UN INATTESO CONTRIBUTO DEL SENATORE SAPORITO AL FORUM P.A.
Al convegno del 6 maggio sul tema "La
dirigenza pubblica tra globalizzazione e complessità",
organizzato dall'Adige nell'ambito del Forum P.A., mentre la
platea seguiva con attenzione le riflessioni dei relatori sulla
natura della funzione dirigenziale nelle amministrazioni
pubbliche, sulla sua autonomia, sui "valori"
discendenti dalle norme costituzionali, sulle sinergie tra
pubblico e privato, sulle prime larvate ipotesi di dirigenza
politica e dirigenza di carriera, sull'interpretazione della
leadership come potere di esempio, su criteri di valutazione per
il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali, è
sopraggiunto inatteso, benché preceduto e seguito da numerosi
ascari, il sen. Learco Saporito, sottosegretario di Stato alla
funzione pubblica.
Saltando, secondo convenienza, dal suo ruolo di uomo di governo a
quello di uomo di partito, Egli ha impiegato pochi minuti, con
l'eleganza di modi e la robustezza di argomenti che lo
contraddistinguono, a costringere i presenti a rimettere i piedi
per terra, a cessare di baloccarsi con concetti secondari come
l'etica, la fiducia tecnica e la lealtà isittuzionale, e a
confrontarsi con la cruda realtà.
Sebbene i microfoni funzionassero perfettamente, Egli ha
arringato che "loro (il Governo) con la Frattini non avevano
toccato quasi per nulla i dirigenti di prima fascia e
assolutamente per nulla i dirigenti di seconda. Infatti, di
quelli di prima fascia, solo 110 su 475 circa non sono stati
confermati nell'incarico e solo 43 su 110 hanno ricevuto un
incarico di consulenza, studio e ricerca".
(n.d.r.) incidere sul 26% dei dirigenti di prima fascia e più
che sufficiente per tenere sotto scacco tutti gli altri; nei
confronti dei dirigenti di seconda fascia il governo non ha
dovuto (perché non poteva) assumere iniziative: infatti hanno
provveduto i direttori del personale.
Il nostro dibattere, individuale e collettivo, sulla condizione
attuale del dirigente pubblico a seguito delle riforme Bassanini
e Frattini, è stato arricchito in modo decisivo dalla seguente
profonda considerazione:
"La differenza - Egli ha detto - tra la Frattini e la
Bassanini è questa: noi, con la Frattini, su 10 dirigenti ne
abbiamo nominati 9 intelligenti e 1 fesso, con la Bassanini,
loro, ne hanno nominati 9 fessi e 1 intelligente. E voi lo sapete!"
(n.d.r.) Stiano attenti i 10 nominati con la Frattini: Egli sa
che uno di loro è fesso! (ma chi?)
Terza e ultima informazione, un'autentica rivelazione. Egli ha
tuonato che il governo, la maggioranza e Lui - ma si capiva bene
che la classifica andava recitata in ordine inverso - sono "per
la ripubblicizzazione dei dirigenti pubblici (sic!), ma che,
intanto, la Frattini non si tocca fino a che non sarà risultato
chiaro dove si vuole parare (sic!)".
Pochi, in verità, gli applausi al termine dell'intervento in cui
- ce lo dicono assicurano i nostri legali - le espressioni usate,
ancorché offensive, non sono penalmente sanzionabili in quanto
rientranti nella libera manifestazione del pensiero di un
parlamentare nell'esercizio delle sue funzioni politiche, vi
raccomandiamo di ricordare il nome del sen. Saporito quando
sarete tempo di elezioni. Per evitare di votarlo ovviamente,
magari inavvertitamente.
Massimo Fasoli