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LA POSIZIONE DELLA CIDA SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 9 ottobre 2003 Il Consiglio Nazionale della CIDA (Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità) riunitosi il giorno 9 ottobre ha esortato il Governo ad assumere un atteggiamento improntato ad equità sulla riforma della previdenza in modo da assicurare le pensioni di oggi e quelle di domani. Pur rinnovando la sua disponibilità a partecipare senza pregiudiziali al confronto con il Governo e con le altre parti sociali la CIDA non può non denunciare le gravi iniquità della proposta dell'esecutivo. In particolare, prima di procedere con l'aumento del requisito contributivo a 40 anni a partire dal 2008, i dirigenti e le alte professionalità ritengono doveroso non solo prevedere un'adeguata gradualità della misura ma anche introdurre contestualmente forme di sostegno al reddito strettamente connesse alla frequenza di corsi finalizzati ad una tanto effettiva quanto rapida ricollocazione. E’ inoltre necessario prevedere delle deroghe a favore di quei lavoratori la cui estromissione dall'apparato produttivo si consuma non sulla base di una scelta individuale ma per volontà dell'impresa. La CIDA ritiene che la mancata estensione al pubblico impiego degli incentivi alla prosecuzione rappresenti una grave lacuna. E’ peraltro evidente il mancato rispetto dei diritti acquisiti all'interno del processo di armonizzazione tra pubblico e privato. La CIDA ha espresso il suo disaccordo sulla mancata estensione anche alle professionalità ad alta qualificazione delle norme di maggior favore previste per le attività usuranti. Completano il quadro delle critiche avanzate dalla CIDA sulla riforma delle pensioni l'assenza di incentivi reali ad una previdenza complementare che andrebbe invece equiparata sotto l'aspetto fiscale a quella obbligatoria e la totale mancanza di misure destinate a rendere più equo il sistema, come la perequazione piena e non parziale dei trattamento previdenziali sulla cui base è possibile mantenere il potere d'acquisto delle pensioni costante nel tempo. La CIDA, qualora il Governo non fornisse a breve risposte chiare ai quesiti da essa sollevati, si vedrà costretta ad assumere iniziative di contrasto a livello territoriale e settoriale.
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