CONFEDERAZIONE ITALIANA DIRIGENTI E ALTE PROFESSIONALITA’
Siamo pronti ad attivarci con ogni possibile ed incisiva forma di contrasto che sarà tanto più dura e determinata quanto più dovesse permanere latteggiamento assurdamente punitivo nei confronti delle categorie che rappresentiamo.
E stato questo il commento di Cida, Confedir, Cosmed e Cuq, che insieme raggruppano 250mila iscritti, al termine dellaudizione sui contenuti della Finanziaria presso le Commissioni Bilancio riunite.
Le Alte Professionalità ritengono che nella Finanziaria 2007 non sia stato trovato quel punto di equilibrio unificante tra i tre obiettivi di crescita, di risanamento e di equità tanto vantato dal Governo; più in particolare, precisano le Confederazioni, rispetto allazione di risanamento lesito perseguito soddisfa i vincoli concordati con Ecofin, ma relativamente allo sviluppo la Manovra non rilancia scuola, sanità, ricerca e innovazione, ovvero i più importanti fattori crescita, non migliora la qualità della P.A., non finanzia i contratti pubblici, mentre, per quanto riguarda lequità, i maggiori oneri andavano posti a carico, in primo luogo, di coloro che evadono e non su coloro che già assolvono regolarmente lobbligazione fiscale.
Infine, concludono i rappresentanti dei dirigenti, dei quadri e delle alte professionalità, è stato anche introdotto un contributo di solidarietà del 3% sui redditi da pensione, anche autonomi, superiori ai 5 mila euro lordi mensili che colpisce categorie che si sono già fatte carico della solidarietà generale e che, per di più, già pagano lo scotto di una perequazione automatica parziale che ne appiattisce i trattamenti previdenziali.
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Un commento del tutto personale a margine del comunicato di Cida, Confedir, Cosmed e Cuq : a partire dallaliquota del 43%, la tassazione Irpef cessa di essere progressiva per divenire semplicemente proporzionale e, francamente, disturba lunificazione di tutti i redditi superiori ai 75.001 euro annui lordi in un solo ceto fiscale.
Non è motivo di particolare orgoglio essere assemblati a percettori di redditi enormemente superiori.
Sappiamo bene che, man mano che si sale nella scala dei redditi personali, ulteriori aliquote non incrementano significativamente il gettito, ma, insomma, un segnale anche modesto di attenzione verso redditi ben più alti della soglia del benessere, avrebbe soddisfatto i veri ricchi, che, come si sa, non amano essere confusi con luniverso mondo e reso più comprensibile lintera manovra fiscale, almeno sul piano dellequità.
Massimo Fasoli
Segretario Generale della Cida-Unadis