Cida-Unadis                           fpsCisl-dirigenti                      Uil-pa-dirigenti                                                                                                                                     

         

Il 15 novembre 2005, si è aperto e chiuso il confronto, richiesto reiteratamente dalle sottoscritte OO.SS., tra la delegazione di parte pubblica del Ministero dell’Economia e Finanze e le rappresentanze sindacali dei dirigenti  sulla applicazione dell’articolo 3, comma 165, della legge n. 350/2003 ai dirigenti dei 4 dipartimenti dell’ex Ministero del Tesoro e Bilancio.

L’Amministrazione ha presentato, tardivamente ed all’ultimo momento, una proposta di accordo che recepiva integralmente i contenuti dei due decreti ministeriali emessi sulla materia i quali hanno neutralizzato qualsiasi trattativa sindacale  prevista dal ccnl vigente, impedendo così di poter  avanzare proposte concordate e contrattate per una giusta ed equilibrata distribuzione delle risorse  disponibili.

Ci siamo, quindi, trovati di fronte al fatto compiuto, nel ruolo inaccettabile, di sottoscrittori di una sorta   contratto di adesione e non di un accordo scaturente da un vera contrattazione decentrata.

L’unico punto in discussione, peraltro scontato, è stato quello dei soggetti destinatari dei compensi (dirigenti in servizio in quale anno).

 L’intera procedura è  stata avviata dal decreto Siniscalco e conclusa dal decreto Tremonti in palese e grave violazione delle regole contrattuali sulle relazioni sindacali giacché, prestabilendo tutto, ha completamente svuotato di contenuto il significato ed il ruolo della contrattazione decentrata. Non solo: essa potrebbe, per prassi, consolidarne la sterilizzazione. Ed ancora: riteniamo che l’utilizzazione delle risorse che, a qualunque titolo, affluiscono al fondo sia oggetto di contrattazione in relazione alla voce retributiva (posizione e/o risultato).    

Pertanto, la Cida-Unadis, la UILpa-dirigenti, la fpCISL dirigenti hanno respinto il proposto contratto per adesione (spacciato per accordo sindacale) e si sono rifiutati di sottoscriverlo per salvaguardare  la dignità loro e della categoria che rappresentano, consapevoli che,  allo stato delle cose, la firma (o la non firma) di qualsiasi organizzazione sindacale, non avrebbe in alcun modo potuto modificare una situazione già decisa, ma, anzi, avrebbe avuto il significato di  sanare, coprire  e  condividere un comportamento dell’amministrazione lesivo dell’esercizio della rappresentanza sindacale.

Stante la gravità della lesione al sistema delle relazioni sindacali verificatasi  (ed è la seconda volta che ciò accade)  stiamo valutando. le  opportune  iniziative giudiziarie nei confronti del Ministro Tremonti, chiamandolo a  rispondere di comportamento antisindacale ex articolo 28. 

Roma 17 novembre 2005

 

Massimo Fasoli                                                Ottavio Rizzo                                           Mauro Nesta

 

(sul sito vedi anche CIDA UNADIS scrive a Tremonti denunciandone la condotta antisindacale )