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Incontro del 22 marzo 2004 con A seguito della diffida a revocare l'atto di interpello dei Dirigenti e a rivedere i criteri generali su cui si fonda che la CIDA-UNADIS ha inviato al Ministro della Giustizia, una delegazione del Sindacato è stata ricevuta in Via Arenula. All’incontro del 22 marzo
2004, nello studio del Vice capo dipartimento DOG al Ministero della
Giustizia, erano presenti: il Vice Capo Dipartimento Vicario, Presidente
Angelo Gargani; il Direttore Generale del Personale, dott.ssa Carolina
Fontecchia; e i Dirigenti dottori Papacchini e Del Gaudio.
Sul problema dell’interpello,
1. L’Amministrazione ha l’obbligo di pubblicare tutti i posti di funzione dirigenziale vacanti. 2. Si intendono come vacanti anche i posti affidati alla reggenza di un dipendente delle qualifiche ovvero all’interim di un altro Dirigente. 3. L’Amministrazione, una volta pubblicati i posti, può decidere, con provvedimento motivato, quali è prioritario mettere a concorso. L’Amministrazione non può invece non rendere disponibili delle posizioni dirigenziali. 4. Peraltro deve essere riconosciuto all’Amministrazione il potere di non accogliere nessuna domanda, qualora nessuno dei candidati per un posto sia considerato – con provvedimento motivato- idoneo a ricoprirlo.
5.
Non ha alcuna ragione d’essere il limite imposto della permanenza
minima di due anni in un posto, per presentare candidature.
1. L’Amministrazione concorda con l’obbligo di pubblicare tutti i posti vacanti, e si impegna a farlo prima dell’estate prossima sul sito Internet del Ministero. 2. L’Amministrazione concorda sulla definizione di posto vacante come “posto non affidato a un Dirigente titolare”. 3. L’Amministrazione ritiene invece, una volta adempiuto all’obbligo di pubblicare i posti, di avere un adeguato margine di discrezionalità nella scelta dei posti da mettere a concorso, impegnandosi peraltro a bandire un interpello una volta all’anno o qualora se ne ravvisi la necessità. 4. Il limite minimo di due anni è considerato indispensabile per garantire una certa stabilità agli uffici. 5. L’Amministrazione rifiuta di ritirare l’interpello già in atto e il “Provvedimento sui Criteri generali per il conferimento di incarichi di funzione dirigenziale 6. L’Amministrazione si impegna, prima dell’estate, a bandire un nuovo interpello. Non è escluso (ma neppure garantito) che l’interpello possa avere ad oggetto TUTTI i posti vacanti; comunque saranno compresi nell’interpello anche posti dell’Amministrazione Centrale. 7. All’interpello potranno partecipare se ne hanno i requisiti anche i Dirigenti che sono stati immessi nelle funzioni dirigenziali in forza di provvedimenti ex art. 700. Alla possibile biezione che la loro posizione è ancora sub judice e che quindi la loro ammissione all’interpello potrebbe pregiudicare le aspettative dei Dirigenti che sono tali a tutti gli effetti, l’Amministrazione fa presente che essa sta resistendo nelle sedi giudiziali, ma che nel frattempo ritiene che essi vanno trattati alla stregua di tutti gli altri. [Addenda: in successivo colloquio telefonico, in data 2 aprile, il dott. Papacchini, responsabile delle relazioni sindacali per il DOG, ha precisato, su richiesta, che:
Sul problema della valutazione,
la delegazione di parte pubblica si dichiara incompetente e
rinvia alla Commissione di Valutazione presso il Gabinetto presieduta da
Leccisi
Sul terzo punto – INCARICHI INTERNAZIONALI –
L’UNADIS solleva il problema della partecipazione dei dirigenti ai concorsi per posti in Organismi Internazionali. Sottolinea che tali organismi sono finanziati dall’Italia, che tuttavia vi è sottorappresentata; che spesso arrivano negli Uffici giudiziari bandi per candidature a posti in ambiti internazionali, ma che o tali bandi sono stati illegittimamente riservati ai soli magistrati, oppure ai dirigenti i quali hanno fatto domanda è stato risposto che la candidatura non poteva essere avallata in quanto “incompatibile con il precedente impegno di lavoro”. Domanda se l’Amministrazione abbia una politica volta a valorizzare il contributo dei Dirigenti in detti organismi, rilevando altresì che molti Magistrati già prestano servizio in organizzazioni internazionali. L’Amministrazione dichiara che non c’è una prevenzione generale all’impiego di dirigenti in Organismi internazionali, e che le risposte negative date finora dipendevano dalla particolare situazione degli uffici dei richiedenti. L’Amministrazione sostiene di aver valutato che non c’erano dipendenti delle qualifiche in grado di assumere la vicarìa, ove il Dirigente dell’ufficio fosse stato distaccato. Quanto alla domanda se se l’Amministrazione abbia una politica volta a valorizzare il contributo dei Dirigenti nelle istanze internazionali, la delegazione pubblica si dichiara incompetente e rinvia al livello politico.
Altre questioni: Comunicazioni interne. Quintavalle, per l’UNADIS, ha lamentato la lentezza delle comunicazioni tra centro e periferia, che devono seguire invariabilmente la via gerarchica (ministero - Uffici Distrettuali - Uffici periferici), anche quando sono dichiarati ‘urgentissimi'. Ha lamentato che il bando di interpello, per essere stato trasmesso in via gerarchica ha impiegato ben una settimana per arrivare da Roma a Frosinone, a soli 70 km di distanza. Stessa sorte per molti bandi di concorso internazionali, che arrivano all’ultimo momento oppure anche a tempo scaduto. Ritiene che ciò introduca una inammissibile disparità di trattamento ed asimmetria informativa tra centro e periferia, tanto più inammissibile in quanto nella direttiva 2004 del Ministro è sancito il principio che "il centro deve essere al servizio della periferia e non viceversa". Inoltre ritiene offensivo che comunicazioni destinate esclusivamente ai Dirigenti, come l’interpello, vengano abitualmente indirizzate ai Magistrati Capi ufficio. Gargani acconsente a che le future comunicazioni vengano trasmesse direttamente ai dirigenti, senza seguire esclusivamente la ‘via gerarchica’ e magari anche per posta elettronica. Sul tema dell’art. 42 bis, l’Amministrazione sostiene di non aver convocato una riunione sindacale coi dirigenti perché la norma è cogente, e immediatamente applicabile; la trattativa per il personale delle qualifiche è servita a prevenire conflitti che non si prevedono per il personale Dirigente, data anche la diversa consistenza numerica delle due categorie.
Le parti si lasciano mantenendo il loro disaccordo e riservandosi un successivo incontro.
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