Natale 2015

Lettera di auguri del Segretario Generale

“TRA IDEALE E REALE”

C’é sempre una cesura, nella vita, tra ciò che si sogna e ciò che si realizza.

Nell’adozione – é un’esperienza della mia vita troppo forte e recente, per non condividerla con tutti voi in questo Natale – si viene messi in guardia dall’attesa di un FIGLIO IDEALE, per non ricevere poi la delusione nell’incontro con il FIGLIO REALE.

La mia scoperta é che se il cuore, la testa e le braccia sono pronti ad accogliere la vita nuova, essa stupirà per la forma inimmaginabile che prenderà e la concretezza dell’amore reale sarà più grande di quello che si era sognato.

AUGURO a tutti e a ciascuno che sia così questo Natale:

REALMENTE MERAVIGLIOSO.

Sogniamo, noi dirigenti pubblici, cose grandi: un’Italia più giusta e più equa, in cui ogni uomo e donna si senta parte, integrante e integrata, di un percorso di crescita e sviluppo umano.

Sogniamo, noi dirigenti pubblici, una Pubblica Amministrazione efficiente e trasparente, ben organizzata e che valorizzi il merito e le competenze.

Nella realtà, dobbiamo fare i conti con inefficienze dovute certamente a leggi difficili da applicare, ma anche a colleghi che le interpretano con ottusità; vediamo politici che usano la macchina amministrativa e colleghi che approfittano del posto che viene loro temporaneamente assegnato e dimenticano le battaglie della categoria, che sono battaglie di servizio per il Paese.

MA VEDIAMO ANCHE CHI STA OGNI GIORNO AL SUO POSTO IN MODO ESEMPLARE, E CREA BENESSERE ORGANIZZATIVO, SACRIFICANDO INTERESSI PERSONALI PER UN BENE COMUNE.

VEDIAMO REALTÁ DI PERSONE MOTIVATE E SERIE MANDARE AVANTI, TRA MILLE DIFFICOLTÁ, STRUTTURE CARENTI DI RISORSE UMANE, STRUMENTALI E FINANZIARIE, ANCHE CARICANDOSI COMPITI ALTRUI E/O SENZA ADEGUATI RICONOSCIMENTI ECONOMICI O GIURIDICI.

Questa é la MERAVIGLIOSA REALTÁ che supera il sogno e l’immaginazione: essa si realizza quando siamo INCARNATI nella storia e nel tempo, e non ci sottraiamo alle sfide della concretezza.

È nel Natale, la risposta reale:

l’incarnazione, cioè il modo in cui Gesù é nel mondo, indica la via per la felicità.

Una via di accoglienza dell’altro, di promozione sempre e comunque di relazioni buone, di dono di sé.

Una via di misericordia e di perdono, perché l’imperfezione è la nostra realtà.

Una realtà che Cristo vede, incarna e ama, e da cui parte – in concreto, senza sottrarvisi – per salvarci. Senza condannarci.

Una realtà che può sempre e comunque sorprenderci per la meraviglia dei doni che racchiude, e che sta a noi – in particolare a noi classi dirigenti – trovare e portare agli altri. UNITI.

BUON NATALE e BUON ANNO.

Il Segretario Generale Unadis

Dott. Avv. Barbara Casagrande

 

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“Dobbiamo fare

dell’interruzione, un nuovo cammino

della caduta, un passo di danza

della paura, una scala

del sogno, un ponte

del bisogno, un incontro”

- Fernando Pessoa