Firenze, 22 febbraio 2004

Cari Colleghi,

trovo solo ora il tempo per scrivervi.

Lo scorso 12 febbraio abbiamo concluso un accordo con il quale sono definiti i seguenti istituti:

­        risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con i Dirigenti di seconda fascia;

­        sistema di valutazione dei Dirigenti di prima fascia e relativa corresponsione della retribuzione di risultato;

­        sistema di valutazione dei Dirigenti di seconda fascia;

­        criteri di ripartizione, per i Dirigenti di seconda fascia, delle economie prodotte per l’anno 2003 nel fondo per la retribuzione di posizione e di risultato, nonché delle risorse affluite dall’omnicomprensività degli incarichi.

Inoltre, abbiamo preso atto del gettito prodotto dalla R.I.A. dei Dirigenti posti in pensione nell’anno 2003; una vicenda, questa, che mi lascia insoddisfatto, ma che spero si possa risolvere nel senso auspicato dalla CIDA-UNADIS, congiuntamente alla CONFEDIR/DIRSTAT.

Per maggiori dettagli, vi rinvio alla lettura dell’accordo e della relativa appendice sulla risoluzione consensuale (allegato n. 1 e n. 2), con le seguenti notazioni.

Risoluzione consensuale –  Abbiamo definito uno strumento, che, certo,  non è direttamente operativo, ma lo diviene nelle ipotesi in cui l’Amministrazione ne ravvisi la necessità. Detto questo, mi sembra che la disciplina concordata ha pregi notevoli, poiché sostanzia i seguenti criteri:

-         Prerogative speculari dell’Amministrazione e dei Dirigenti;

-         Periodica definizione, a cura dell’Amministrazione, del numero delle risoluzioni ammissibili (quota annuale), da ripartire in modo paritario tra numero delle risoluzioni da attivare su proposta dell’Amministrazione e numero di quelle da attivare su proposta dei singoli Dirigenti;

-         graduatoria delle domande;

-         criteri per la formazione della graduatoria:

1)       anzianità di servizio con la qualifica dirigenziale

2)       anzianità di servizio presso l’Amministrazione

3)       a parità, anzianità anagrafica.

-         indennità supplementare proporzionale come da tabella;

-         facoltà dell’Amministrazione di rinviare (e non di rigettare) la risoluzione a domanda, per esigenze di servizio, con attribuzione dell’incentivo massimo;

-         facoltà dell’Amministrazione di accogliere domande aggiuntive, rispetto alla quota predefinita, nell’ordine di graduatoria.

Sistema di valutazione dei Dirigenti di prima fascia – Si è conclusa positivamente la concertazione prevista dall’art. 7 del CCNL; pertanto, sarà adottato il sistema di valutazione elaborato dall’Amministrazione, anche se non ho mancato di evidenziare che la procedura sembra appesantita da ridondanze.

Conseguentemente, è stato concordato che la retribuzione di risultato è corrisposta annualmente in due rate, la prima – in percentuale da definirsi - a seguito della valutazione dei risultati emersi dal secondo monitoraggio intermedio (sono, infatti, previsti due monitoraggi intermedi quadrimestrali) e la seconda – a saldo – dopo la valutazione di fine anno; naturalmente, l’Amministrazione provvederà a condizione che l’Organo competente attesti il conseguimento del punteggio minimo. Abbiamo chiesto che la prima rata sia corrisposta nella misura del 60% (tenuto presente che al momento del secondo monitoraggio intermedio sono trascorsi i 2/3 dell’anno); la rappresentanza dell’Amministrazione, invece, ha formulato l’ipotesi del 40%, accompagnata dalla riserva di fornire risposta in merito.

Per l’anno 2003, la retribuzione di risultato sarà corrisposta in un’unica soluzione, non appena perverranno le attestazioni del conseguimento degli obiettivi. Per l’anno 2002, è stata fornita assicurazione che i provvedimenti sono perfezionati ed è prossima la corresponsione.

Mi sembra sia stato importante per tutti, Dirigenti di prima e di seconda fascia, affermare il principio che l’attuazione del sistema di valutazione deve essere accompagnato dalla corresponsione di una retribuzione di risultato, correlata ai risultati conseguiti.

Sistema di valutazione dei Dirigenti di seconda fascia - Abbiamo concordato di approfondire il sistema di valutazione dei Dirigenti di seconda fascia in tempi utili per avviare una prima sperimentazione nel secondo semestre del 2004. Gli approfondimenti dovranno condurre a soluzione le criticità di cui vi ho fatto cenno nella mia precedente comunicazione. In particolare, dovranno essere definite modalità di valutazione che agevolino la pesatura e valutazione con metodi tendenzialmente omogenei per i Dirigenti del centro e del territorio; per questi ultimi bisognerà definire modalità che soddisfino i principi della “diretta conoscenza dell’attività” e della “partecipazione attiva” del valutato.

 Altro aspetto problematico è stata l’esigenza di disporre delle risorse finanziarie necessarie per dare corpo alle varie fasce di performance. A me sembra concretamente possibile, utilizzando le risorse derivanti da un più esatto computo delle economie, dalla RIA dei pensionati (che determina un incremento stabile del fondo) e dalle risorse che devono affluire, sempre stabilmente, con l’attuazione dell’accordo sulle “code” contrattuali, di cui vi ho parlato nella mia precedente comunicazione (l’ipotesi di accordo è stata siglata all’ARAN il 9/12/2003, è in via di perfezionamento ed attribuisce al Ministero del lavoro Euro 1.127 pro-capite/annuo per 193 Dirigenti, complessivamente Euro 217.615). In questa prospettiva, riterrei equa un’attenzione per i Dirigenti incaricati ad interim di un secondo ufficio fuori sede e per coloro che da soli dirigono uffici a tre posizioni (che, per sdrammatizzarne la situazione, potremmo definire “solisti”).

L’Amministrazione riconvocherà i rappresentanti sindacali, appena il progetto sarà perfezionato.

Fondo per la retribuzione di posizione e di risultato per i Dirigenti di seconda fascia – Le disponibilità del fondo sono incrementate, limitatamente all’anno 2003, dalle economie prodotte per minore spesa e dalle risorse affluite con l’istituto della onnicomprensività; l’incremento temporaneo  ammonta in totale a euro 210.000,00 circa. Abbiamo concordato di ripartite la somma, in cifra uguale per tutti ed in rapporto ai mesi di servizio, e di corrispondere l’80% a titolo di retribuzione di posizione ed il 20% a titolo di retribuzione di risultato.

In proposito all’istituto della onnicomprensività, ci è stato assicurato che è stata finalmente definita la procedura di utilizzazione e corresponsione anche del 30% a favore di coloro che l’hanno prodotto. Agli interessati suggerisco nuovamente di produrre alla nostra Amministrazione la documentazione dei versamenti curati dall’Ente, con specificazione del Dirigente beneficiario.

R.I.A. dei Dirigenti posti in pensione nell’anno 2003 – Abbiamo preso atto che ha prodotto un gettito di euro 93.000,00 circa, somma che va ad incrementare stabilmente il fondo unico dei dirigenti; purtroppo, non abbiamo raggiunto un accordo per la definizione dei criteri di utilizzazione. In merito, la CIDA-UNADIS e la CONFEDIR/DIRSTAT hanno formulato congiuntamente una categorica nota a verbale.

Per maggiore comprensione, noi affermiamo che il gettito RIA deve essere destinato alla retribuzione dei Dirigenti attualmente in servizio, con modalità da definire con contrattazione integrativa; l’Amministrazione, invece, sembra propendere per un accantonamento da utilizzare in relazione a nuove assunzioni o, peggio ancora, a variazioni di fascia non meglio specificate.

Per noi è chiaro che il “fondo”, a fine anno 2002, è dell’ammontare  indicato dall’accordo integrativo del 11/2/2003, che è incrementato a norma dell’art. 42 del CCNL ed integrato in relazione a nuove assunzioni di Dirigenti (così come esplicitato dallo stesso accordo). Questi presupposti sono confermati, indubbiamente, dallo “Stato di previsione” relativo alla nostra Amministrazione, che fa parte del “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2004” (allegato: Tabella n.4, pagg. 107-109). Il documento indica, infatti, per la retribuzione di posizione dei Dirigenti di seconda fascia, una disponibilità complessiva di Euro 5.382.564, comprensiva della somma occorrente per fare fronte anche ad eventuali nuove assunzioni.

Francamente, non comprendiamo le ragioni che hanno condotto le altre sigle sindacali, presenti al tavolo, ad assumere una posizione dissonante da quella della CIDA-UNADIS e della CONFEDIR/DIRSTAT; pertanto, abbiamo ritenuto necessario apporre la dichiarazione a verbale.

Come sempre, vi sarò grato per le riflessioni che mi vorrete offrire.

Cordialità.

Pasquale Michienzi