Ringraziamo REPORT per aver dato voce all’Unione nazionale dirigenti dello Stato e al suo segretario generale, Barbara Casagrande. Il tema affrontato questa settimana dalla trasmissione ci sta a cuore perché siamo stati i primi a chiedere un maggiore sforzo alla politica per migliorare l’attuale sistema di valutazione dei dirigenti, presentando anche diverse proposte in tal senso. E, per i non addetti ai lavori, sgombriamo subito il campo da un equivoco: la retribuzione di risultato non è un premio che viene dato ai dirigenti ma è parte integrante dello stipendio.

L’Unadis, da sempre chiede un sistema di valutazione che miri a rendere più efficiente la PA. Come?

Con retribuzioni di RISULTATO DIFFERENZIATE, basate su un SISTEMA DI VALUTAZIONE serio e oggettivo di RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI.
Unadis chiede da sempre che gli obiettivi assegnati ai dirigenti siano sfidanti e collegati alla direttiva annuale dell’organo di vertice. Questo sindacato insiste da sempre sul fatto che le risorse strumentali, finanziarie e umane assegnate a ciascun dirigente siano proporzionate al raggiungimento degli obiettivi.

Per questo motivo, come si può facilmente verificare, su tutti i tavoli di contrattazione Unadis ha lottato affinchè la retribuzione di risultato sia collegata alla valutazione, anche proponendo di “ridurre la forbice”.  Unadis, inoltre, ha chiesto e chiede trasparenza sui criteri di assegnazione degli obiettivi, sugli esiti della valutazione e sulle retribuzioni.

Ma prima ancora di pretendere la differenziazione a tutti i costi, bisogna lavorare per creare dei validi sistemi di misurazione e valutazione delle performance , individuali e organizzative.

Come dicono gli esperti di questa materia, bisogna creare le condizioni ‘abilitanti’ della valutazione. Ovvero garantire che ci siano validi sistemi di pianificazione e controllo.

Noi pretendiamo, come sindacato e come dirigenti, di negoziare obiettivi sfidanti e pretendiamo di essere valutati oggettivamente.
Ma per fare questo occorre una forte responsabilità della politica , in primo luogo, e della dirigenza poi.