Duro scontro al MIUR

 

Su convocazione dell’Amministrazione, ieri 18 ottobre 2005, si è tenuto un incontro di contrattazione decentrata con le organizzazioni sindacali della dirigenza dell’unificato Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulla retribuzione di risultato per l’attività svolta dai dirigenti dell’ex Ministero dell’Università e Ricerca nell’anno 2004.

In apertura del confronto, ho sollevato la pregiudiziale sull’articolo 2 octies della legge numero 109 del 25 giugno 2005, il quale “In considerazione dell’accresciuta…. ….destina una somma pari  a 7.000.000 di euro annui……, d’intesa  con le organizzazioni sindacali, all’incentivazione della produttività del personale attualmente in servizio……della Pubblica Istruzione”.

 Risulta che dopo un primo incontro - durante il quale l’Amministrazione non ha avanzato alcuna proposta e i sindacati delle aree professionali hanno sostenuto con vigore che ai dirigenti non spettasse neppure un euro - ve ne siano stati altri sempre con le sole organizzazioni del personale non dirigente, le quali, pare, sarebbero giunte a sacrificare, dei 7.000.000, niente più che una mancia ai favore dei dirigenti.

 In sostanza, tenuto conto anche dell’ampio contenzioso sindacale in essere con l’Amministrazione (ad esempio: mancanza di accordo di concertazione sui criteri generali e sulla procedura di conferimento degli incarichi dirigenziali e degli incarichi aggiuntivi retribuiti), mi sono rifiutato di sottoscrivere alcun accordo sull’argomento all’ordine del giorno prima della necessaria ripresa e conclusione degli incontri tra Amministrazione e sindacati dei dirigenti sulla ripartizione  dei 7.000.000 di euro tra dirigenti e non dirigenti dell’ex P.I.     

Sulla pregiudiziale hanno convenuto anche altre organizzazioni sindacali.

E’ parso di capire che l’Amministrazione:

- si senta “costretta” a condividere  la mancia ai propri dirigenti;

- ritenga, erroneamente, che l’afflusso tecnico dei 7.000.000 di euro al FUA assegni una sorta di esclusività al personale non dirigente;

- ritenga, erroneamente, che il “d’intesa con le organizzazioni sindacali” valga poco più di un “sentite” e che, altrettanto erroneamente, per decidere non Le occorra alcuna maggioranza sul tavolo dei dirigenti.

Essa si è riservata una breve pausa di riflessione.

 

In merito alla retribuzione di risultato 2004 ai dirigenti dell’ex Murst.

 

 Il documento di base, contenente la composizione del fondo e una ipotesi di utilizzo, presentava almeno:

- una lacuna: mancava del tutto l’indicazione della consistenza dei risparmi di gestione che la finanziaria per l’anno 1998 (e seguenti, in quanto mai revocata per quanto attiene alla disposizione de quo)  rendeva obbligatori risparmi di gestione nella misura minima del 2% delle spese iscritte a bilancio nell’anno precedente. Il confronto ha portato alla luce la ragione (sic!) dell’assenza di tali risorse: l’ex  Murst (n.d.r.:unico tra tutti i Ministeri!) ha sempre interpretato la norma (che recita: “Le Amministrazioni…..definiscono obiettivi di risparmi di gestione……ed accantonano…………” ), come mera norma di indirizzo e, per ciò stesso, non vincolante; sicché, anno dopo anno, dal 1998 in poi, ha verificato, ma solo a consuntivo, se vi erano stati risparmi di gestione. E’ parso di capire che non vi siano mai stati risparmi di gestione, con conseguente perdita, da 1998 in poi,  di risorse sia per il F.U.A. che per il fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti!       

- l’ inserimento di una voce impropria: l’ipotesi di utilizzo pone a carico del fondo dei dirigenti di 2^ fascia oltre 78.000 euro “per retribuzione di posizione e di risultato per gli incarichi di prima fascia;

- una singolarità sconcertante: la misura della retribuzione di posizione della maggior parte dei dirigenti dell’ex  P.I. è notoriamente inferiore a quella dei dirigenti dell’ex Università e Ricerca, tranne che in due casi: quello delle posizioni dirigenziali degli Uffici di diretta collaborazione (le cd. ‘super’); e quello del primo livello retributivo. Tra quelle e solo tra quelle è stata conseguita la piena parità dei trattamenti economici tra i dirigenti delle due ex Amministrazioni.  

 

Massimo Fasoli

Segretario Generale della CIDA-Unadis

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