C.I.D.A. -
U.NA.DI.S. U.I.L. - P.A. Dirigenti
Al Ministro
dell’Istruzione, dell’Università
della Ricerca Scientifica
dottoressa Letizia MORATTI
fax
e, p.c. Al Direttore dell’Ufficio Centrale di
Bilancio del Ministero
fax
Gentile Ministro,
intendiamo
sottoporre alla Sua attenzione due fatti che, meglio e più di numerosi altri,
sono motivo di profondo disagio per i dirigenti di seconda fascia del MIUR ed
ai quali Lei dovrebbe porre rimedio urgente.
Il primo e più recente.
Si
tratta dell’articolo 2 octies della legge 109 del
La
imprecisa formulazione della norma ed il versamento tecnico delle risorse (7.000.000
di euro) nel F.U.A. (Fondo Unico di Amministrazione
per il personale delle aree professionali) hanno indotto le relative
organizzazioni sindacali a ritenere, erroneamente, che esse fossero di
esclusiva pertinenza del personale non dirigente dell’ex Ministero della
Pubblica Istruzione. Il che equivarrebbe a dire che i dirigenti dell’ex P.I. non
hanno partecipato al processo di riforma del Ministero. Ciò che è peggio è che
sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere l’Amministrazione e, per essa, la
delegazione trattante di parte pubblica. Quest’ultima, infatti, priva di una
qualunque politica retributiva del personale, diversa dalla mera acquiescenza
ai dictat anti-dirigenziali delle maggiori
organizzazioni sindacali generaliste, ha interpretato
fantasiosamente - e ad escludendum
- il significato della norma (d’intesa con le organizzazioni sindacali)
ed ha illegittimamente concluso, con le sole organizzazioni sindacali del
personale delle aree professionali, con un accordo la trattativa per la
ripartizione delle risorse tra il personale da esse rappresentato e i dirigenti,
riservando alle organizzazioni sindacali dirigenziali la semplice informativa a
fatto compiuto. Ne è scaturito il seguente magnifico risultato: ai dirigenti la “mancia” di 221.000 euro e al restante personale
6.779.000 euro, con una ricaduta
media pro-capite, rispettivamente, di circa 370 e 956 euro. Tale ripartizione è iniqua e non risponde ad alcun
criterio appena accettabile, per altro non esplicitato né nell’accordo né nell’informativa.
La
delegazione trattante di parte pubblica avrebbe dovuto, correttamente,
ricercare ed assicurarsi in ciascuno dei due “tavoli” la maggioranza su una
propria proposta. Non avendola, ha preferito appiattirsi su quella
apparentemente più comoda e facile delle organizzazioni sindacali del personale
delle aree professionali.
Siamo
certi, infatti, che la vicenda avrà fatto crescere a dismisura l’irritazione
dei dirigenti dell’ex P.I., non tanto per le “scelte”
sindacali fin qui descritte, quanto - e soprattutto - per il tangibile
disprezzo dell’Amministrazione nei loro confronti. Non solo. Riteniamo, anche, che l’Ufficio Centrale di
Bilancio non potrà vistare l’accordo in parola giacché non è corredato da
analogo accordo sul “tavolo” dei dirigenti.
Cida-Unadis
Uil -P.A.
dirigenti
Valuti
Lei se non sia il caso di indurre la delegazione trattante di parte pubblica a
riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali delle due componenti di
personale dell’ex P.I. su basi appena ragionevoli e meno offensive per i
dirigenti. Se non vi sarà entro brevissimo termine un concreto segnale in tal
senso o se l’U.C.B., inopinatamente, dovesse avere
già vistato l’accordo in parola, alle scriventi organizzazioni sindacali rappresentative
dei dirigenti dell’Area 1^ non rimarrà che ricorrere alle vie legali per
comportamento antisindacale.
Il secondo.
Da
qualche giorno, disponiamo di copia di due decreti che Lei ha sottoscritto,
rispettivamente, il
Con
il primo decreto, Lei ha disposto che di ciascun compenso:
-
il 10% fosse destinato all’apposito fondo di perequazione presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri;
-
il 40% incrementasse la retribuzione di posizione di parte variabile dell’incaricato;
-
il 35% incrementasse la retribuzione di
risultato dell’incaricato;
- il 15%
fosse ripartito in pari misura tra tutti i dirigenti di 1^ fascia,
rispettivamente. dell’ex MURST e dell’ex P.I., ad
incremento della loro retribuzione di posizione di parte variabile.
Con
il secondo decreto, Lei ha disposto che, di ciascun compenso:
-
il 40% ed il 30% incrementassero, rispettivamente, la retribuzione di posizione
di parte variabile e la retribuzione di risultato dell’incaricato;
-
il restante 30% fosse ripartito in pari misura tra tutti i dirigenti di1^
fascia, quale incremento della loro retribuzione di posizione di parte
variabile.
Il
CCNL 1998/2001 dei dirigenti dell’Area 1^, sottoscritto da ARAN e
organizzazioni sindacali della dirigenza, ha come destinatari tutti i dirigenti,
sia di 1^ che di 2^ fascia. L’articolo 4
fissa le materie oggetto della contrattazione integrativa e precisamente: comma 1
lettera B) sui criteri generali per:
-
sub b), le
modalità di determinazione dei valori retributivi collegati ai risultati e al
raggiungimento degli obiettivi assegnati e alla realizzazione di specifici
progetti;
-
sub c)
l’attuazione della disciplina concernente la retribuzione direttamente
collegata ai risultati a alla realizzazione di specifici progetti.
L’articolo
14, comma 2 del CCNL recita:
“Allo
scopo di remunerare il maggior impegno e responsabilità dei dirigenti che
svolgono incarichi aggiunti, viene loro corrisposta ai fini del trattamento
accessorio, in aggiunta alla
retribuzione di posizione e di risultato di cui all’articolo 37, comma 2, nn. 4 e 5, una quota,
in ragione del proprio apporto, fino al 30% della somma che confluisce al fondo in attuazione del principio
della onnicomprensività”. Il senso generale delle norme contrattuali è che
l’utilizzazione del fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei
dirigenti - anche di quelli di 1^ fascia - è assoggettata alla idonea relazione
sindacale che, nel caso in specie è la contrattazione, sia pure sui criteri
generali. Ma, quand’anche rispondesse al vero l’esatto contrario - e non lo
crediamo -, resta evidente che Lei, del tutto autonomamente, cioè senza il
responsabile concorso dei sindacati
della dirigenza, con quei due
provvedimenti ha:
- superato
il limite (30%) direttamente erogabile dall’Amministrazione all’incaricato;
Cida-Unadis
U.i.l.- P.A. dirigenti
-
fatto confluire importi assai rilevanti sulla
retribuzione di posizione di parte variabile dell’incaricato, a detrimento
di quella di risultato, in palese contrasto con lo spirito e la lettera della
norma contrattuale su richiamata (….maggior impegno e responsabilità….) e con effetti importanti sul trattamento
pensionistico e sulla relativa spesa;
-
reso disponibile ai dirigenti che non ricoprono
incarichi aggiuntivi retribuiti solamente il 15% e il 30% anziché il 70%
delle risorse disponibili, come previsto dal CCNL;
-
fatto confluire anche il 15 e il 30% residuali
sulla retribuzione di posizione di parte variabile di tutti i dirigenti (compresi
gli incaricati, già ampiamente beneficiati), con effetti, anche in questo caso,
sul trattamento pensionistico e sulla
relativa spesa.
Riteniamo
che l’U.C.B., la Corte dei Conti e l’INPDAP stessa non siano
indifferenti alla questione qui sollevata, e che, in regime di autotutela, Lei
dovrebbe - e possa - ritirare e rivedere i due provvedimenti (quanto meno
l’ultimo del 5 maggio) previa regolazione della materia al corretto livello
di relazioni sindacali.
Grati
per l’attenzione, Le porgiamo distinti saluti.
Il Segretario
Generale Cida-Unadis Il
Coordinatore Generale Uil – P.A. dirigenti
(Massimo FASOLI)
(Mauro NESTA)
Roma