COMUNICATO STAMPA

I dirigenti pubblici condannano con fermezza l’ennesimo episodio di umiliazione della dirigenza e di uso di risorse pubbliche per scopi clientelari.

L’emendamento al ddl finanziaria che la maggioranza di Governo si appresta a presentare e approvare rappresenta l’ennesimo attacco alla disciplina della dirigenza pubblica, attraverso norme particolari che ledono gravemente i principi costituzionali di imparzialità dell’amministrazione, di accesso per concorso e di copertura finanziaria delle leggi.

La previsione riguarda l’inserimento nei ruoli dirigenziali dei vari Ministeri, anche in soprannumero, sia dei capi segretari e dei segretari particolari (circa 200 persone) di Ministri e Sottosegretari di Stato, sia degli esterni alle P.A. che temporaneamente svolgono incarichi dirigenziali (secondo la Corte dei conti, ad aprile 2004 erano 54 i direttori generali rientranti in questa categoria, mentre non si hanno dati disponibili sui dirigenti esterni di seconda fascia). 

Le due disposizioni riguarderebbero alcune centinaia di persone nominate senza concorso che, in assenza di una reale valutazione di professionalità, si vedranno collocate a tempo indeterminato nei ruoli dirigenziali, con il relativo trattamento economico. Mentre, quindi, si richiedono riduzioni di spesa alle amministrazioni centrali e locali, e sacrifici a famiglie ed imprese, si introduce un onere ingiustificato di diversi milioni di Euro l’anno, destinato a gravare permanentemente sul bilancio pubblico.

Si tratta solo dell’ultimo episodio, in ordine di tempo, che mira ad asservire l’Amministrazione alle pulsioni clientelari, invece che porla al servizio dei reali bisogni dei cittadini, ed a svilire la professionalità dei dirigenti di carriera, vincitori di una selezione pubblica secondo criteri di competenza e di merito. La lista è oramai lunga: la cessazione automatica degli incarichi in corso senza valutazione dei risultati; l’ampliamento delle quote per gli incarichi esterni (giunta al 20% dell’organico); la smisurata estensione degli uffici di staff dei Ministri, a scapito delle posizioni dirigenziali di carriera; le assunzioni senza concorso di dirigenti alla Presidenza del Consiglio; la riduzione “mirata” da 5 a 3 anni del periodo minimo per il passaggio di qualifica alla prima fascia dirigenziale.

Si invitano i parlamentari sia di maggioranza che di opposizione a non avallare con il proprio voto il provvedimento in questione e si auspica un autorevole intervento dei massimi organi di garanzia affinché prevengano l’approvazione di norme così palesemente incostituzionali.

Associazione Allievi SSPAAGDP - Associazione Dirigenti GiustiziaClubdirigentiPA

Roma, 6 dicembre 2005