RASSEGNATI ? … MAI !
Le vicende del Ruolo unico hanno reso evidente come il vero obiettivo di quella riforma fosse consentire l'appropriazione dell'Amministrazione alle parti politiche, con buona pace dei principi costituzionali di economicità e di imparzialità. La sua gestione, tanto fallimentare quanto indifendibile, ha così giustificato l'intervento legislativo della 145 che, ancora una volta, ha permesso un ennesimo "assalto alla dirigenza".
Ne fanno prova, tra l'altro, l'aumento delle aliquote di posti di funzione dirigenziale assegnabili, senza concorso, senza selezione e senza controllo a "esperti" interni (!) ed esterni e il proliferare di consulenti altrettanto "esperti", destinati a posizioni di potere/prestigio e solitamente retribuiti più dei colleghi "di carriera".
Ne è conseguenza (ma anche obiettivo) il flusso ininterrotto di privatizzazioni di competenze statali e di affidamento a privati di funzioni e risorse pubbliche.
Da qui una tripla squalificazione per la nostra categoria: etica, professionale ed economica.
Nello stesso tempo gran parte del nostro CCNL viene disapplicata o male applicata: non si riconosce ai dirigenti il diritto all'incarico, non viene data pubblicità ai posti vacanti (tra cui vanno compresi quelli occupati ad interim o per reggenza), non si da' attuazione alle norme sulla risoluzione consensuale, sull'assicurazione per la responsabilità civile, sulla obiettiva valutazione dei dirigenti, sull'onnicomprensività.
Anche su altri terreni l'Amministrazione è, quanto meno, in drammatico ritardo: in sede di conferimento degli incarichi gli obiettivi continuano ad essere definiti in termini assolutamente generici, l'assegnazione delle risorse si limita a quelle di personale e, nonostante la riforma Ciampi del bilancio dello Stato, ancora non decolla l'assegnazione dei budget, il regolamento di attuazione della legge 145 è atteso ormai da più di un anno.
La goccia che oggi fa traboccare il vaso è il ritardo, ormai di due anni, del nostro nuovo contratto quadriennale, per il quale non sono state nemmeno aperte le trattative con il pretesto che occorre, prima, ridefinire le aree di contrattazione.
Per tutte queste ragioni la FP-CIDA dichiara lo stato di agitazione di tutte le categorie rappresentate e avvia le iniziative di lotta con una grande ASSEMBLEA che si terrà a Roma, il prossimo 5 dicembre.
Il 5 dicembre, alle ore 10.00 tutti al Teatro Valle di Roma
per manifestare la nostra collera e per farci udire anche da chi, responsabile di quanto accade, finge di non vedere e di non sentire