C.I.D.A. - U.NA.DI.S.                                         U.I.L. - P.A. Dirigenti    

 

 

                                                                            Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università

                                                                                della Ricerca Scientifica

                                                                                dottoressa Letizia  MORATTI

                                                                                fax 06 5813515

 

                                                                e, p.c. Al  Direttore dell’Ufficio Centrale di

                                                                                Bilancio del Ministero

                                                                                fax 06 5897091

                                                                                

 

 

          Gentile Ministro,

intendiamo sottoporre alla Sua attenzione due fatti che, meglio e più di numerosi altri, sono motivo di profondo disagio per i dirigenti di seconda fascia del MIUR ed ai quali Lei dovrebbe porre rimedio urgente.

 

Il primo e più recente.

Si tratta dell’articolo 2 octies della legge 109 del 25 giugno 2005 e della sua applicazione.

La imprecisa formulazione della norma ed il versamento tecnico delle risorse (7.000.000 di euro) nel F.U.A. (Fondo Unico di Amministrazione per il personale delle aree professionali) hanno indotto le relative organizzazioni sindacali a ritenere, erroneamente, che esse fossero di esclusiva pertinenza del personale non dirigente dell’ex Ministero della Pubblica Istruzione. Il che equivarrebbe a dire che i dirigenti dell’ex P.I. non hanno partecipato al processo di riforma del Ministero. Ciò che è peggio è che sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere l’Amministrazione e, per essa, la delegazione trattante di parte pubblica. Quest’ultima, infatti, priva di una qualunque politica retributiva del personale, diversa dalla mera acquiescenza ai dictat anti-dirigenziali delle maggiori organizzazioni sindacali generaliste, ha interpretato fantasiosamente - e ad escludendum - il significato  della norma (d’intesa con le organizzazioni sindacali) ed  ha illegittimamente    concluso,  con le sole organizzazioni sindacali del personale delle aree professionali, con un accordo la trattativa per la ripartizione delle risorse tra il personale da esse rappresentato e i dirigenti, riservando alle organizzazioni sindacali dirigenziali la semplice informativa a fatto compiuto. Ne è scaturito il seguente magnifico risultato: ai dirigenti la “mancia” di 221.000 euro e al restante personale 6.779.000 euro, con una ricaduta media pro-capite, rispettivamente, di circa 370 e 956 euro. Tale ripartizione è iniqua e non risponde ad alcun criterio appena accettabile, per altro non esplicitato né nell’accordo né nell’informativa.  

La delegazione trattante di parte pubblica avrebbe dovuto, correttamente, ricercare ed assicurarsi in ciascuno dei due “tavoli” la maggioranza su una propria proposta. Non avendola, ha preferito appiattirsi su quella apparentemente più comoda e facile delle organizzazioni sindacali del personale delle aree professionali.

Siamo certi, infatti, che la vicenda avrà fatto crescere a dismisura l’irritazione dei dirigenti dell’ex P.I., non tanto per le “scelte” sindacali fin qui descritte, quanto - e soprattutto - per il tangibile disprezzo dell’Amministrazione nei loro confronti. Non solo.  Riteniamo, anche, che l’Ufficio Centrale di Bilancio non potrà vistare l’accordo in parola giacché non è corredato da analogo accordo sul “tavolo” dei dirigenti.    

Cida-Unadis                                                                                                                                                                          Uil -P.A. dirigenti

 

 

Valuti Lei se non sia il caso di indurre la delegazione trattante di parte pubblica a riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali delle due componenti di personale dell’ex P.I. su basi appena ragionevoli e meno offensive per i dirigenti. Se non vi sarà entro brevissimo termine un concreto segnale in tal senso o se l’U.C.B., inopinatamente, dovesse avere già vistato l’accordo in parola, alle scriventi organizzazioni sindacali rappresentative dei dirigenti dell’Area 1^ non rimarrà che ricorrere alle vie legali per comportamento antisindacale.

 

Il secondo.

Da qualche giorno, disponiamo di copia di due decreti che Lei ha sottoscritto, rispettivamente, il 18 ottobre 2003 e il 5 maggio 2005, concernenti le modalità di utilizzo dei compensi per incarichi aggiuntivi retribuiti rientranti nella cosiddetta omnicomprensività affluiti ai fondi (virtuali) per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti di 1^ fascia degli allora ex P.I. ed ex MURST, ora MIUR.

Con il primo decreto, Lei ha disposto che di ciascun compenso:

- il 10% fosse destinato all’apposito fondo di perequazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;

- il 40% incrementasse la retribuzione di posizione di parte variabile dell’incaricato;

-  il 35% incrementasse la retribuzione di risultato dell’incaricato;

-   il 15% fosse ripartito in pari misura tra tutti i dirigenti di 1^ fascia, rispettivamente. dell’ex MURST e dell’ex P.I., ad incremento della loro retribuzione di posizione di parte variabile.     

Con il secondo decreto, Lei ha disposto che, di ciascun compenso:

- il 40% ed il 30% incrementassero, rispettivamente, la retribuzione di posizione di parte variabile e la retribuzione di risultato dell’incaricato;

- il restante 30% fosse ripartito in pari misura tra tutti i dirigenti di1^ fascia, quale incremento della loro retribuzione di posizione di parte variabile.

Il CCNL 1998/2001 dei dirigenti dell’Area 1^, sottoscritto da ARAN e organizzazioni sindacali della dirigenza, ha come destinatari tutti i dirigenti, sia  di 1^ che di 2^ fascia. L’articolo 4 fissa le materie oggetto della contrattazione integrativa e precisamente:  comma 1

           lettera B) sui criteri generali per:

-          sub b), le modalità di determinazione dei valori retributivi collegati ai risultati e al raggiungimento degli obiettivi assegnati e alla realizzazione di specifici progetti;

-          sub c) l’attuazione della disciplina concernente la retribuzione direttamente collegata ai risultati a alla realizzazione di specifici progetti.  

L’articolo 14, comma 2 del CCNL recita:

“Allo scopo di remunerare il maggior impegno e responsabilità dei dirigenti che svolgono incarichi aggiunti, viene loro corrisposta ai fini del trattamento accessorio, in aggiunta alla retribuzione di posizione e di risultato di cui all’articolo 37, comma 2, nn. 4 e 5, una quota, in ragione del proprio apporto,  fino al 30% della somma che confluisce al fondo in attuazione del principio della onnicomprensività”. Il senso generale delle norme contrattuali è che l’utilizzazione del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti - anche di quelli di 1^ fascia - è assoggettata alla idonea relazione sindacale che, nel caso in specie è la contrattazione, sia pure sui criteri generali. Ma, quand’anche rispondesse al vero l’esatto contrario - e non lo crediamo -, resta evidente che Lei, del tutto autonomamente, cioè senza il responsabile concorso  dei sindacati della dirigenza, con quei  due provvedimenti ha:

-  superato il limite (30%) direttamente erogabile dall’Amministrazione all’incaricato;

 

Cida-Unadis                                                                                                                                                                       U.i.l.- P.A. dirigenti                          

 

 

- fatto confluire importi assai rilevanti sulla retribuzione di posizione di parte variabile dell’incaricato, a detrimento di quella di risultato, in palese contrasto con lo spirito e la lettera della norma contrattuale su richiamata (….maggior impegno e responsabilità….) e con effetti importanti sul trattamento pensionistico e sulla relativa spesa;

- reso disponibile ai dirigenti che non ricoprono incarichi aggiuntivi retribuiti solamente il 15% e il 30%  anziché il 70% delle risorse disponibili, come previsto dal CCNL;

- fatto confluire anche il 15 e il 30% residuali sulla retribuzione di posizione di parte variabile di tutti i dirigenti (compresi gli incaricati, già ampiamente beneficiati), con effetti, anche in questo caso, sul trattamento pensionistico e sulla relativa spesa.

   

Riteniamo che l’U.C.B.,  la Corte dei Conti e l’INPDAP stessa non siano indifferenti alla questione qui sollevata, e che, in regime di autotutela, Lei dovrebbe - e possa - ritirare e rivedere i due provvedimenti (quanto meno l’ultimo del 5 maggio) previa  regolazione della materia al corretto livello di relazioni sindacali.  

Grati per l’attenzione, Le porgiamo distinti saluti.

 

 

Il Segretario Generale Cida-Unadis                 Il Coordinatore Generale Uil – P.A. dirigenti

             (Massimo FASOLI)                                                   (Mauro NESTA)                      

     

      

Roma 26 ottobre 2005