CCNL 2002/2005: ripreso il confronto all'Aran.

Dopo la pausa estiva, ieri 14 settembre 2005 è ripreso il confronto all’Aran per il rinnovo contrattuale dei dirigenti dell’Area 1^.

Ricorderete che nelle tornate aprile-luglio avevamo indicato all’Agenzia i principali nodi normativi da sciogliere, peraltro condivisi dalle altre organizzazioni sindacali sia pure con qualche distinguo. Essi erano e sono:  

-          a) la durata minima dell’incarico dirigenziale (il problema è superato dall’intervenuta norma, ma non per quei dirigenti che avessero davanti a sé un periodo lavorativo inferiore ai 3 anni);

-          b) superamento dell’equivalenza dell’incarico come definita dallo scaduto CCNL; l’Amministrazione che non intenda riconfermare nell’incarico il dirigente che non abbia demeritato deve attribuirgliene un altro di almeno pari trattamento di posizione;

-          c) recesso dell’Amministrazione; superamento della giusta causa così come definita dai due precedenti CCNL, ancorandola direttamente ed esclusivamente ai comportamenti professionali del dirigente;

-          d) reintegro del dirigente nella medesima posizione o in altra di pari trattamento retributivo, qualora il giudice o l’arbitro riconoscano insussistenti le motivazioni addotte al licenziamento per giusta causa;

-          e) competenza delle relazioni sindacali (di decentrata nazionale) a proceduralizzare il conferimento degli incarichi dirigenziali, fermi restando i criteri generali fissati dal CCNL;

-          f) riduzione del numero delle fasce di posizione su cui si articolano gli incarichi dirigenziali di livello non generale;

-          g) competenza della contrattazione decentrata nazionale a definire il valore economico della fasce di posizione in cui si articolano gli incarichi dirigenziali di livello non generale;

-          h) criteri e limiti per l’affidamento di incarichi aggiuntivi retribuiti ai dirigenti;

-          i) precedenza ai dirigenti (rispetto a eventuali soggetti esterni) nell’affidamento di incarichi aggiuntivi retribuiti.

Nell’ultimo incontro del 21 luglio, l’Agenzia fatto presente che l’atto di indirizzo e la costante interpretazione di talune norme del decreto legislativo 165, non le consentivano di spingersi autonomamente in quelle direzioni e, pertanto, avrebbe investito il Comitato di Settore di tali problematiche.

 

Nell’incontro di ieri, l’Aran ci ha comunicato di non aver ancora ricevuto risposta ipotizzando che il Comitato di Settore intenda esprimersi contestualmente all’Atto di indirizzo per il secondo biennio, la cui bozza - così ci risulta - è da qualche giorno all’esame di via XX settembre.

Ipotizzando concrete aperture sui punti sopra descritti, proceduralmente si aprono i seguenti scenari:

-          a) si chiude il quadriennale normativo e il primo biennio economico e si rinvia il secondo alla prossima finanziaria che stanzierà l’ulteriore 0,7%  previsto dall’accordo di maggio tra Governo e Sindacati; l’ipotesi, per altro espressa del tutto accademicamente dall’Agenzia, è stata rifiutata da noi e dalle altre organizzazioni sindacali;

-          b) si chiude l’intero contratto sulla base di quanto c’è sul tavolo (5,66% per il primo biennio.+ 4,31% per il secondo biennio) e si rinvia la trattativa sullo 0,7% al momento della sua esigibilità ex finanziaria;

-          c) si chiude l’intero CCNL con una preintesa che fissi anche l’utilizzazione dello 0,7%; vi è il dubbio che il metodo della preintesa (che sembra prevalere sul tavolo dei Comparti) potrebbe non essere accolto positivamente dalla Corte.

Il terzo scenario ha ottenuto il consenso di tutte le organizzazioni sindacali che, però, hanno chiesto all’Aran di intervenire sul Comitato di Settore e di proseguire il confronto sulle altre parti del contratto normativo al fine di guadagnare tempo.

La trattativa proseguirà la prossima settimana.    

 

 

Massimo Fasoli

Segretario Generale della CIDA-Unadis

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