Comunicato stampa

 ACCORDO QUADRO DIRIGENTI PUBBLICI: CIDA NON FIRMA

Di Giorgio Rembado

 

Roma, 19 maggio 2004 – CIDA, Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte professionalità, non ha firmato l’Accordo quadro sulle aree contrattuali della dirigenza pubblica.

 A un mese dal primo sciopero generale dei dirigenti della pubblica amministrazione, l’Aran oggi ha ricevuto le Confederazioni sindacali per definire l’Accordo quadro e consentire la successiva apertura dei tavoli negoziali.

 “L’Accordo quadro presentato dall’ARAN è inaccettabile in quanto frammenta la categoria della dirigenza pubblica in ben otto aree contrattuali rispetto alle cinque precedenti, incentivando logiche corporative, disparità e distorsioni. In una pubblica amministrazione che dichiara di voler essere sempre più competitiva e meno burocratizzata, il processo dovrebbe essere inverso. Non a caso, nel privato, i dirigenti di tutti i settori industriali sono rappresentati in un’unica categoria” afferma Giorgio Rembado, presidente CIDA.

 La precedente “Area I” che raggruppava i dirigenti dei Ministeri, delle Aziende di Stato, degli Enti Pubblici, delle Università e degli Enti di Ricerca, viene così disarticolata in quattro aree: Presidenza del Consiglio, Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici, Ministeri ed Aziende, Università ed Enti di Ricerca. Restano identiche le altre aree: dirigenza di Enti Locali e Regioni, dirigenza medica, dirigenza sanitaria, dirigenza scolastica.

 Inoltre, l’Accordo quadro non ha tenuto conto delle proposte di CIDA di:  

  1. collegare la dirigenza scolastica con le altre dirigenze operanti nel sistema integrato Istruzione, Università, Ricerca, anche in considerazione dell’unificazione del Ministero e delle politiche di settore (documento U.E. - Lisbona  2000)

  2. accorpare i ricercatori dell’ENEA nell’area della dirigenza della Ricerca, come previsto dalla legge 145/2002.

 

L’Accordo quadro si riferisce al quadriennio 2002-2005 e avrebbe dovuto vedere la luce prima del 2002. “Nonostante i tre anni di gestazione, l’Accordo quadro è inadeguato e riflette un sistema distorto di relazioni sindacali che è necessario riformare” conclude Rembado.

 

Intanto tutti i dirigenti aspettano i Contratti, che il resto del pubblico impiego ha già ottenuto dallo scorso anno.

 

All’apertura dei tavoli negoziali, CIDA si batterà per il recupero degli incrementi economici dovuti dal 2002 e la definizione di procedure obiettive di valutazione per l’affidamento e la revoca degli incarichi dirigenziali, per arginare gli attuali arbitrii dello spoils system.