CCNL 2002/2005. Trattative in corso
 

 

Il 24 maggio, sono riprese all’A.RA.N. le trattative. All’ordine del giorno vi era il delicato teme del conferimento degli incarichi dirigenziali. Abbiamo sostenuto la necessità:

-          di adottare una formulazione di esordio che garantisca non già il mero obbligo per le Amministrazioni di conferire un incarico purchessia, bensì quello di conferire un incarico adeguato alla professionalità da ciascuno posseduta, desunta dal curriculum, dagli esiti del sistema di valutazione, da una trasparente comparazione tra più aspiranti:

-          di abbandonare il concetto di equivalenza [che tanti problemi ha portato (e non solo interpretativi)] con quello di pari fascia;       

-          di definire meglio i destinatari e l’oggetto della “pubblicità” (cioè sindacati e dirigenti, posti vacanti, requisiti, fascia e retribuzione di posizione);

-          di prevedere che l’incarico dirigenziale NON conferito ai sensi del 6° comma dell’articolo 19 sia automaticamente rinnovato dopo trenta giorni dalla sua scadenza nel caso in cui l’Amministrazione NON abbia adottato il provvedimento e la procedura dell’articolo 13, comma 4 del vigente CCNL;

-          di precisare, una volta per tutte, che sono da considerare vacanti tutti i posti di funzione non ricoperti dal dirigente titolare.

-     di prevedere che l’incarico dirigenziale abbia una durata minima di 2 anni per la prima fascia (segretario generale, capo dipartimento, direttore generale) e di 3 anni per la seconda fascia;

 

26 maggio: Sistema di valutazione:

Alla valutazione del dirigente teniamo in modo particolare, poiché da essa dipende la sua “carriera”: Incarico migliore, uguale, inferiore.

Abbiamo, pertanto, il relativo articolato del CCNL debba contenere indicazioni anche non esplicitate, ma, almeno, desumibili dal senso generale, secondo cui:

-          non debba esservi una privilegiata considerazione degli obiettivi strategici e operativi rispetto a quelli istituzionali

-          gli obiettivi, i parametri, i tempi e gli indicatori debbano essere frutto di negoziazione e, ove occorra, di rinegoziazione;

-          gli obbiettivi debbano essere concreti, raggiungibili e misurabili;

-          sia prevista la autovalutazione (da sottoporre a verifica) del dirigente;

-          gli esiti della valutazione facciano parte del curriculum ai fini di successivo incarico;

-          i comportamenti organizzativi e le competenze (che poco hanno a che fare con la managerialità proditoriamente immessa nel lessico usuale e che non è prevista da nessuna norma) debbano essere apprezzati mediante parametri o indicatori oggettivi al pari di quelli utili per la “misurazione”delle prestazioni;

-          il sistema debba prevedere - se non la negoziazione - almeno la ricognizione preventiva delle risorse disponibili.

 

Il prossimo incontro già fissato per il 1° giugno avrà per oggetto gli incarichi aggiuntivi e il primo confronto sulla parte economica.

Il 9 giugno la verifica dello “stato dell’arte” sul primo brogliaccio dell’Agenzia.

 

Massimo Fasoli

Segretario Generale della CIDA-Unadis

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