Girano voci e stagione contrattuale

Apprendo che alcuni dirigenti del ministero del Infrastrutture, compresi degli iscritti, rivolgerebbero critiche alla Cida-Unadis, magari suggerite da altre organizzazioni sindacali concorrenti e, forse, anche da esponenti dell’Amministrazione più o meno di rilievo. Verrebbe rimproverato a Cida-Unadis di aver sottoscritto, in sede di tavolo tecnico, una ipotesi di accordo di concertazione sui criteri generali di conferimento di incarichi dirigenziali e di averla rinnegata in sede di recepimento in accordo politico. Le cose non sono messe in questo modo semplicisticamente riassunto dai critici. Il sindacato di cui ho la responsabilità sta dando particolare attenzione alla materia del conferimento soprattutto nelle Amministrazioni che, come le Infrastrutture e Trasporti, sono in via di complessa e faticosa ristrutturazione, giacché proprio in tali Amministrazioni i dirigenti corrono i maggiori rischi. E’ per questi motivi che Cida-Unadis alle Infrastrutture impegna direttamente e personalmente il Segretario generale. Alcuni mesi orsono, effettivamente, si chiuse il tavolo tecnico sulla materia con una ipotesi di accordo che Cida-Unadis sottoscrisse. Tuttavia, un responsabile sindacale degno di questo nome non può né mettere in ombra né trascurare, in nome della coerenza e del rispetto della parola data - nel presente caso la propria firma in calce ad un accordo - le esperienze che, successivamente, ha fatto in altre similari Amministrazioni (quali le  Comunicazioni, l’Istruzione, la Giustizia Amministrativa, le Attività produttive e, proprio oggi alla Giustizia) ove è stato possibile, con l’analogo strumento della concertazione - che, sia chiaro, non comporta per l’Amministrazione concertante l’obbligo a contrarre - mettere a punto un sistema di regole per il conferimento di incarichi dirigenziali che porranno i dirigenti maggiormente al riparo da possibili abusi dalla parte conferente. E’ per questo e solo per questo che nell’incontro del 7 febbraio, la Cida-Unadis ha aperto il confronto (e, a seguire, la fpCisl dirigenti e la Uil-p.a. dirigenti) e ha proposto alla delegazione trattante di parte pubblica di valutare se l’accordo sottoscritto sulla medesima materia alle Attività produttive - accordo che Le veniva in quel momento (ri)consegnato - fosse recepibile, magari con qualche adattamento eventualmente necessario, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Cida-Unadis ha tuttavia concluso l’intervento dichiarando che, in caso di dissenso dell’Amministrazione, avrebbe firmato il testo scaturito dal tavolo tecnico, frutto di un lavoro complesso e faticoso che non poteva e non doveva essere buttato a mare. Questa è la realtà e la verità delle cose e non altra.                     

 

Massimo Fasoli

Segretario Generale della CIDA-Unadis