COMUNICATO

Il 23 giugno 2004, si è tenuta una riunione per il parere sindacale sul nuovo decreto di organizzazione del Dipartimento per le risorse umane e strumentali. Il decreto è apparso ben confezionato nei suoi tratti generali. Rispetto al precedente c'è stato un ridimensionamento strutturale degli Uffici e dei Servizi motivato - a detta del Capo del Dipartimento dott. Luigi Fiorentino - da razionalizzazione delle competenze e da risparmi di risorse.
L'UNADIS ha chiesto quale sarebbe stata la sorte dei Dirigenti che - senza loro colpa - sarebbero rimasti senza incarico. Il Capo del Dipartimento ha assicurato un incarico equivalente sia sotto l'aspetto retributivo che professionale.
L'UNADIS ha quindi fatto talune osservazioni sul contenuto del provvedimento. Ha prospettato, in particolare, talune perplessità circa le attribuzioni del Capo del Dipartimento sull'organizzazione, sulla formazione e sui rapporti sindacali, materie queste che sembrerebbero da affidare agli Uffici con la supervisione ed il coordinamento del Capo del Dipartimento medesimo. La replica è stata che si era inteso "sgavare" l'Ufficio per le risorse umane di un eccesso di carico di lavoro oltre che seguire al massimo livello talune funzioni importanti.
Per quanto riguarda l'attribuzione ad un nuova Società mista pubblico/privata di talune attività strumentali del Dipartimento, Fiorentino ha informato che la gara è in corso, che si valuteranno attentamente le soluzioni proposte, che debbono essere più economiche e funzionali di quelle attuali e che solo in tale caso si darà luogo all'affidamento all'esterno di servizi di supporto.
Lo stesso Capo del Dipartimento ha poi assicurato che impronterà la propria azione alla massima trasparenza ed al migliore rapporto con i sindacati rappresentanti dei dirigenti e del personale di collaborazione.


Il 15 luglio 04, si è tenuta una riunione con il Capo del Personale per stabilire la graduazione delle fasce dirigenziali dei servizi del neo Dipartimento per le risorse umane e strumentali.
La situazione derivante dall'accorpamento dei due precedenti Dipartimenti è la seguente:

17 servizi graduati in 11 A, 4 B e 2 C (struttura medica); 2 posizioni di staff (confermate), 4 posizioni di staff (medici confermati) e
2 nuove posizioni di staff nelle quali transiteranno 2 dirigenti rimasti senza servizio a motivo della ristrutturazione organizzativo-funzionale.

Per altri 4 Dirigenti, anch'essi rimasti senza incarico, l'UNADIS ha preteso l'impegno del Capo del Personale a procedere sollecitamente ad una loro "giusta" ricollocazione presso altri servizi anche di altre strutture della Presidenza, senza alcun pregiudizio di natura economica e professionale per gli interessati, anzi migliorandone, nei limiti del possibile, la fascia retributivo-funzionale. Il Capo del Personale ha mostrato la massima disponibilità a procedere con sollecitudine ed a considerare anche i desiderata dei Colleghi indotti alla forzata mobilità.
A seguito di tale formale impegno l'UNADIS ha dato il proprio assenso all'attribuzione dei nuovi incarichi dirigenziali di seconda fascia del cennato Dipartimento.

A margine della riunione si è accennato anche alla nuova politica di formazione ed aggiornamento dei Dirigenti della Presidenza per la quale il Capo del Personale sta predisponendo un piano che sottoporrà a settembre all'attenzione delle OO.SS. più rappresentative dell'area dirigenziale per un confronto su metodi, tempi e materie.


Il 23 luglio 04 si è tenuta un riunione sindacale sullo schema di provvedimento relativo all'organizzazione del neo Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. Ha illustrato il provvedimento il Collega Trombaccia del Servizio per le relazioni sindacali ed hanno approfondito i contenuti del decreto presidenziale (la delega è stata data al Vice Presidente Fini) il Cons. Salvatore Sfrecola, Capo di Gabinetto del Vice Presidente ed il Dott. Nicola Carlesi, Capo del nuovo Dipartimento.

La nuova organizzazione del Dipartimento per le politiche antidroga è ambiziosa articolandosi in quattro uffici e dieci servizi. E' stato spiegato che ciò è funzionale ad un corretto approccio di indirizzo e di coordinamento dei molteplici soggetti, istituzioni pubbliche e del privato sociale nazionali ed internazionali che agiscono nella prevenzione e nella repressione dell'inquietante fenomeno delle tossicodipendenze e delle alcoldipendenze correlate.

Da rilevare che, caso abbastanza unico nel panorama istituzionale della Presidenza del Consiglio, le funzioni del Capo del Dipartimento rispondono ad una logica di responsabilità complessiva dell'andamento della struttura e del raggiungimento degli obiettivi, nonché di coordinamento reale dell'attività degli Uffici dipendenti, senza acquisire (come in gran parte delle altre strutture) funzioni non proprie o circondarsi di segreterie tecniche o di comitati e commissioni la cui utilità è tutta da dimostrare.

In questa struttura invece opera correttamente (anche perchè previsto dalla legge) un Comitato scientifico, presieduto dal Vice Presidente, per la verifica dell'andamento del fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze, composto da esperti della materia sia delle istituzioni che del privato sociale.

Nel complesso il provvedimento appare ben confezionato anche perchè esso ha correttamente recepito molte delle osservazioni critiche, ma costruttive, avanzate, su una precedente bozza di articolato, dalle OO.SS. tra cui la CIDA/UNADIS.

Per la tabella organica del personale di collaborazione, è stato spiegato che essa sarà formata non con riferimento alle competenze astrattamente intese, ma alla quantità e qualità dei compiti concretamente svolti, una volta avviata l'attività, utilizzando per ora il personale del Commissario straordinario per la lotta alla droga.

Non vi è stata quindi difficoltà nel salutare con favore la nascita di questa nuova struttura della Presidenza del Consiglio che tutti ci auguriamo raggiunga gli importanti scopi sociali per la quale è stata concepita e contribuisca ad abbattere il diffondersi dell'inquietante uso delle droghe e delle alcoldipendenze soprattutto tra i nostri giovani.
 

Giancarlo Lo Bianco