La CIDA alle celebrazioni del 1° maggio

Giovedì 1º maggio una delegazione della CIDA ha partecipato alla celebrazione della festa dei lavoratori svoltasi a Roma, nel piazzale antistante la sede della Direzione Generale dell’INAIL.
Alla cerimonia sono intervenuti il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il Presidente del Senato Schifani, il Presidente del Consiglio Prodi, i Ministri Damiano, Turco, e Nicolais, il Presidente della Regione Lazio Marrazzo, il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, il Sindaco della Capitale Alemanno ed altri esponenti politici tra i quali gli Onorevoli Sacconi e D’Antoni. Nel ruolo di “padroni di casa” il Presidente INAIL Mungari e il Presidente della Federazione Stelle al Merito del Lavoro Diamantini hanno rivolto un breve saluto ai presenti. Nel corso della manifestazione sono stati insigniti con la stella al Merito del Lavoro 99 lavoratori del Lazio. Per onorare la memoria di tutti i caduti del Lavoro, anche quest’anno Napolitano ha conferito, inoltre, a 14 lavoratori che hanno perso la vita sul lavoro la “Stella al Merito del Lavoro alla Memoria” quale simbolico omaggio all’estremo sacrificio compiuto da tutte le vittime degli infortuni sul lavoro.
Il Presidente della Repubblica ha successivamente inaugurato un monumento in memoria di coloro che hanno perso la vita sul lavoro. L’opera dal titolo “Le vittime del lavoro”, è la copia di un bassorilievo in bronzo realizzato nel 1882 da Vincenzo Vela in memoria degli operai morti durante i lavori per il Traforo del Gottardo. Nel suo discorso il Ministro del Lavoro Damiano ha fatto riferimento al testo unico sulla sicurezza recentemente approvato che troverà applicazione, per la prima volta, nei confronti di tutti i lavoratori indipendentemente dalla natura autonoma o subordinata del rapporto di lavoro. Nel commentare il provvedimento il Ministro ha sottolineato il ruolo che avranno le Parti Sociali nell’ambito del “nuovo sistema sicurezza” e le ampliate prerogative degli organismi paritetici di formazione dei lavoratori. Il Presidente della Repubblica, nel discorso conclusivo, ha dichiarato che «Occorre andare avanti, pur attraverso le revisioni, i miglioramenti, gli affinamenti che si riterranno necessari tenendo conto delle esperienze normative compiutesi, partendo da una loro obiettiva valutazione, tenendo fermo l’obiettivo irrinunciabile dell’abbattimento degli incidenti sul lavoro». «Le leggi ed i regolamenti non bastano», ha continuato Napolitano, «ma sono strumenti indispensabili. E quelli relativi alla sicurezza sul lavoro, rimandano ad esigenze più generali di riduzione degli squilibri esistenti ancora, in Italia, nell’occupazione: squilibri tra Nord e Sud, tra occupazione maschile e femminile, e anche tra generazioni, avvertendo spesso gli occupati in età matura il rischio di perdere il posto di lavoro, di rimanere disoccupati prima di arrivare alla pensione, e i giovani il rischio di trovare solo lavori precari e a reddito insufficiente».