COMUNICATO STAMPA
Roma, 1 ottobre ’03

LA DENUNCIA DELLA CIDA SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI: AI LAVORATORI PUBBLICI NIENTE CAROTA, SOLO BASTONE.

In previsione dell’incontro che si terrà nel pomeriggio a Palazzo Chigi il Presidente della CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti ed Alte Professionalità) Giorgio Rembado ha dichiarato di non riuscire a capire l’approccio schizofrenico che il Governo ha adottato sulla riforma delle pensioni. “Riteniamo che la formula avanzata dal Governo metta in seria discussione il principio di equità del trattamento” ha affermato Rembado. Il quale ha poi aggiunto: “Se per i privati l’Esecutivo ha concepito la carota degli incentivi ed il bastone dell’innalzamento a 40 anni dei contributi, lo stesso non è accaduto nei confronti dei dipendenti pubblici ai quali ha promesso il bastone ma non la carota. Per un verso dunque ci si vuole orientare in direzione dell’armonizzazione delle regole e poi si tengono in piedi trattamenti differenziati a danno di ampie fasce di lavoratori” ha precisato Rembado. “Ci riferiamo naturalmente all’assurda discriminazione tra pensionandi pubblici e privati in relazione all’incentivo per rimanere in servizio.Questa disparità ci appare di dubbia costituzionalità per la sua manifesta irragionevolezza.
Preoccupa inoltre la vaghezza del Governo sulla prevista armonizzazione tra pubblico e privato in merito ai requisiti per il pensionamento. La CIDA ribadirà oggi a Palazzo Chigi che sono inaccettabili cambiali in bianco al Governo su un tema come quello dell’armonizzazione che non può prescindere da un approfondito confronto finora totalmente mancato.La CIDA – ha concluso il suo Presidente - chiederà al Governo di sciogliere al più presto i nodi su tre fondamentali questioni:

  • l’equiparazione fiscale tra previdenza obbligatoria ed integrativa ai fini di un rapido decollo del secondo pilastro nei settori pubblico e privato

  • le precise modalità di graduazione del meccanismo di innalzamento, a partire dal 2008, del requisito minimo contributivo

  • ’adeguato finanziamento di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali”.