AI COLLEGHI DIRIGENTI
Il 26.10.2005, come vi avevo anticipato, si è tenuto un incontro tra le OO.SS. rappresentative dei dirigenti della P.C.M. ed i vertici dell’Amministrazione per una ripresa del confronto su materie d’interesse comune.
Ad una richiesta sindacale di definire l’accordo del marzo del corrente anno, in forza del quale alcune materie erano state giudicate dalle parti meritevoli di ulteriore approfondimento (attribuzione degli incarichi, assicurazione sanitaria, ridefinizione delle fasce funzionali e retributive, etc…) per giungere alla firma di un accordo integrativo del vecchio contratto di lavoro, l’Amministrazione ha opposto una pregiudiziale, non sconfessando quell’intesa preliminare, affermando anzi che quei contenuti erano stati “trasfusi” nella direttiva che il Governo sta emanando per attuare il primo contratto di Area Presidenza.
L’Amministrazione – dietro richiesta della UNADIS-CIDA - ha illustrato brevemente i contenuti integrativi dell’ emananda direttiva che, in sintesi, sarebbero i seguenti:
1. struttura della retribuzione, che prevede l’istituzione di due fondi specifici sui quali far gravare il trattamento economico accessorio e la retribuzione di posizione, parte variabile, alimentati da risparmi di esercizio;
2. previsione di uno stanziamento, per la corresponsione del trattamento economico accessorio dei dirigenti delle altre amministrazioni pubbliche, comandati e fuori ruolo che operano in Presidenza (oggi si fa capo al fondo generale);
3. salvaguardia del trattamento economico acquisito, che si applica in ipotesi di decadenza automatica dell’incarico, in caso di mancata conferma o per soppressione o modifica della struttura;
4. obbligo di motivazione per mancato rinnovo dell’incarico, con l’individuazione di un criterio che assicuri l’equivalenza di un nuovo incarico;
5. attribuzione di incarico di livello generale, per mancata conferma dell’incarico di Capo Dipartimento;
6. rideterminazione della quota-parte di spettanza, nel caso d’incarichi aggiuntivi, al netto dei contributi previdenziali;
7. revisione della struttura della retribuzione, per risolvere la questione della pensionabilità in quota A della retribuzione di posizione, parte variabile e per l’applicazione dell’aumento del 18% ex art. 15 l.177/1976 all’indennità di posizione;
8. articolazione sui livelli della retribuzione di posizione per i dirigenti di 2^ fascia;
9. specificazione degli effetti sulla previdenza e sulla quiescenza ed altre (fine servizio, etc…);
10. razionalizzazione e criteri di conferimento d’incarichi aggiuntivi retribuiti (rotazione, etc…);
11. sostituzione dei buoni pasto con una somma forfettaria;
12. ridefinizione delle funzioni di Consigliere e di Referendario della P.C.M.;
13. nuove procedure di reclutamento, di valutazione e di formazione permanente obbligatoria con percorsi personalizzati;
14. possibilità d’iscrizione in albi professionali;
15. rimodulazione degli incarichi di docenza, di esperienze professionali di elevato livello (commissari straordinari, etc…);
16. possibilità di periodi “sabbatici”;
17. nuove forme assicurative contro i rischi professionali.
Esaurita l’esposizione dell’Amministrazione, la UNADIS-CIDA ha fatto presente di riconoscere nella proposta illustrata le materie che erano state oggetto di contrattazione decentrata e si è dichiarata disponibile, d’accordo con gli altri sindacati, a proseguire il confronto a condizione che le proposizioni sopra richiamate non costituissero un mero documento integrativo della bozza di direttiva presidenziale da inviare all’ARAN ma ne divenissero parte integrante (ancorché – come è stato riferito – esse siano state autorevolmente avallate dal Sottosegretario alla P.C.M. Dr. Letta e trasmesse al Ministro per la Funzione Pubblica) .
L’Amministrazione si è riservata di verificare questa possibilità, in un prossimo incontro interministeriale (P.C.M., Funzione Pubblica, Economia) entro un arco temporale di 15 giorni.
L’UNADIS-CIDA ha ribadito che, superato inutilmente tale termine, senza che sia intervenuta una risposta convincente dell’Amministrazione, possibilmente nel senso auspicato, si vedrà costretta ad indire lo stato di agitazione dei dirigenti aderenti, al fine di far conoscere anche all’opinione pubblica lo stato di un CCNL che non riesce a vedere la luce nonostante l’imminente scadenza del quadriennio di riferimento. L’occasione sarà anche utile per far conoscere le diverse anomalie che purtroppo mortificano la professionalità dei dirigenti della P.C.M. .
La pazienza è giunta al capolinea…..
Saluti Gian Carlo Lo Bianco