferimento degli
incarichi dirigenziali sono solo quelli individuati dal CCNL; la procedura
generale (pubblicità, interpello, rotazione, ecc.) per il loro conferimento deve
essere oggetto di concertazione.
-
c) Gli incarichi aggiuntivi retribuiti devono essere
assegnati sulla base dei medesimi criteri e procedura generale previsti per
quelli in b), compreso quello della rotazione. Deve essere individuato un tetto
al compenso che l’Amministrazione può erogare al dirigente interno che ha svolto
l’incarico aggiuntivo retribuito (o più d’uno).
-
d) L’affidamento di
incarichi di funzione e aggiuntivi retribuiti ad esterni può avvenire
solo dopo l’avvenuto accertamento della indisponibilità di idonee
professionalità interne.
-
e) La risoluzione del rapporto di lavoro ex articolo
2119 c.c. (giusta causa) deve essere limitata e collegata solo a fatti
e comportamenti del dirigente che siano direttamente collegabili con l’esercizio
delle sue funzioni (accertamento del mancato raggiungimento - grave e ripetuto -
degli obiettivi, accertamento di grave inosservanza delle
direttive).
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f) L’Amministrazione che non intenda confermare
nell’incarico venuto a scadenza il dirigente che non ha demeritato, ha l’obbligo
di conferirgli un posto di funzione di pari trattamento
economico.
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g) In seguito a sentenza del giudice o dell’arbitro
che dichiari insussistenti i motivi di licenziamento per giusta [come definita
alla lettera e)], l’Amministrazione ha l’obbligo di reintegrare il dirigente o
di assegnarli un posto di funzione di pari trattamento
economico. In alternativa il dirigente può chiedere il
risarcimento.
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h) Cessate le misure restrittive della libertà
personale, la sospensione dal servizio del dirigente non può protrarsi oltre la
sentenza di assoluzione pronunciata in qualunque grado
del giudizio e l’Amministrazione ha l’obbligo di reintegrarlo o di assegnarli un
posto di funzione di pari trattamento economico (oggi, lo stato di sospensione
può estendersi fino alla sentenza di assoluzione passata in giudicato, nel
limite massimo di cinque anni).
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I) Gli obiettivi (qualità e numero), gli indicatori,
i parametri e i tempi di esecuzione debbono essere
negoziati e, ove occorra, rinegoziati tra valutatore e
valutato
-
l) L’ autovalutazione del
dirigente quale componente di particolare rilievo del sistema di valutazione;
esso deve comprendere una scheda ricognitiva delle risorse effettivamente
disponibili.
L’atto di
indirizzo ignora la quasi totalità dei punti in questione e ciò spiega,
in parte, la notevole durata delle
trattative iniziate il 14 di aprile. Nelle sedute del mese di luglio, l’Agenzia
si è resa conto che le richieste avanzate da noi erano condivise anche dalle
altre organizzazioni sindacali - tranne, come già detto, qualche
marginale distinguo - e che l’intero tavolo sindacale era determinato a chiudere
(ma non a chiudere a qualunque costo) e ha dovuto investire (pare dopo il
21luglio) la Funzione Pubblica e il Comitato di Settore dell’insieme dei
problemi, per riceverne aggiornate indicazioni.
Ciò farà slittare la ripresa delle
trattative a settembre. Ci auguriamo che l’imminente uscita della direttiva
generale [e di quelle specifiche di Comparto (8) e di
Area (8)] sul secondo biennio non ostacoli il nostro contratto ed anzi
gli imprima una accelerazione decisiva e definitiva (1° e 2° biennio).
Naturalmente non siamo soddisfatti dell’andamento delle trattative e della
tardiva e incerta piega che hanno preso. Faremo però tutto il possibile per
chiudere rapidamente e al meglio.
A tutti voi l’augurio di buone
vacanze-
Massimo
Fasoli
Segretario
Generale della CIDA-Unadis
via Nazionale,
75
00184
ROMA
tf.