CIDA UNADIS SCRIVE AL NUOVO MINISTRO DELL'ECONOMIA SULL'ECCESSIVO RICORSO AD INCARICHI DIRIGENZIALI ATTRIBUITI A PERSONALE ESTERNO NEL TERZO DIPARTIMENTO

Roma, 27 luglio 2004

Signor Ministro,

la CIDA - UNADIS desidera rivolgerLe le più vive felicitazioni per l’alto compito cui è stato chiamato, sapendo quanto delicata sia la responsabilità e intenso il lavoro che l’attende nelle complesse circostanze attuali, ma auspicando che ciò Le consenta di dedicare la Sua sensibile attenzione e una piccola parte del Suo tempo anche ai problemi dei dirigenti cioè dei suoi principali collaboratori.

La CIDA - UNADIS, che tra le organizzazioni sindacali è l’unica a rappresentare esclusivamente i dirigenti dello Stato, Le scrive a proposito dell’utilizzazione fatta nel Ministero dell’Economia della norma di cui all’art. 19, comma 6 del Dlgs 165/2001 relativa alla possibilità di affidare incarichi dirigenziali a personale esterno al ruolo dei dirigenti della Pubblica Amministrazione.

Nonostante il carattere limitato della norma, testimoniato anche dalla riserva quantitativa fissata dalla legge, le modalità di applicazione di tale meccanismo risultano lesive della professionalità della dirigenza di ruolo. Tale norma, infatti, è stata finora utilizzata prescindendo da una qualunque valutazione comparativa tra le professionalità disponibili nel dicastero e quelle degli "aspiranti" esterni: ciò, da un lato ha dato luogo a affidamenti a personale probabilmente dotato ma certamente non selezionato neppure tra soli esterni, dall'altro è indice di un radicato pregiudizio nei confronti delle risorse interne. Per i dirigenti, che qui definiremo di carriera, è difficile accettare, se non con forte senso di frustrazione, di non essere neppure presi in considerazione per determinati incarichi.

Consideri, poi, signor Ministro, che il metodo della "chiamata diretta", basato su un semplice curriculum, ma non su una doverosa e attenta selezione mediante comparazione tra più aspiranti, anche interni, si accompagna, spesso, troppo spesso, all'affidamento agli esterni di incarichi più interessanti sia sul piano del prestigio che su quello retributivo: comprenderà, quindi, il disagio della dirigenza interna, disagio che essa non merita e che rischia di sfociare in disaffezione. La condizione di disagio e di risentimento della dirigenza interna (specialmente quella di seconda fascia) è acuita per il fatto che la retribuzione di posizione per incarichi a esterni, sia ordinaria che maggiorata, ha gravato e grava, finanziariamente, sul Fondo unico dei dirigenti, determinando così una doppia penalizzazione perché ne risulta oltretutto ridotta la disponibilità per il riconoscimento della professionalità.

Tale questione si presenta particolarmente spinosa nel III Dipartimento, dove ci risultano attualmente assunti, con l’articolo 19, comma 6, circa 20 dirigenti di seconda fascia su 72 in totale incaricati nel Ministero. La dimensione del fenomeno è ancor più stridente se rapportata al numero totale di posizioni in organico in quel Dipartimento che sono 43.

Dobbiamo anche segnalarLe il fatto che si sia ricorso discrezionalmente alla facoltà, prevista dalla medesima norma, di riconoscere ad alcuni di questi una consistente maggiorazione della retribuzione di posizione "giustificata" dalla specifica qualificazione professionale, cosa che conduce a sperequazioni ed anche ad alterazioni di fatto della graduazione tra gli uffici dirigenziali fissata con Decreto Ministeriale.

Si possono così verificare situazioni come quella che ci risulta presso una Direzione generale del III Dipartimento, in cui, su 6 posizioni dirigenziali, 2 stanno per essere conferite a esterni portandone a 4 il totale e per 3 di queste sarebbe prevista la maggiorazione, alterando, per l’appunto, il peso degli uffici e determinando una sperequazione a danno di dirigenti di ruolo di assai maggiore anzianità e di impeccabile stato professionale.

Nella questione del gravame retributivo sul fondo unico dei dirigenti e del procedimento non selettivo di assunzione per "chiamata diretta" rientrano anche altri casi previsti dal già citato art. 19 del Dlgs 165/2001, quelli di cui ai commi 5 e 5 bis, relativi all'assunzione di dirigenti di altre pubbliche amministrazioni.

Tutto ciò premesso, ci pare opportuno e doveroso suggerirLe di emanare una direttiva che impegni i Capi dipartimento e i Direttori generali, nel momento in cui si rendessero disponibili posti di funzione dirigenziale di seconda fascia attribuibili a dirigenti esterni al Ministero, a interpellare i dirigenti di ruolo e a procedere all'assegnazione motivata previa selezione per comparazione curriculare di tutti gli aspiranti.

Tale iniziativa, certamente innovativa, otterrebbe il duplice effetto di porre l'Amministrazione nelle condizioni di operare con inattaccabile imparzialità e di dare un forte segnale di rispetto e di considerazione della professionalità dei dirigenti di ruolo.
 Grato per l'attenzione 

 Massimo Fasoli