FIRMATO IL NUOVO CCNL DEI DIRIGENTI DELLE FUNZIONI CENTRALI

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Firmato!

I dirigenti pubblici delle Funzioni Centrali hanno il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro. Oggi sono terminate le trattative in Aran e grazie al nostro serio contributo ci saranno importanti novità: a partire dal 2021, infatti, le retribuzioni dei dirigenti aumenteranno mediamente fino al 3,78%. Si parte da un incremento pari allo 1,01 per il 2019 che arriva all’1,72% nel 2020 fino a stabilirsi al +3,37 dal 2021 in avanti. Si tratta di incrementi superiori a quelli previsti nel contratto del triennio precedente. Le trattative sono andate avanti speditamente, grazie a una proficua collaborazione tra Aran e sindacati, che hanno convenuto sull’esigenza di chiudere in fretta questa tornata contrattuale per far spazio, al più presto, al nuovo contratto 2022-2024. 

Nel nuovo contratto le novità non sono solo economiche ma anche giuridiche. Dal punto di vista delle relazioni sindacali, nella parte relativa alla contrattazione integrativa, è stato stabilito che ora si avvierà di “norma” entro il mese di aprile dell’anno di riferimento. Il lavoro agile è frutto di un accordo individuale stipulato per iscritto “ai fini della regolarità amministrativa e della prova”. La valutazione del lavoro agile è legata al grado di raggiungimento degli obiettivi e viene riservata ai dirigenti l’autonomia gestionale e amministrativa che la normativa vigente già prevede per la categoria. 

All’articolo 18 del nuovo Ccnl è prevista una novità che riguarda l’affiancamento da parte della dirigenza del personale neoassunto. Ciò per favorire lo scambio di conoscenze e competenze delle esperienze maturate nel tempo e per favorire la continuità dell’azione amministrativa. 

Il Contratto prevede, inoltre, un aumento fino al 30% della retribuzione di posizione, per i cosiddetti “interim”, in misura maggiore per chi regge uffici in sedi diverse per i quali un dirigente assume un secondo incarico; si tratta di casi sempre più numerosi, in particolare negli uffici periferici, a causa della carenza di personale. 

Nuove previsioni nel Contratto anche per stare vicini alle donne vittime di violenza, le quali potranno astenersi dal lavoro per un periodo di 90 giorni, fruire del congedo, presentare domanda di trasferimento qualora la vittima sia inserita in percorsi di protezione. 

Attenzione anche alle famiglie, infatti viene generalizzata la previsione di welfare integrativo che sarà disciplinato in sede di contrattazione integrativa con particolare riferimento a: contributi a favore di attività culturali, ricreative e con finalità sociale, polizze sanitarie integrative delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale e altre categorie di beni e servizi che, in base alle vigenti norme fiscali, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente. 

Inoltre, come richiesto da Unadis, sono stati introdotti miglioramenti in merito alle disposizioni sulle assenze per malattia, per malattia con gravi patologie e novità sulle coperture assicurative.

Unadis si ritiene soddisfatta per il lavoro svolto e per i risultati ottenuti per quanto riguarda il ruolo e la funzione del dirigente, la sua autonomia, il grado di responsabilità e l’adeguata retribuzione. È stata come per la precedente una contrattazione resa più difficile dalla condivisione dello stesso contratto con i professionisti: nella parte comune si sono spesso sottolineate differenze e disarmonie che hanno reso più complesso l’iter dei lavori. Continueremo a chiedere in tutte le sedi una contrattazione separata fra dirigenti e professionisti della Pa: svolgiamo ruoli e funzioni differenti.  

Unadis auspica che il governo, in occasione della legge di stabilità del 2024, preveda le necessarie risorse per l’avvio delle trattative per il CCNL 2022-2024, già in ritardo di oltre due anni. Sarebbe un segnale importante che segnerebbe un netto cambiamento delle politiche con cui i governi che si sono succeduti negli ultimi periodi hanno governato tutto il pubblico impiego e la dirigenza pubblica in particolare, spesso additata come responsabile di ritardi e cattiva burocrazia. Da questo punto di vista le conseguenze sono state e sono preoccupanti: l’impiego pubblico è diventato per i giovani una seconda scelta. Per questo vogliamo una inversione di rotta, un nuovo meccanismo che riconosca e premi il merito e le eccellenze e che favorisca percorsi di carriera trasparenti. La Pa deve diventare la scelta migliore! 

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