“Questa legge riconosce il nostro ruolo di leader nella pubblica amministrazione e la nostra funzione di guida, di coordinamento, di valutazione e di gestione della macchina amministrativa, consentendoci anche di far accedere alla dirigenza alcuni tra i nostri funzionari, non oltre il 30%, che mostrano capacità dirigenziali”. È questo il commento di Barbara Casagrande, il segretario generale di Unadis e Confdas, in seguito all’approvazione al Senato del disegno di legge voluto dal ministro Paolo Zangrillo. Ora, il cosidetto ddl Merito, è legge. Il cuore della riforma della Pa, come spiegato dallo stesso ministro è proprio il principio del merito: chi lavora di più e meglio deve essere premiato. Spiega Casagrande: “Questa legge esalta la misurazione e la valutazione della performance e mette al centro le persone e ciò è in linea con la filosofia di Unadis. Abbiamo preso atto che sulle criticità che avevamo osservato in audizione e durante l’iter del provvedimento sono stati approvati specifici ordini del giorno in commissione. Pertanto, ci aspettiamo un provvedimento utile a chiarire che le eventuali economie del fondo dei dirigenti restino alla dirigenza anche per la formazione e che la nuova disciplina si applica dopo l’entrata in vigore dei decreti attuativi”. Inoltre, “ci aspettiamo anche che si elimini il tetto del 30% delle eccellenze perché vogliamo una pubblica amministrazione interamente eccellente o comunque senza un limite di legge che disponga quanti possano essere i massimamente meritevoli. Ci aspettiamo altresì che i decreti attuativi della legge che è anche delega delineino percorsi oggettivi e meritocratici per la carriera dei funzionari e consentano a noi dirigenti di valorizzare realmente il merito anche con disposizioni di prima applicazione. Con una classe di manager pubblici, attenti all’etica alle competenze e all’umanità delle persone si avrà una pubblica amministrazione di civil servant efficace per tutti i cittadini. Vogliamo cogliere il positivo di questa legge e continuare a seguirne i profili attuativi in questa ottica. Unadis c’è”.
Ufficio stampa Unadis
