Tutela dei Dirigenti

A Economia e Finanze esemplare tutela dei dirigenti da parte di Cgil, Cisl, Uil e Confsal- Unsa.

Non siamo scivolati a valle dalla Montagna del sapone e sappiamo bene che le trattative (quelle vere, quelle che contano) si svolgono con modalità riservate. Poco male se non si danneggiassero i dirigenti. Con la complicità dell’Amministrazione.

I fatti.

Ogni anno e In numerose amministrazioni, si presenta il problema della ripartizione di risorse comuni a dirigenti e non dirigenti. Il problema coinvolge aspetti attinenti alla procedura, allo strumento e alla misura: la procedura è contrattuale, lo strumento è l’accordo (che, per essere valido, deve avere la maggioranza dei sindacati dei dirigenti e delle qualifiche funzionali), la misura è il quantum che spetta a ciascuna delle due componenti di personale.

La finanziaria per l’anno 1998 stabilì che ogni anno a partire, appunto, dal 1998, le Amministrazioni dello Stato dovessero prevedere la riduzione delle spese di gestione di almeno il 2% rispetto all’anno precedente; la metà sarebbe confluita a bilancio dello Stato a titolo di risparmio e l’altra metà sarebbe stata utilizzata, previo accordo con le organizzazioni sindacali dei dirigenti e delle qualifiche funzionali, per remunerare risultato e maggiore produttività.

Al Mef si concordò la ripartizione dell’ 85% al personale delle qualifiche funzionale, del 13% ai dirigenti di II^ fascia e del 2% ai dirigenti di 1^ fascia, ripartizione sopravvissuta a numerosi attacchi. I ministri Siniscalco e Tremonti recepirono gli accordi e confermarono suddivisione.

Lo scorso anno, il Ministro Padoa Schioppa stabilì, in beata solitudine, una nuova ripartizione: non oltre il 13% all’intera dirigenza di cui una quota non inferiore al 10% ai dirigenti di 1^ fascia: quindi 87% alle q.f. e 13% ai dirigenti.

Ora, il Ministro Tremonti, dopo il riservato incontro del Sottosegretario Giorgetti con Cgil Cisl Uil e Unsa-Confsal del 4 agosto, ha ulteriormente ridotto di 2 punti la quota per la dirigenza (non più dell’11%) di cui una misura fino al 10% ai dirigenti di prima fascia.

In buona sostanza in 3 anni la quota per la dirigenza del Mef è scesa dal 15 all’11%, quella dei dirigenti di II^ fascia dal 13 al 9,9%, quella dei dirigenti di I^ dal 2 all’ 1.1%.

A quell’incontro, per quanto è dato sapere, presero parte (e decisero per tutti in ragione dell’unità di comando) i responsabili di Ministero di Cgil Cisl Uil e Unsa-Confsal, senza che fossero appena consultati, non dico Cida-Unadis e Dirstat, almeno le componenti dirigenziali di quegli stessi sindacati. Ci risulta che Uil-P.A. dirigenti (del Mef) stia protestando.

Cosa aspettano a lasciare quelle organizzazioni sindacali i dirigenti ancora iscritti?

Massimo Fasoli

Segretario Generale della Cida-Unadis

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