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RINNOVI CONTRATTUALI : DESOLANTE
INCONTRO AL DIPARTIMENTO DELLA F.P.
Ieri 29 luglio 2004, le confederazioni rappresentative delle categorie
del P.I. hanno incontrato il capo di Gabinetto della F.P., avv.
Massella, a ciò delegato dal sig. Ministro assente per impegni di
governo. L'incontro, previsto in chiusura di quello del 3 di giugno, ha
deluso le più pessimistiche aspettative anche nella sostanza.
Sulle risorse, l'avv. Massella ha confermato le (note e scarse)
disponibilità finanziarie per il secondo biennio, sicché, a quanto è
dato capire, non sarà possibile il recupero del differenziale tra
inflazione programmata (in relazione alla quale a suo tempo furono
definiti gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali) e inflazione
reale. Non solo. Dalla stampa di ieri avevamo appreso - e il capo di
gabinetto non ha rettificato - che il tasso di inflazione per il 2005 è
stato ottimisticamente previsto (leggi: programmato) nel D.P.E.F. nella
misura dell'1,6%: con tal modo di procedere, anche in futuro non sarà
possibile recuperare il divario, salvo diversa decisione in finanziaria.
Sullo stato delle procedure per i CCNL delle dirigenze pubbliche, il
capo di gabinetto ha dato alle OO.SS. le seguenti informazioni:
- gli autonomi atti di indirizzo dei Comitati di settore del S.S.N. e
delle Regioni e EE.LL. sono stati trasmessi dalla F.P. al M.E.F. e si
prevede che le trattative possano iniziare i primi di settembre;
- per le altre aree, compresa la prima (quella dei Ministeri e delle
Aziende, cioè Vigili del fuoco), in attesa che la Corte dei Conti
restituisca la certificazione del C.C.N.Q. di ripartizione delle aree
stesse, i Comitati di settore stanno già predisponendo i relativi atti
indirizzo, i quali, non appena pervenuti, saranno trasmessi all'ARAN per
l'apertura delle trattative prevista per settembre.
Sul metodo, il capo di gabinetto ha proposto la costituzione di due
tavoli tecnici per approfondire:
- le problematiche giuridiche connesse al contratto quadriennale (per le
dirigenze) e quelle finanziarie (per tutti) in relazione al 2° biennio e
al D.P.E.F.;
- le problematiche concernenti la previdenza complementare anche in
riferimento alla recente riforma previdenziale.
La proposta è stata accettate alla condizione che ai due tavoli si
possano assumere decisioni e non si facciano meri esercizi
intellettuali.
La CIDA, come già fece il 3 giugno, ha ribadito che, se per il personale
non dirigente il confronto governo-sindacati verte sulle disponibilità
finanziarie di secondo biennio avendo le relative OO.SS. sottoscritto il
quadriennale e il primo biennio, per i dirigenti, dopo trentuno mesi
dalla scadenza, si è ancora ai preliminari e che tale situazione di
stallo e di disparità non può essere ulteriormente prolungata.
Si profila all'orizzonte un autunno carico di tensione e di incognite
che, senza un mobilitazione pronta e adeguata alle circostanze, rischia
di vedere messi in ombra i dirigenti nello scontro sociale assai
rilevante tra i sindacati portatori di interessi di milioni di
lavoratori pubblici da un lato e un governo che continua a disconoscere
l'accordo trilaterale del '93 sul contenimento del costo del lavoro e a
manifestarsi quanto meno sordo dall'altro.
Massimo Fasoli
Segretario Generale Cida-Unadis |